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Del Gran Signore di tutte le molestie sessuali, ed altri fattacci

Per non perdere le buone vecchie abitudini del rimanere aggiornati su cosa accade nel patinato mondo di idol, attori ed attrici asiatici mentre noi stiamo qua a farci le unghie (e spesso e volentieri a mangiarcele a causa loro), abbiamo pensato di rimandare ancora di qualche giorno la carrellata dei migliori pettegolezzi del 2010 per uno sguardo sull’attualità.
E di cose in questi giorni ne sono successe, quindi ci duole mettere da parte la discorsività, ma ci tocca, d’altra parte, fare un po’ di ordine nelle vite di questi fanciulli e procedere per punti.

Se per i giapponesi vestire i panni di più o meno conosciuti eroi dei fumetti (dei loro fumetti, i manga) è ormai nel DNA, quando è un fumetto a chiedere in prestito i loro panni, la cosa si fa più interessante.
YOSHIKI, il celebre membro e co-fondatore della band Visual Kei per eccellenza, X Japan, è apparso infatti in compagnia niente di meno che di Stan Lee, il creatore di supereroi del calibro di Spiderman, i Fantastici Quattro e Iron Man, alla sessantottesima edizione dei Golden Globe Awards, a Beverly Hills. I due, infatti, sembrano essere diventati molto amici grazie alla collaborazione annunciata non poco tempo fa: Stan Lee creerà, su modello di YOSHIKI stesso, un supereroe del mondo della musica a fumetti. Il fumetto verrà in seguito tradotto in moltissime lingue (compresa la nostra, con ogni probabilità) ed adattato a serie animata. E, come ogni supereroe che si rispetti, speriamo che non ci faccia attendere a lungo per un film.

Passando alla nostra agenzia preferita di esseri mitologici metà uomo e metà glitter (visto che la definizione vi è piaciuta), dobbiamo purtroppo dare una cattiva notizia a tutte le fans degli Arashi: con il trentesimo compleanno del loro leader e membro più vecchio Satoshi Ohno, l’intero gruppo è da considerare ufficialmente fuori dalle riviste di idol quali Potato, Wink Up e Duet, e d’ora in avanti appariranno solo con interviste ed articoli individuali (questo mese, in particolare, appariranno solamente un’intervista a Masaki Aiba e un articolo sul film di prossima uscita di Kazunari Ninomiya). Questa è un’altra, per chi le chiedeva, delle poche regole note della Johnny & Associates: non appena un gruppo raggiunge la soglia dei 30, deve “diplomarsi” dalle riviste sopra citate, per lasciar posto ai sempre più numerosi gruppi di giovincelli. Così accadde ai KinKi Kids e così anche ai 20th Century (il sottogruppo dei tre più grandi) dei V6: “La regola non scritta non è così rigida, in realtà“, rassicura però uno degli editori di questo genere di magazine, “semplicemente non è più un appuntamento fisso nei loro impegni, ma in caso tutti e cinque fossero liberi nello stesso momento, continueremo a pubblicare servizi fotografici di gruppo“. Certo, se il problema è solo trovarli liberi tutti e cinque nello stesso momento, allora sarà proprio un gioco da ragazzi.

Per esaurire in fretta la parte informativa di questo articolo (ed arrivare alla parte spettegolona, concedetemi il termine), non ci resta che fare un piccolo appunto su un caso di plagio di cui avevamo parlato tempo fa: vi ricordate delle Vocaloid? E chi se ne dimentica, direte voi. E vi ricordate di quella canzone dei KAT-TUN che assomigliava pericolosamente, guarda un po’, proprio ad una delle Vocaloid uscita poco tempo prima? Be’, i produttori della canzone dei KAT-TUN, “NEVER x OVER ~ 「-」IS YOUR PART”, hanno ammesso le influenze della canzone della vocaloid LUKA MEGURINE, ed hanno pubblicamente chiesto scusa ai seguaci di entrambi gli artisti. Il creatore della canzone della Vocaloid, AVTechNO!, che aveva lanciato l’allarme plagio qualche settimana fa, ha lasciato un breve messaggio delle proprie più sentite e sincere scuse ai KAT-TUN stessi ed ai loro fans, specificando che ovviamente la colpa di quanto successo non fosse in alcun modo da attribuire ai ragazzi, ed augurando loro ogni bene per il futuro. I maligni dicono che abbia ricevuto un sacco di soldi per questa sviolinata. Noi non diciamo niente, ma si sa come funziona la Johnny & Associates, no? Meglio insabbiare la cattiva pubblicità.

Il premio per il pettegolezzo più idiota della settimana va senza dubbio al Gran Signore di tutte le Molestie Sessuali, un certo M di una certa agenzia J che si occupa solo di idol uomini. Sì, quando le riviste scandalistiche cercano di nascondere i reali protagonisti dei loro scoop per non avere danni legali di alcun genere, ci riescono veramente male.
E chiarito che si tratti proprio della Johnny & Associates, cosa ha fatto questo povero signor M per meritarsi un titolo così altisonante?
Be’, a quanto pare, è andato in giro lamentandosi di non essere abbastanza popolare con signore e signorine. Il ragazzo – o, per meglio dire, l’uomo, dato che l’articolo mette in chiaro più volte che si tratti ormai di un veterano dell’agenzia – non attrae le donne, non l’ha mai fatto e, arrivati a questo punto della sua carriera, secondo i nostri simpatici articolisti, ha ben poche probabilità di farlo. Come si passi dal lamentarsi della propria sfigataggine all’essere un Gran Signore di tutte le Molestie Sessuali non è del tutto chiaro, ma pare addirittura che le continue lamentele ed il comportamento del povero M stiano cominciando ad attirare l’antipatia di alcuni colleghi della stessa agenzia: un tale A – che le illazioni delle lettrici identificano in Akanishi Jin, Aiba Masaki degli Arashi, Arioka Daiki degli Hey!Say!JUMP, o, persino, gli Arashi al completo –  pare che lo disprezzi e l’abbia ignorato pubblicamente, proprio a causa di questo suo comportamento. “Certo“, commenta il popolare stilista X al Friday, la rivista scandalistica che ha pubblicato questa perla, “se l’agenzia conta nelle sue fila artisti di questo genere, sarà sempre più difficile ottenere lavoro per alcuni di loro“.
Ma a questo punto, chi è questo M, ormai veterano dell’agenzia, che proprio non riesce a piacere alle donne – e pubblicamente se ne lamenta, guadagnandosi questo simpatico titolo?
Le lettrici accanite del Friday non se lo sono, ovviamente, lasciato dire due volte, ed hanno cominciato una vera e propria caccia al Porco per riuscire a scoprire il nome del fortunato vincitore.
E se il primo nome che è venuto in mente è stato quello del famoso solista Masahiko Kondo – conosciuto in patria come Matchy, 46 anni e quasi altrettanti all’attivo di carriera, non esattamente noto per il suo carattere affabile ed aperto – di certo non è il solo.
Nella lista dei veterani – da loro intesi come chiunque abbia già debuttato, ci pare di capire – appaiono infatti in ordine d’età tutta una serie di nomi, tra cui molti che di sicuro non hanno problemi di popolarità nel mondo delle fanciulle: vanno dall’affascinante Masahiro Matsuoka (batterista dei TOKIO, 34 anni), a Go Morita e Ken Miyake (V6, entrambi 31 anni), Jun Matsumoto (Arashi, 27 anni), Shingo Murakami e Ryuhei Maruyama (Kanjani8, rispettivamente 28 e 27 anni), sino ad assai meno veterani come Takahisa Masuda (NEWS, 24 anni) ed addirittura il piccolo Ryutaro Morimoto (Hey!Say!JUMP, solamente 15 anni).
La sottoscritta ovviamente punta l’accusatorio indice contro il piccolo Ryutaro e la sua faccina da bravo bambino che chissà cosa nasconde, oppure Tatsuki Muro dei VETERAN, altrimenti detto quello altissimo e non proprio bello dei Kansai Junior’s. Ma mi rimetto al vostro giudizio.

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L’esercito dei dodici pettegolezzi – prima parte

Vi siete già lasciati alle spalle il 2010 senza rancori, con i consigli del buon vecchio Paolo Fox e soprattutto una giusta innaffiata di spumante?
E allora quale modo migliore di festeggiare l’anno appena finito di andare a pescare tutti i pettegolezzi che, mese per mese, hanno infuocato i tabloid nel nostro amato Giappone?
Ebbene sì, se nel Paese del Sol Levante le notizie sono tante e troppe e costanti, può sempre capitare che ce ne sfugga più di qualcuna, e abbiamo deciso di rimediare a questa imperdonabile mancanza andando a recuperare i migliori di ogni mese dell’anno della Tigre, il 2010, prima di saltare direttamente ai pettegolezzi dell’anno della Lepre.

E andando indietro nel tempo di un anno esatto, il Gennaio del 2010 in area gossip gravitava più che altro intorno all’inizio delle attività di solista di Jin Akanishi, dell’uscita del suo film BANDAGE e delle sue, di uscite, in giro per locali con belle straniere attaccate alle sue braccia. E se la giovanissima ed inglesissima star di MySpace Beckii Cruel, da pochissimo sbarcata in Giappone, faceva del suo meglio per attirarsi quante più antipatie nel fandom occidentale, i giornalisti scandalistici del posto non avevano davvero tempo per stare dietro a lei, troppo occupati a seguire i sempre più numerosi scandali sessuali degli Arashi.
Risale a Gennaio, infatti, il presunto appuntamento romantico di Kazunari Ninomiya degli Arashi e la bella attrice Asami Mizukawa, stati visti insieme in un locale di Shibuya in atteggiamenti amichevoli e sin troppo intimi, anche per due persone che, come loro, si conoscono ormai da più di dieci anni. Un semplice appuntamento tra un Johnny’s ed un’attrice televisiva non avrebbe dovuto creare tanto scalpore, giusto? Dopotutto, sono un po’ come il nostro binomio velina-calciatore. Eppure, a creare scandalo non fu solo l’amicizia che lega tutt’ora la ragazza alla collega Masami Nagasawa, più volte tacciata di essere la fidanzatina storica del buon Nino, che pare avesse anche tenuto nascosta la loro relazione sino a quando la fanciulla non ha raggiunto la maggiore età. Infatti, la bella Asami non è solo amica di vecchia data di Ninomiya, ma conta sul suo curriculum una serie di flirt con svariati Arashi: se con Sho Sakurai si parlava solamente di qualche appuntamento finito in tarda notte dentro un taxi scomparso nel nulla, con Masaki Aiba pare si trattasse addirittura di una relazione stabile che durava da almeno tre anni di andirivieni dall’appartamento del Johnny’s. Insomma, Arashi cari, sappiamo che siete amici e vi volete bene e che in tour vi scambiate i calzini senza fare una piega, ma adesso vi fate anche girare la fidanzata come se fosse una canna?

A Febbraio, tra attori ed attrici che immancabilmente hanno il loro incidente automobilistico settimanale – perché si sa, la gente famosa in Giappone sembra prendere la patente per corrispondenza – e le solite brutte notizie per la scena Visual Kei, sono sempre gli idols della Johnny & Associates che fanno parlare di loro.
Forse il più esilarante riguarda il Johnny’s Junior ed ormai famosissimo attore Toma Ikuta, che si trova a rivelare le proprie fantasie nascoste (qui da noi si chiamano sogni erotici, in effetti) sull’amico e collega Tomohisa Yamashita: durante un’intervista, infatti, ammette di sognare spesso ad occhi aperti una straziante scena da drama in cui il proprio corpo ferito ed esangue viene portato in salvo tra le braccia di un aitante YamaPi in versione medico del drama Code Blue. Quando nella sua testolina l’atmosfera si fa tesa e teme di non riuscire a salvarsi, a Toma non resta altro che stringere le mani agli abiti di Yamashita, urlando un laconico quanto disperato “Dottore, mi salvi!“. Lui ci giura che la sua fantasia si interrompe proprio lì, ma, non contento, nella stessa intervista racconta del suo viaggio in Thailandia insieme a Subaru Shibutani dei Kanjani8, e della singolare esperienza che li ha visti, a causa di due rospi che li hanno terrorizzati (non c’è bisogno di commentare), farsi una romantica doccia calda insieme, ed addormentarsi sulle note della stessa canzone, dividendosi gli auricolari da bravi… qualunque cosa fossero.
Insomma, noi ce la mettiamo anche tutta a cercare dei pettegolezzi normali con ragazze normali in situazioni normali… ma c’è chi proprio non ne vuole sapere.

E a Marzo, con l’avvicinarsi della primavera, chiunque si aspetterebbe di vedere l’amore che fiorisce ad ogni angolo di strada. Assurdamente, però, nell’anno passato sembra essere stato un mese scarsamente fruttuoso per gli scandali nell’Entertainment giapponese. Basti pensare che lo scandalo peggiore trattava degli attori Sousuke Takaoka (che aveva interpretato il bel Tomochika  Wakana in ROOKIES) e Aoi Miyazaki (Nana Komatsu in Nana) beccati a flirtare in un ristorante. L’assurdità del pettegolezzo sta, in effetti, proprio nel fatto che abbia fatto scalpore: i due sono infatti felicemente sposati dal 2008. Pare però che l’agenzia della fanciulla, la Hirata Office, abbia improvvisamente deciso che evidentemente Takaoka non fosse l’uomo adatto per l’immagine di purezza e innocenza dell’attrice. Dopo numerosi gossip su tradimenti e addirittura violenza domestica dichiaratamente mirati a screditare l’immagine dell’attore, i due ragazzi hanno insistito nell’apparire in pubblico dimostrando ampiamente quanto vadano d’amore e d’accordo, imboccandosi a vicenda e facendosi le fusa. Insomma, alla dolce e innocente Aoi piacciono i cattivi ragazzi. E ha tutta la mia simpatia.

Con l’arrivo della bella stagione, finalmente le cose sembrano tornare alla normalità: i nostri beniamini, sentendosi al sicuro dietro provvidenziali mascherine anti-polline, ad Aprile escono dal letargo e cominciano di nuovo a gironzolare per la città, disseminando scandali un po’ ovunque passino. Da un lato, c’è la nostra amica (so già cosa direte) Keiko Kitagawa che si lamenta della scarsa importanza dei ruoli che le vengono assegnati nei drama, in particolare quando è al fianco di un popò d’uomo del calibro di Takuya Kimura, dall’altro c’è il divorzio di Erika Sawajiri e i successivi gossip riguardanti la sua libertina vita sentimentale, che la proclameranno ufficialmente Uwasa Queen per tutto l’anno a venire.
Noi, però, preferiamo soffermarci più a lungo sul nuovo membro ad honorem della Truppa Akanishi, niente meno che Kim Jaejoong, all’epoca da poco orfano di due Tohoshinki. Niente strane paparazzate in locali gay o per strada con compagnie poco raccomandabili, questa volta: l’amicizia è stata dichiarata dai ragazzi stessi, in particolare da Tomohisa Yamashita e Junpei Mizobata. Pochissimi giorni dopo la dichiarazione d’amicizia, Jaejoong e Yamapi si sono presentati insieme ad una festa in onore di Lady Gaga, emozionati come due tredicenni al loro primo concerto dei Backstreet Boys, e dopo la festa, si sono riuniti a Junpei e il resto della truppa per parlare tutta la notte del vestito di Lady Gaga. Niente che non ci aspettassimo, insomma, ma fa sempre piacere saperlo.

Con l’arrivo di Maggio, le cose in Giappone sembrano tornare alla normalità. Frequenti uscite della truppa (Jaejoong incluso) a mangiare in qualche ristorante di ramen, otaku muniti di pc e connessione a banda larga che tentano un colpo di stato per impedire alle povere KARA di debuttare nel loro Paese, la dolce Maki Horikita che si sente sola (forse la cara Meisa Kuroki lavorava un po’ troppo e la stava trascurando?) e chiede a gran voce un fidanzato.
Tocca però questa volta soffermarsi su due pettegolezzi, che guarda caso (e stavolta è un caso per davvero) riguardano due amici: da un lato Jun Matsumoto degli Arashi che sembra comportarsi in modo sospetto con la bella Kou Shibasaki, portandosela poi a casa a fine insospettabile serata con gli amici; e dall’altro l’amico Ryo Nishikido, che come al solito fa parlare di sé comportandosi da maschio alpha come al solito suo. Infatti, pare che dopo una delle sue ormai celebri serate in giro per Roppongi, il buon (mentiamo) Ryo sia riuscito a caricarsi sul taxi con sé un’ignara fanciulla, con la poco credibile scusa di accompagnarla a casa. Pare che alla fatidica domanda “Vieni a casa mia?“, il Nishikido nazionale non si aspettasse assolutamente un rifiuto, e, una volta ricevuto, si sia alterato non poco, facendo fermare il taxi in mezzo alla strada e nel cuore della notte, ordinando alla ragazza di scendere immediatamente, dato che aveva osato rifiutare un invito del Sexy Osaka Man. A mio modesto parere, la cosa bizzarra non è il rifiuto in sé, quanto più il fatto che la ragazza avesse davvero creduto che uno come il Nishikido potesse accompagnarla a casa per pura bontà d’animo. Beata innocenza.

Gli articoli sui rotocalchi giapponesi di Giugno non potevano che gravitare continuamente intorno ai pettegolezzi sulla possibilità di una carriera da solista di Jin Akanishi. E mentre lui era diviso tra Giappone e Stati Uniti a concedere interviste in cui assicurava che no, per l’amor del cielo no, non avrebbe mai abbandonato i KAT-TUN definitivamente (mentiroso, Fernandez, mentiroso!), in patria gli amici smettono di buttare fuori dall’auto le ragazze (si parla di Ryo Nishikido ancora una volta, ovviamente) e cominciano finalmente ad uscire con la modella che incarnava il loro sogno erotico da quando erano impuberi, ovvero Lena Fuji. E fortuna vuole che l’attenzione fosse in gran parte attratta dal debutto della unit dei tre Tohoshinki superstiti, i JYJ (Junsu, Yuchun e Jejung, scritti alla giapponese), perché altri fanciulli della Johnny & Associates non si stavano comportando esattamente come sarebbe loro convenuto.
Junichi Okada dei V6, infatti, dopo aver messo fine alla tormentata storia con l’attrice Yu Aoi (la protagonista di Osen e della versione cinematografica di Honey & Clover, Hachimitsu to Kuroba), non ha atteso molto prima di trovarsi una nuova fidanzatina, come da prassi più giovane di lui, a cui ha immediatamente messo le chiavi del proprio appartamento in mano, lasciandola libera di entrare ed uscire come più preferiva, facendosi ovviamente beccare da numerosi paparazzi.

Per non bombardarvi la mente con troppi pettegolezzi, la seconda metà dell’anno arriverà tra qualche giorno, per lasciarvi il tempo di godervi per bene questi. Colgo l’occasione di fare un po’ di sana pubblicità occulta e ricordarvi il Give Away sulla nostra pagina di Facebook, che rimarrà aperto sino al 20 Gennaio, quindi, se siete iscritte e siete nostre fan, andate a lasciare qualche commentino, che ci sono alcune cose carine in palio!
Se non siete su Facebook non disperate, stiamo già pensando ad una soluzione per il prossimo Give Away, intanto continuate a seguirci e a seguire anche i nostri Podcast, suggerendoci nuovi temi e rendendoci felici come già state ampiamente facendo!
Vi lascio qui, con la curiosità di sapere il prossimo pettegolezzo gay di Toma Ikuta e quant’altro possa essere sfuggito ai nostri occhi nell’anno appena finito.

L’ologramma che mise in ginocchio il Giappone

Un nemico comune ha unito boy band pop e rock band Visual Kei nella lotta per la buona musica: ha sedici anni, non arriva al metro e sessanta, si chiama Hatsune Miku e nel giro di un anno è diventata l’idolo di Akihabara, scalando le classifiche e venendo etichettata come vero e proprio fenomeno di massa. Niente di nuovo sul fronte orientale, direte voi, sarà l’ennesima ragazzina praticamente impubere che scatena i desideri nascosti di ogni Otaku come si deve semplicemente agitando una gonna corta di pizzo ed orecchiette da gatto. Un fenomeno bene o male continuo in Giappone che, in ogni caso, quasi sempre tende ad assorbirsi da solo. Be’, ci siete quasi. L’unica differenza è che la ragazzina in questione non esiste realmente.

Hatsune Miku è infatti una Vocaloid, ovvero un’applicazione di sintetizzazione vocale, realizzata il 31 Agosto 2007, campionando la voce dell’attrice radiofonica Saki Fujita. Dai suoi creatori – la società Crypton Future Media – è stata definita “La diva androide del mondo del futuro prossimo, dove le canzoni saranno perdute”. Ed in effetti, guardandola, non c’è che dire, sembra proprio di dare uno sguardo al futuro: la sua prima apparizione su un palcoscenico  è stata grazie ad un ologramma dinamico, proprio come nei migliori anime futuristici che tanto piacciono ai Giapponesi.
Infatti è stato, inutile dirlo, immediato successo: dopo il suo primo PV, “Nebula”, uscito il 3 Giugno 2009, ne sono seguiti altri tre, a Luglio di quest’anno. Ma il suo successo non si ferma di certo a questo, perché, scaricando il software adatto, Miku può materializzarsi sullo schermo di qualsiasi computer, cantando le canzoni scritte appositamente per lei dal suo nuovo possessore. Insomma, una manna dal cielo per ogni Hikikomori che non ha alcuna voglia di uscire di casa, eppure vuole vedere la sua beniamina direttamente nella propria cameretta. Chi però pensava che la piccola star si rivolgesse ad un pubblico decisamente differente rispetto alle solite pop star e che quindi non avrebbe dato fastidio a nessuno, si sbagliava di grosso.

Il primo a dare segni di insofferenza verso la fanciulla virtuale è stato il chitarrista della famosa rock band Visual Kei The Gazette, Aoi, che sul suo profilo di twitter ha lanciato un appello abbastanza accorato e decisamente infastidito a chiunque si fosse dimostrato entusiasta nelle canzoncine orecchiabili della Vocaloid. “Non sono felice di dire questo, ma non mi piace vedere ascoltatori e riviste trattare Vocaloid come se fosse vero materiale artistico”, dice, “Sicuramente è tecnologia incredibile, ma se vi sentite soddisfatti di questo, allora per noi non ha senso continuare a fare musica. Potrei addirittura dire che ciò che facciamo non è altro che masturbazione, per noi stessi. Le persone che trattano dei semplici macchinari come quelli come veri artisti sono semplicemente pazze”. Insomma, l’industria musicale è in crisi bene o male ovunque ultimamente – nonostante quella Giapponese, almeno in questo campo, non è proprio definibile crisi – e lui, giustamente, se la prende con quella che di certo non considera musica – lui eh, noi non ci siamo espresse a riguardo, se non che la vocina campionata della Vocaloid mi fa venire mal di testa e sveglia i miei gatti. Purtroppo però non si può dire che le reazioni provocate siano state quelle che il chitarrista sperava: dopo aver ricevuto critiche persino dai suoi stessi followers, probabilmente fan di Miku, ha cancellato il tweet in questione, facendo finta di niente. Insomma, va bene tutto Aoi, però lanciare il sasso e poi nascondere la mano non è stata precisamente una gran mossa.

Purtroppo, però, non è tutto: gira voce che “NEVER x OVER ~ 「-」IS YOUR PART”, la b-side del nuovo singolo “CHANGE UR WORLD” dei KAT-TUN – che non stiamo nemmeno più ad introdurvi e a dirvi chi siano, abbiamo il lieve sospetto che lo sappiate ormai tutti – altro non sia che una bella scopiazzatura di “DYE”, canzone della Vocaloid LUKA MEGURINE incisa a febbraio. L’attacco è stato lanciato direttamente da AVTechNO!, il creatore di “DYE”, che ha ammesso di essere rimasto schockato dall’incredibile somiglianza della canzone, ricevendo subito un fiume di commenti a suo sostengo – e qualche commento che invece faceva notare quanto entrambe le canzoni fossero del tutto simili ad altre, ben più vecchie. Per amor di cronaca è necessario dire che la somiglianza si può notare più che altro nell’introduzione, e che, in realtà, pasticciando con i sintetizzatori è abbastanza semplice che qualcosa venga fuori un po’ troppo simile. E si sa, ultimamente alla J&A sembrano aver ricevuto un intero stock di sintetizzatori nuovi di zecca. E sarebbe un peccato lasciarli a prender polvere.

Vecchie coppie, nuovi flirt e inquietanti collaborazioni

In un sabato sera solitario ed influenzato (sigh), non c’è niente di meglio che una carrellata di nuovi pettegolezzi per farsi tornare il buon umore. Certo, se magari questi signori e queste signorine si dessero una calmata e facessero per qualche giorno anche loro i pantofolai, magari io avrei il tempo di finire di preparare “I cari, vecchi, sempreverdi pettegolezzi più esilaranti: speciale Arashi” (giusto perché non ci piace che ci si dica che siamo di parte, giammai), ma si fa quel che si può.

Prima di tutto, gioiscano le fanciulle che provavano un cordiale ed intenso odio verso l’attrice Keiko Kitagawa: UP&UP, un conosciuto programma che tratta di beceri pettegolezzi sulle star asiatiche, ha rivelato questa mattina che il popolare idol Y. e la bella attrice K.K. hanno messo un termine al loro tormentato rapporto. E sì, nonostante non ci siano stati dati nomi, ci sono state date descrizioni dei due piuttosto accurate, che non davano adito a fraintendimenti, Tomohisa Yamashita e la bella Keiko si sono ormai lasciati. Le circostanze della rottura del presunto rapporto (perché in fondo, sapete come la pensiamo, vero?) sono tutt’ora ignote, ma se i precedenti pettegolezzi hanno detto la verità, la loro relazione è durata addirittura un anno intero. Ciò che c’è di buono è che se il dolce Yamapi si è lasciato vedere in giro con qualche ragazza non celebre – non ancora, se non altro – mentre faceva compere, anche Keiko si è data subito da fare.


E perso un Golden Boy, meglio fiondarsi subito sull’attore più popolare in assoluto del momento, la cui fama è ancora in crescita, visto che non ha che appena iniziato a farsi vedere in giro sul serio. L’hanno beccata ad un appuntamento in piena regola con niente di meno che Mukai Osamu, recentemente nominato sposo ideale, ragazzo più sexy, ed una serie di altre cose a cui a me, personalmente, avrebbe imbarazzato rispondere in un sondaggio. Il fatto che i due attori facciano entrambi parte del cast (nel ruolo dei personaggi principali) del live action di prossima uscita di Paradise Kiss, adattamento dell’omonimo manga di Ai Yazawa, non ha neanche sfiorato le labili menti dei cacciatori di pettegolezzi, che sono subito andati a scavare nel passato dei due alla ricerca di quando potessero essersi conosciuti e (forse) innamorati. Ciò che è ormai noto in patria, è che l’attore Mukai Osamu sia dichiaratamente bisessuale, e se i maligni (tra cui anche noi, che aspettiamo un grosso outing da parte di qualche celebre asiatico non sapete da quanto) sospettavano che avrebbe seguito le orme del collega Hiroki Narimiya (che prima aveva dichiarato di essere bisessuale e, pochi mesi dopo, aveva ammesso direttamente di essere omosessuale), questo pettegolezzo dovrebbe se non altro calmare un minimo le acque. Peccato, però, ma almeno sappiamo che i primi flirt attribuiti attestano la fama in ascesa.

Chi ha forse deciso di seguire la linea di pensiero della Kitagawa, è l’attrice Mao Inoue (click!), che è stata vista in un ristorante italiano con un bel ragazzo dal volto conosciuto, ma apparentemente non una celebrità – ma siccome i giornalisti sono degli assi a riconoscere certe persone (ricordiamo in silenzio il flirt di Koki Tanaka con la pornoattrice Maria Ozawa), a questo punto ci domandiamo se non fosse un attore di video per adulti anche lui. Siccome – purtroppo – non possiamo andare sul posto a confermare, attendiamo ulteriori notizie.
C’è anche però chi ha deciso di mettere la testa, finalmente, a posto: l’attrice Eri Fukatsu (click!) pare aver deciso di sposarsi entro la fine dell’anno. La Fukatsu ha ormai trentasette anni, ed una relazione stabile che dura dal 2006 con uno stilista piuttosto famoso in patria, quindi non l’aspettava altro che il grande passo. Auguri.


Notizie sicuramente meno felici riguardano l’Uwasa Queen, Erika Sawajiri, data per dispersa pochissimi giorni fa. L’attrice è infatti stata ricoverata in ospedale, le sue condizioni fisiche piuttosto precarie a causa dello stress sembrano essere state peggiorate dalla febbre piuttosto alta che l’ha colpita ad inizio Settembre. A dare queste informazioni è stata la stessa madre della ragazza, Lila, la stessa che aveva dichiarato che la figlia fosse ormai dispersa da un paio di settimane – ora, qui non si sa mai se pensare che i giornalisti si siano inventati tutto, o che le donne di famiglia Sawajiri siano un po’ toccate e abbiano la mania della celebrità facile attraverso i gossip. Pare addirittura che Lila stessa abbia dichiarato a qualche tabloid che la figlia era uscita di casa, scomparendo, dopo un loro litigio, e da allora non si fossero più sentite. Ora ovviamente ritratta tutto, rifiutandosi prima di commentare ulteriormente in proposito delle condizioni di salute della figlia (rispondendo con uno sbrigativo “Sta meglio“), per poi cambiare idea e rilasciare un’intervista in piena regola ai giornalisti del turno dopo (“Non c’è niente di cui preoccuparsi, è stata ricoverata per un po’ di tempo perché lo stress aveva posto la sua salute al limite“, comincia, “Ora è in un posto tranquillo che recupera le energie. Credo sia comprensibile il fatto che mia figlia si sente molto stanca, e, non appena si è sentita meglio, mi ha contattata, assicurandomi che tornerà al lavoro al più presto possibile. Sarebbe ridicolo se la si colpevolizzasse per essersi ammalata!” ha poi concluso, con una nota di piagnucolio nella voce). Insomma, noi propendiamo sicuramente per la versione della mamma pazza, e che la povera Erika non avesse proprio alcuna intenzione di nascondersi a nessuno.
Intanto, però, la AVEX ha rifiutato di commentare alcunché sulle condizioni di salute dell’attrice, nonostante sia ormai chiara la volontà di interrompere il contratto della ragazza (firmato solamente a fine Aprile 2010, dopo il divorzio di Erika sia dal proprio marito che dalla precedente agenzia, la Stardust Promotion). Non è stato fatto alcun comunicato stampa in proposito, probabilmente perché, a causa delle condizioni di salute della Sawajiri, nessuna delle due parti ha firmato il contratto di chiusura o messo delle condizioni. Le motivazioni sono anche in questo caso bene o male ignote, se non fosse per il pettegolezzo che serpeggia nella compagnia da ormai qualche settimana: non è detto che ogni tipo di pubblicità sia ottima pubblicità, e di certo l’attenzione che riceve costantemente Erika non è delle migliori. Insomma, la povera ragazza potrà mettere la testa a posto, comportarsi benissimo, ma il suo titolo di Uwasa Queen continuerà per sempre a portarle problemi.

E chiudiamo qui, con una notizia veloce veloce riguardante i ragazzi della Johnny & Associates, che poi magari pensano che li trascuriamo. Ma voi lo sapevate che nonostante l’abbandono di Jin Akanishi, nel loro prossimo singolo, Change UR World, i KaT-TUN saranno comunque in sei? Il sesto membro momentaneo (grazie a dio) del gruppo altri non è che Ray Luzier (click!). Chi diavolo, direte voi. Be’, il batterista del gruppo alternative metal statuniteste KoRn ha deciso di collaborare con i ragazzi per la realizzazione del loro nuovo singolo. E credeteci, se siamo preoccupate noi, non immaginate lontanamente quanto lo siano i fans dei KoRn (vi dico solo il commento più gentile è stato “ma che cazzo fai, Ray, ti metti con quei finocchi Backstreet Boys giapponesi?“).

Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni…

Ma chi si fa di nuovo vivo da queste parti?
Ebbene sì, siamo tornate! E si spera anche definitivamente. Sì, sì, lo sappiamo che vi avevamo promesso un ritorno circa duecento anni fa, ma a dirvi tutta la verità e nient’altro che la verità (da che pulpiti poi, che vi arriva questa verità!), piuttosto che lanciarvi di tanto in tanto qualche post scritto di fretta a causa del nostro poco tempo libero, abbiamo preferito attendere per tempi migliori, nonostante i nostri occhi e le nostre orecchie (oltretutto, lo sapevate che nei serpenti gli organi di senso sono delle specie di fossette ai lati della bocca? Io no. E mi ha fatto impressione scoprirlo.) fossero in ogni caso ovunque, per immagazzinare le informazioni da portarvi al nostro ritorno.

Ed eccoci qua! Cosa è successo in nostra assenza nella terra del Sol Levante, tra gruppi di quarantotto persone che si moltiplicano (speriamo anche non tra loro, sinceramente) sino ad arrivare ai già mitici OJS48 (che altri non sono che un gruppo di aitanti poliziotti in pensione che sperano di far concorrenza alle giovini idols sempre più numerose) e furibonde liti tra fandom?
Molto, in verità, e già sbianchiamo alla sola idea di metterci in pari con tutto.
Quindi, bando alle ciance, procediamo per punti, condensando qualche mese di pettegolezzi in bene o male poche righe, per questo post:

Numero uno! Mister Hiro Mizushima (click!), dopo essere diventato il sogno erotico di mezzo Giappone e oltre nel ruolo dell’affascinante Nanba senpai di Hanazakari no Kimitachi e (Hana Kimi per i pigri, e anche per noi d’ora in poi) e aver cementato la propria immagine sexy mostrandosi in déshabillé in un photobook che non dimenticheremo facilmente, non solo si è sposato con quell’esemplare di evanescente e meravigliosa fanciulla che altri non è Ayaka (click, la cantante la cui voce è apparsa nella sigla di Zettai Kareshi, in cui ha recitato anche Mizushima) alla fine del 2009, ma insieme hanno abbandonato la Ken-On, l’agenzia in cui avevano lavorato sino a quel momento, e fondato un’altra compagnia tutta loro. Pare che Mizushima volesse intraprendere una carriera di scrittore (uh là là, direbbero i francesi), riducendo un po’ le attività come attore, ma la compagnia non volesse dare il suo supporto. Quindi, ha piantato baracca e burattini, e ha traslocato insieme alla sua anima gemella. Noi attendiamo le sue future opere letterarie, anche se, a dirla proprio tutta, ci chiediamo perché sempre i bonazzi debbano darsi all’intellettualità invece che spogliarsi ancora.

Numero due! Pessime nuove dal mondo del J Rock (Visual, Oshare, Angura o chissà che altro si sono inventati, chiamatelo come volete). Una preoccupante sfiga sembra essere calata su gran parte delle band più conosciute quest’anno, o, per meglio dire, quella che era stata chiamata la maledizione del 2009, sembra non voler abbandonare i nostri androgini amichetti nemmeno nel 2010. Oltre ad una serie di abbandoni (tra cui il più recente: Masahiro Watanabe, bassista dei té, (click!) ha infatti deciso di abbandonare il gruppo e le scene musicali, lasciando nel vago i motivi, forse morali, forse fisici, forse le solite divergenze di opinioni o forse sta cercando un gruppo il cui nome abbia più di una sillaba), a preoccupare sono stati più che altro la serie di forzati hiatus di band il cui cantante si è ritrovato la voce di colpo in pessime condizioni. Prima Ruki, il cantante dei Gazette (click!), ha interrotto un concerto e rimandato alcune date a causa di un problema alle corde vocali, poco dopo Hizumi, cantante dei D’espairs Ray (click!), si è trovato ad annunciare, suo malgrado, una pausa per tutto il gruppo, e stessa cosa successe ad Isshi dei Kagrra, (click!), pochissimo dopo. Insomma, i libri di antropologia non mentono: gli uomini asiatici, in particolare proprio i giapponesi, hanno alcuni tratti in comune con l’universo femminile. Uno di questi è la mancanza di un enzima che permetta l’assimilazione dell’alcool (sì, è per questo che ci vuol niente a farli ubriacare), un altro sono le corde vocali piuttosto sottili, quindi poco adatte a certi generi musicali piuttosto prorompenti. Un altro ancora sono la mancanza di peli sul viso, probabilmente. Scherzi a parte, noi speriamo bene, ed un augurio di pronta guarigione in ogni caso.

Numero tre, per fortuna. Già, per fortuna, dopo questa scia di brutte notizie (per noi il Mizushima scrittore che non vuole più spogliarsi è una brutta notizia, vorrete per caso biasimarci?), c’è sempre il caro fanciullo che ci allieta le giornate, ormai soprannominato in patria Uwasa King, il re dei pettegolezzi. Insomma, per farla ancora migliore, dovrebbe far sbucare un gossip con Erika Sawajiri… non è che per caso ci sta già pensando?

Ovviamente è Jin Akanishi che torna a far parlare di sé, sempre che abbia mai smesso di farlo. L’unico esemplare di idol che lurka twitter dall’account dell’amichetto (altrimenti detto Josh, il suo co-produttore o co-lyricist o amante o qualcosa di ugualmente preoccupante) quando le fans scatenano i progetti su di lui, e che probabilmente ha suggerito al suddetto amichetto di stampare i tweets dove lo dichiaravano particolarmente sexy per appiccicarseli in camera. E oltretutto l’unico – se non altro sino ad ora – che è riuscito a sganciarsi dalle inquietanti e rigidissime regole della Johnny & Associates – che cercheremo, raccoglieremo, e pubblicheremo, potete giurarci – per abbandonare il proprio gruppo ed intraprendere una carriera da solista, in Giappone ed oltre oceano.
Ebbene sì, l’Ackeneeshe nazionale è ora internazionale, nonché solo, ora anche sul sito ufficiale dell’agenzia, insomma, indietro non si torna, ormai. Eppure le fans più affezionate dei KAT-TUN (che nel frattempo sono diventati KaT-TUN, giusto perché KTTUN non era pronunciabile e KUNTT sarebbe finito per essere pronunciato all’americana, cunt, e non era carino) ancora non vogliono crederci: e cosa fanno i nostri cari amici giornalisti? Ne approfittano ovviamente, perché gettare acqua sul fuoco non sarebbe altrettanto divertente che soffiarci sopra per aumentare le fiamme. E anche perché, ammettiamolo, far sbucare il nome di Akanishi un po’ ovunque alza gli ascolti e le vendite, e un po’ di pubblicità fa sempre piacere: quindi, proprio mentre gli ora KaT-TUN si preparano al singolo di prossima uscita (Change UR world, sempre si ringrazi l’originalità dei titoli della J&A ed il caro Tanaka, che con il suo tocco bimbominkiesco all’americana non si smentisce mai) già si vocifera del possibile ritorno di Jin tra loro, anche se solo in veste di inviato speciale (!) nei paesi anglofoni per un loro futuro programma televisivo.
Non che a lui abbia detto qualcosa qualcuno, in verità, dato che al momento si sta preparando all’uscita del proprio primo singolo da solista agli inizi del 2011, Eternal, di cui programma l’uscita simultanea in patria e negli States.
E nonostante al momento non faccia altro che gironzolare con Tomohisa Yamashita, Ryo Nishikido, un insospettabile Yuya Tegoshi (non diteci che c’è ancora qualcuno al mondo che non sappia dei dissapori tra lui e Akanishi!) e gli altri della truppa, giura che si stia preparando al meglio per il suo Yellow Gold Tour 3010 (informazioni sul sito ufficiale dell’Ackeneeshe in terra straniera). Noi, dal canto nostro, attendiamo il pettegolezzo con Erika Sawajiri. Perché sarebbe proprio un pettegolezzo di dimensioni eclatanti.

E per il prossimo post? Bene… alzi la mano chi vuole sapere cosa ci fa la faccia (rifatta?) degli Arashi su un Jet privato.

La tartaruga un tempo fu un animale che correva a testa in giù…

Come un siluro filava via…
Insomma, chi non conosce questa canzone? Un sacco di gente, ho indagato, come no. Ma non è colpa mia se sono più vicina alla generazione dello Zecchino d’Oro piuttosto che a quella di Gossip Girl (sic!) e da ora in avanti si comincerà a vociferare che anche noi abbiamo duecento anni come Gackt (però sono stata brava, sono andata persino a pescarvi il video). Bene o male, la storia è questa: la tartaruga, tanto tempo fa, era un animale dentato che correva veloce veloce veloce… sino a che un giorno non è andata a sbattere contro un muro, si è rotta qualche dente, e ha capito che chi va piano, va sano e va lontano, e soprattutto trova boschi di carote (…) e biondi tartarughi (!).
Avrete già capito a chi è dedicato questo post, immagino. Allora cominciamo subito?


Il protagonista sarà proprio Kazuya Kamenashi, il preferito di tutti gli spettegoloni del web, una delle due (e per il momento l’unica) voci principali dei sempre più popolari KAT-TUN, il ragazzo dei sogni (altrimenti detto il protagonista di numerosi Dream Boys), nominato migliore attore, migliore fidanzato, migliore figlio, migliore amico fratello amante una serie di volte, nonché miglior culetto in jeans per ben tre – quattro? – anni consecutivi (altrimenti detto Best Jeanist, vincitore dal 2006 al 2009, e con ogni probabilità anche nel 2010). Nell’ipotetico grafico che immaginiamo appeso nel camerino dei KAT-TUN sui più spettegolati e più apparsi sul malfamatissimo BUBKA, non sarà di certo al primo posto, quello spetta al collega Koki Tanaka, ma di sicuro è subito dietro di lui (e forse non solo in senso figurato) – e se valesse non solamente la quantità, ma anche la qualità dei pettegolezzi, il bel Kamenashi non lo batterebbe proprio nessuno.

Le avventure (e la metamorfosi) della nostra tartarughina ebbero inizio nel lontano 1998, quando, alla tenera età di soli dodici anni, venne caricato in auto da tutti i familiari, che con qualche banale scusa lo depositarono a fare il provino per entrare a far parte della Johnny & Associates, nonostante il fanciullo non fosse minimamente interessato. Cosa in lui abbiano visto il vecchio porco (aka Johnny Kitagawa) e colleghi durante l’audizione – oltretutto la stessa a cui parteciparono i compagni di gruppo Akanishi e Nakamaru – questo è ancora un mistero, ma ciò di cui siamo certi è che non fosse la bellezza. In ogni caso, il piccolo Kame venne immediatamente accettato (a differenza di Akanishi che venne inizialmente rifiutato, ma questa è un’altra storia), entrando nelle grazie del vecchio patriarca della J&A, che lo spinse addirittura a continuare anche nella sua carriera come giocatore di Baseball. Manco a dirlo il ragazzino abbandonò il suo probabilmente brillante futuro nello sport non appena si rese conto di quanto infinitamente più divertente ed appagante fosse sculettare vestito di soli lustrini alle spalle dei Kinki Kids.

Ma facciamo un passo indietro: lo riconoscete questo musetto? No, non è Kif, l’alieno verde di Futurama, è solamente il nostro piccolo – ed irriconoscibile – Kamenashi. Capite adesso quando avevamo detto che la bellezza non poteva essere di certo il suo cavallo di battaglia?
Ma prima di venire tacciate di essere inventori di notizie, è necessario citare una piccola clausola, nonché una delle poche conosciute insieme all’obbligo di celibato sino ai trent’anni, del contratto della Johnny & Associates: ognuno degli artisti, indipendentemente dall’età, è moralmente obbligato a dichiarare ogni intervento di chirurgia plastica a cui si sia sottoposto, se gli viene chiesto in un’intervista o in una conferenza stampa di qualsiasi genere. Una sorta di gentilezza per evitare di tradire la fiducia delle fans, diciamo, ebbene sì, sono parecchio strani questi Giapponesi. E Kame, per arrivare ad essere il faccino che tutti conosciamo e vediamo bene o male ovunque, di ritocchini qua e là se ne è fatti un bel po’ – alcuni maligni dicono persino che si sia volontariamente piazzato sotto i ferri per ben trentacinque (trentacinque!) volte, ma questo, a differenza degli interventi più innegabili, è sempre stato smentito.
All’inizio fu il turno del naso: era ancora in piena pubertà, quando al poveretto è stata portata via una significativa porzione di naso, per farlo diventare il nasino sottile (circa) che fa invidia ad alcuni dei suoi compagni di gruppo (non me ne vogliate). Pochissimo tempo dopo, l’operazione standard della J&A, per ingrandire gli occhi e occidentalizzarli quanto più possibile – e pare che, con tanto di ammissione di colpa, i ritocchini agli occhi siano stati più di uno, per eliminare quelle adorabili (a mio parere) occhiaie che praticamente tutti i Giapponesi hanno. Una sistemata ai dentini (e non con l’apparecchio, del resto, se ha i soldi per rifarseli da capo, chi glielo fa fare?) ed il gioco è fatto: nella lista di interventi vociferati e mai ammessi ci sono anche zigomi, labbra, e addirittura attaccatura delle orecchie, ma onestamente a me non sembra che possa averne avuto bisogno. Noi non giudichiamo, del resto, come Agrado diceva in Tutto su mia madre, una persona è tanto più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa, e se questa era l’idea che Kamenashi aveva di se stesso, chi siamo noi per non essere del tutto d’accordo con lui? Anzi. Tutto il resto, è merito della mamma e della palestra.

Ma cosa ha combinato la nostra tartaruga non appena è riuscita a diventare una gran bella tartaruga (anzi, un po’ prima)? Ovviamente ha fatto parlare di sé, e non poco, direi.
Se dovessimo stare a citare ogni singolo pettegolezzo uscito su Kamenashi, potremmo tranquillamente tenere un blog solo su di lui (e ci piacerebbe, è innegabile che ci piacerebbe, visto quanto ridiamo ogni singola volta), ma tanta altra gente ci chiama a narrare delle loro faccende, quindi ci tocca solo dirvi i migliori (e sono proprio i migliori).
Prima di tutto, è necessario annunciare che Kame, apparentemente, non porta le mutande. A dircelo è un famoso stilista giapponese, si vocifera che sia niente popò di meno che il celebre Takeo Kikuchi che, al secondo anno consecutivo di vittoria come Best Jeanist, è stato interrogato sul motivo del successo dell’idol. “È molto semplice” ha detto “il segreto sta nella linea dei suoi fianchi. Non solo i jeans, qualunque cosa, da una tuta ad un kimono tradizionale, dona a Kamenashi. Come mai, chiedete? Mi sembra ovvio: non indossa mai intimo, e la forma del suo sedere è esattamente quella di una pesca perfetta”. Come faccia lo stilista a sapere questi particolari così intimi non si sa, ma se lo dice lui, chi siamo noi per dubitarne?

E non sappiamo se debba al suo culetto a forma di pesca (e a proposito, non erano proprio le famose chiappette di Tomohisa Yamashita ad aver universalmente avuto lo stesso nomignolo?) anche la rinomata storia con Kyoko Koizumi, detta Kyon Kyon (click!), famosa cantante attrice di soli (!) venti anni esatti più vecchia di lui. I primi avvistamenti risalgono all’Aprile del 2006, due anni dopo il divorzio della cantante dall’attore Masatoshi Nagase, e diamole credito per aver aspettato che il giovane idol fosse almeno maggiorenne. Anche qui, niente di nuovo rispetto alle solite coppiette di idols (giovini o attempati che siano) che vagano per le stradine di Tokyo: strani cappelli e strani occhiali a fare da travestimento, onde poi toglierseli nei ristoranti e nei negozi facendosi riconoscere dal mondo intero. Molto intelligente, senza dubbio.
La loro storia, però, ha ovviamente qualche punto in più rispetto alle altre, altrimenti non sarebbe stato il più grande pettegolezzo dei piccoli della J&A, vi pare? Quando Kyon Kyon, ormai stanca di essere seguita bene o male ovunque in attesa di vederla caricarsi Kamenashi in macchina e portarselo via (click! e click! vari) – è quello che ti meriti per aver irretito un fanciullino, tesoro – ha deciso di caricarselo invece su un aereo e portarselo direttamente a Parigi. Parigi, proprio così, la città più romantica del mondo, patria del Louvre, degli Champs-Elysées, della Tour Eiffel e delle baguette sotto l’ascella. Non che loro abbiano visto qualcosa di tutto ciò: mentre la Koizumi era a fare incetta di scarpe e borsette, il nostro eroe si divideva tra Pigalle, il quartiere a luci rosse in cui si trova il Moulin Rouge, e Marais, un vero e proprio gay village, oltretutto tra i più famosi d’Europa, in cui è rimasto sino a notte inoltrata. Che sentisse la mancanza di casa?
Consapevole o no che fosse Kyon Kyon, pare che il giovane idol ne abbia approfittato alla grande, dandosi alla pazza gioia con le carte di credito della cantante per sin troppo tempo. La loro storia d’amore, per quanto poco reale possa sembrare ora, è durata sino al Febbraio del 2008 o poco prima, quando Koizumi, beccata mezza ubriaca ad un party esclusivo (ma non così tanto che Friday e BUBKA non riuscissero a metterci il nasino), ha dichiarato, ridendo, oltretutto, che tra lei e Kame era finito, tutto finito. Cosa di cui nessuno aveva dubbi, visto che nello stesso periodo, anche Kamenashi era ubriaco ad un party, ma invece di parlare della cantante con cui era stato, si stava sbaciucchiando tre ragazze per volta.

Quanto fosse iniziato è ancora da definire, certo è, però, che Kame ha sempre avuto un debole per le donne più vecchie di lui: nell’estate del 2007 (quando ancora i due stavano, in teoria, ancora insieme), l’attività preferita del ragazzo pare fosse frequentare un Hostess Club di classe a Roppongi – che poi, quanto di classe possa essere un locale a Roppongi, anche questo è ancora da definire. Fatto sta che, tra le tante ragazze disponibili ad intrattenere un giovane ed aitante idol pieno di soldi, lui preferisse una compagnia decisamente più matura, o meglio, la Mama del Club, una donna molto affascinante che andava per i quaranta. E se agli inizi le visite di piacere nel Club erano in compagnia di amici e colleghi, divennero sempre più frequenti, soprattutto nell’Agosto di quell’anno, sino a quando non fu la compagnia stessa, a quanto pare, a proibirgli di vedere ancora quella donna per cui si era preso una cotta che continuava a spillargli soldi. Insomma, le cose andavano così: lui spillava i soldi a Kyon Kyon e andava a sperperarli negli Hostess Club dove una Mama li spillava a lui. Tutto chiaro, no?

Tutto chiaro e tutto normale, “normale”, per quanto possa esserlo la vita di uno come Kamenashi, è ovvio. Finita la storia con la Koizumi e passata la cotta per la proprietaria dell’Hostess Club, il nostro eroe si accontenta di uscire con ragazze normali che non cercano (forse) di spillare soldi a lui, né lui cerca di spillarli a loro. Si vede in giro con un paio di ragazze, un appuntamento doppio con il senpai Jun Matsumoto e le rispettive compagne, ad una addirittura regala un ciondolo per il cellulare identico al proprio (accidenti, le cose si fanno serie). Niente incidenti, se si eccettuano i vari episodi di mutande sudate scomparse sul set di One Pound Gospel, ovviamente mutande di Kamenashi, che apparvero poi in vendita mesi dopo sui siti internet del mercato nero coreano (no, non scherziamo, tristemente).


Le cose divertenti cominciano, ovviamente, quando un vecchio scandalo, tenuto in caldo per ben due anni, torna a galla nel 2008: si parla di un litigio e di una paparazzata piuttosto pesante sul set del drama Sapuri, di cui Kamenashi era il protagonista nel 2006. Il ragazzo, all’epoca delle riprese ancora minorenne, pare avesse insistito un po’ troppo per poter partecipare ad una festa con i suoi co-attori, tutti, ovviamente, maggiorenni e legalmente riempibili di alcool. Il fu manager privato dell’idol – il fu perché venne allontanato, all’inizio senza spiegazioni, ma a nostro parere del tutto intuibili – non era ovviamente d’accordo, e tra i due volarono parole piuttosto pesanti, perché si sa, la nostra tartarughina non ha mai avuto il carattere più affabile del mondo. Il manager era però piuttosto fermo sulla propria posizione, la festicciola alcolica non s’aveva da fare. Se non fosse che, ad un certo punto, il nostro fanciullo ha deciso di sfoderare tutte le sue armi segrete: si è avvicinato, si è stretto all’uomo e gli ha sussurrato qualcosa, molto vicino e molto languidamente. Cosa non si sa, è certo che il manager si è calmato all’istante, non ha più aperto bocca e Kamenashi è andato al suo party. Certo, avrebbe anche semplicemente potuto minacciarlo di licenziamento – come se dipendesse da lui, poi – ma noi siamo maliziose e adoriamo pensare al peggio del peggio. Come sempre.

Vero o no che sia, è stata questa metaforica schiantata contro un muro a cambiare decisamente il giro di vite attorno alle patinate uscite serali del dolce (?) Kazuya Kamenashi: forse sentendosi ormai scoperto eppure del tutto al sicuro, ha lasciato perdere donnine e donnoni per darsi davvero alla pazza gioia. Seguendo così il poco raccomandabile amico e collega Koki Tanaka – e venendo seguiti a loro volta dal fedele Tokyo Sports che sembra avere da sempre una cotta per i pettegolezzi sulla J&A – ci ha rivelato i suoi veri gusti in fatto di donne: le preferisce uomini.
Beccati per la prima volta al Club “M” a Shibuya – dove pare che Koki fosse una sorta di habitué – Kamenashi, incredulo da tanto ben di dio, si è preso una delle prime vere epiche ubriacature della sua carriera, alla quale ne seguiranno molte altre. Oltre all’ubriacatura, si è preso una cotta per un’altra Mama del club, peccato che, in questo caso, fosse visibilmente un omone nero travestito da donna. Vedendosi chiedere dal piccolo (da lei – o lui – stessa così definito) ancora da bere, non poteva di certo rifiutarsi, e gli ha servito da bere molto più che a qualunque altro cliente, facendogli pagare bene o male un terzo di ciò che stava consumando. Quando gli alcolici sono finiti tutti in gola della piccola spugnetta, il giovane idol ha guardato Mama negli occhi (e ricordiamo che lei è un lui) e gli ha chiesto un bacio. E lei cos’ha detto? “Se tu avessi l’occasione di baciare un idol, ti tireresti indietro?” Bella risposta. E infatti l’hanno fatto. Cinque volte – e non erano bacini lievi, ma pare fossero proprio dei gran bei baci appassionati, con tanto di pubblico, ovvero Koki che rideva e batteva le mani, felice di aver trascinato un altro compagno di gruppo nel tunnel. Dopo i cinque baci appassionati, Kamenashi se l’è presa con un amico d’infanzia che aveva detto che l’ombelico di sua madre era sporgente – compatiamolo – e poi è svenuto in mezzo alla strada, venendo portato a casa da Tanaka, che dio solo sa cosa gli ha combinato.


Scoperta la sua nuova passione, Kamenashi scopre anche nuovi amici e nuovi hobby (e vaga per Tokyo con loro di notte): pur continuando a frequentare di tanto in tanto gli stessi locali di Tanaka, stringe un ambiguo rapporto con Atsushi Tsutsumishita, del duo Impulse (click!). Il rapporto è senza dubbio ambiguo per un solo e semplice motivo: Ttutsumishita spingeva, di tanto in tanto, il povero Kamenashi a travestirsi da donna. Non che lui facesse molta resistenza, anzi, pare che una sera fosse così grazioso che l’amico avesse addirittura tentato di baciarlo. Il risultato fu ovviamente un due di picche, ma sospettiamo solamente che fosse perché non aveva ancora bevuto abbastanza e l’altro, inibito, non ci abbia più riprovato. Ciò non toglie che i due abbiano continuato ad uscire insieme e frequentare i locali gay di Ni-chome, occasionalmente obbligando il più piccolo (molto dispiaciuto, immaginiamo) a vestirsi da donna. Al ritorno a casa da una di queste uscite, il ragazzo, completamente ubriaco come al suo solito – perché seguire le orme di Hideaki Takizawa fa sempre bene, ricordiamolo – ha addirittura scatenato un litigio furibondo con l’autista di un taxi che lo stava accompagnando a casa, accusandolo di aver preso un’altra strada per rapirlo e chiedere il riscatto. Non occorre dire che la strada era giusta e che il povero Kame ci vedeva doppio, vero? No, non occorre.
Ora, ci chiediamo, perché Friday, Tokyo Sports, BUBKA e qualcun altro di questi signori non ci fanno anche le foto al bel Kamenashi travestito? Perché la cosa sarebbe davvero piuttosto gradita.

Quindi, ricapitolando: Kamenashi correva sin troppo forte, contro il muro ci ha sbattuto, il bosco di carote l’ha trovato eccome… gli manca solo un biondo tartarugo da sposare. Tanti auguri, tesoro.

 

I KAT-TUN alla conquista della Corea del Sud

Abbiamo già parlato un paio di volte della corsa degli artisti coreani alla conquista del mercato giapponese… ma è vero anche il contrario. O meglio, ovviamente i giapponesi non hanno bisogno di scalare le classifiche in Corea, è un mercato troppo piccolo rispetto al loro, ma questo non impedisce loro di tenere concerti o esibizioni a Seoul e dintorni. E visto che il mercato coreano è completamente dominato da idols di vario tipo, è normale che siano questi ultimi ad andare per la maggiore.

Lo fanno gli Arashi, gli SMAP, l’hanno fatto i V6… e ora tocca ai KAT-TUN.

Questi ultimi, infatti, ovviamente vedovi dell’Akanishi, hanno in progetto due concerti a Seoul il 6 e il 7 agosto, i cui biglietti sono andati completamente sold out in 20 minuti. 20 minuti. Lo ripeto? 20 minuti.

Nel frattempo, però, hanno trovato il tempo di fare una visitina (preregistrata, d’accordo, ma sempre di visitina si tratta) al programma musicale di maggior successo in Corea: M! Countdown, per la Mnet.

I KAT-TUN non sono mai particolarmente brillanti nelle esibizioni per le reti televisive… diciamo che sono spesso una tortura per le orecchie, ma non questa volta. Sono stati bravi. Hanno anche scelto bene cosa cantare, The D-Motion, visto che i coreani sono i sovrani assoluti dell’autotune… nel bene e nel male (anche se in molti avrebbero preferito sentire No More Pain).

I KAT-TUN hanno guadagnato nuovi fans oltremare, insomma, soprattutto Junnosuke Taguchi, che a giudicare dai commenti in giro ha fatto colpo più di tutti gli altri… e non ha resistito a fare le sue gag durante l’intervista.
Ah, a proposito dell’intervista, va segnalato il profondo fail del gruppo alla domanda del giovane host “Conoscete i CNBLUE?“, “…….“, “Il mio gruppo!“, “Aaaaah! Eh certo, come no, siete fighissimi!“, o una cosa del genere. Stelle, proprio non sapete mentire…

Ebbene, nonostante le solite lamentele delle ochette che si divertono a continuare la stupida guerra kpop vs. jpop, la reazione è stata più che positiva. Si sono divertiti i nostri cinque eroi (con il Kamenashi frignante in aeroporto, a quanto pare… piccino, deve essersi commosso per l’accoglienza ricevuta, anche se proprio non è da lui), si è divertita l’audience urlante e si sono divertite anche le persone che hanno visto il programma.

L’immagine degli idols in Corea e in Giappone è profondamente diversa ed è giusto che sia così. Per una volta, sono stati i giapponesi a farsi largo nel mondo televisivo coreano e a far capire che sì, sono diversi, ma non per questo inferiori a qualcuno.

O forse noi siamo di parte.