Archivi del mese: giugno 2010

Gli SMAP alla conquista dell’editoria

Ora siamo, definitivamente, fregati.
I Johnny’s, altrimenti detti i ragazzi della Johnny & Associates (ma quanto vi abbiamo fracassato le scatole con questi qua ultimamente?) hanno già conquistato programmi televisivi, telefilm, sigle degli anime, sigle dei telefilm, apparizioni nei manga, radio e programmi radiofonici, cinema, eventi all’aperto, pubblicità di dubbio gusto in televisione, cartelloni pubblicitari alti sei metri, pubblicità alla radio e apparizioni più o meno ovunque. Cosa fanno? Cosa fanno ora?


Conquistano il mondo editoriale, mi sembra giusto. I primi a farlo altri non sono che gli SMAP, acronimo di Sports Music Assemble People, unit di cinque persone debuttata nel lontano 1991, addirittura prima che, come loro stessi amano far notare, alcuni fanciulli delle unit più giovani fossero nati o addirittura programmati dai loro genitori e genitrici. Il gruppo, formato da Masahiro Nakai, Takuya Kimura, Tsuyoshi Kusanagi, Goro Inagaki e Shingo Katori, si imbarcherà nell’impresa di realizzare e curare un intero magazine completamente da sé: Super-fashion & Music Assemble Photo-magazine (abbreviato in SMAP perché noi siamo originali, sì), questo il nome della rivista, conterà un totale di circa 140 pagine, ed uscirà intorno al 25 Agosto di quest’anno.
Saranno gli stessi componenti del gruppo a curare ogni articolo della rivista: Goro Inagaki ha richiesto un’intervista faccia a faccia con il famoso mangaka Naoki Urasawa, creatore di Monster e del più recente 20th Century Boy, mentre Shingo Katori ha parlato con lo stilista Tom Brown. Nella rivista verranno inclusi oltretutto servizi fotografici mai visti degli SMAP, articoli di moda, spettacolo e rubriche sull’amore e sulla gioventù (gioventù ma dove, stelle sante?).

Il gruppo, sulla cresta dell’onda in Giappone da circa duecento anni a questa parte nonostante le loro dubbie doti canore (non ce ne vogliate, noi vogliamo bene a questi omini, ma quando ce vo’, ce vo’), ha come intento con questo progetto quello di riprendersi dallo stato di semi-hiatus (semi perché comunque qualcosa hanno fatto uscire) in cui sono caduti l’anno passato, dopo l’incidente di Tsuyoshi Kusanagi – che, per chi ancora non lo sapesse, è stato beccato a vagare ubriaco per Tokyo completamente nudo che cantava canzoni enka, e, una volta arrestato, ha semplicemente risposto “Cosa c’è di male nell’essere nudi?”.
Chi lo sa, magari nella sua rubrica, parlerà del suo concetto di naturismo. Noi, lo aspettiamo con ansia.

A Koki non far sapere…

Pensavate che ci fossimo dimenticate della nostra promessa, vero? E invece no, siamo sempre qui, pronte a darvi non solo i gossip più giovani, ma anche a scavare nelle vergogne dei fanciulli della
Johnny & facciotta d’angelo Associates.


La nostra vittima di oggi è, proprio come promesso, Koki Tanaka, il rapper dei KAT-TUN, masochista di professione, il bulletto bullato, il classico duro dal cuore tenero che raccoglie cagnolini maltrattati dalla strada e se li porta a casa – e non è un esempio, il nostro testa pelata ne ha appena adottato uno di tre anni, sottratto al precedente padrone che lo malmenava con un bastone.
Ma fare da ricovero ambulante canino (e da volontario in alcune case di riposo per anziani poco abbienti: se non è tenerezza questa!) non è l’unica occupazione del nostro dolce Koki: nonostante ci sia consentito nutrire il forte sospetto che i KAT-TUN abbiano nel loro camerino un tabellone con segnato chi ha più pettegolezzi magnifici (Koki in testa, Kamenashi e Akanishi quasi in parità con leggero vantaggio del primo, ma attenzione, ecco che si avvicina Ueda che esce con le ragazzine minorenni…), lui senza dubbio li batte tutti. Che sia perché spesso si trovi a peccare d’ingenuità o perché, come lui stesso ha dichiarato, in lui c’è più un semplice ragazzo di ventiquattro anni che un idol, questo ancora non lo sappiamo, sta di fatto che il nostro fanciullo si fa beccare una volta sì e l’altra pure. Bisogna però dargli credito di una cosa: Koki è l’unico che si è sempre assunto le sue responsabilità e non ha mai, ma mai una volta, negato un pettegolezzo.

Chi ricorda la sua tormentata storia d’amore con la cantante Nami Tamaki (click)? Nonostante sia stato beccato e ribeccato decisamente meno in flagrante di altri suoi colleghi, e nonostante entrambe le agenzie abbiano cercato di zittire i rumors, lui non ha mai nemmeno provato a negare la relazione. Anzi, vi dirò di più, quando mesi dopo la rottura con la ragazza è stato visto da alcuni fans uscire da casa sua in tarda serata, invece che lasciare le masse parlare come è solito nel suo campo, ha dichiarato di essere rimasto in buoni rapporti, e che stavano semplicemente scambiandosi gli effetti personali che l’uno aveva lasciato a casa dell’altro.

Ma, se questo non basta, qualche mese dopo i reporter del settimanale scandalistico Shukan Bunshun l’hanno visto accompagnare a casa una apparentemente sconosciuta fanciulla e, non contenti dello scoop, l’hanno seguito ed aspettato. Lui, dopo averla accompagnata a casa, ha aspettato di vederla entrare nell’edificio da vero galantuomo e, probabilmente, sarebbe tornato volentieri a casa, se gli stessi reporter non l’avessero bloccato ed intervistato: Koki non si è rifiutato di rispondere alle domande, anzi, è stato molto gentile – nonostante, inutile nasconderlo, facesse un po’ il finto tonto.
“State insieme?” “Oh, no, è solamente un’amica.” “Dove siete stati?” “A cena, e poi l’ho riaccompagnata a casa.” “Mi sembra di averla già vista da qualche parte…” “Oh, davvero?”
Sì, intendevamo proprio questo con il “fare il finto tonto”. Non appena Koki è riuscito ad allontanarsi, i reporter si  sono immediatamente resi conto di chi fosse la ragazza: la allora ventiduenne attrice AV (video per aduli, porno, per parlare come si mangia) Maria Ozawa (click!), conosciuta anche come Miyabi. Ora, quale sia il passatempo preferito di questi reporter ci è chiaro, ma cosa ci faceva Koki con la pornostar più attratta dai personaggi celebri che ci sia in circolazione (ricordiamo i suoi flirt con Miyavi, Nao, il batterista degli Alice Nine, ed anche alcuni politici piuttosto influenti)?
Questo non è del tutto chiaro ancora oggi. Infatti, la ragazza stessa, poche settimane dopo essere stata vista al fianco del rapper, durante un’intervista non ha osato negare la presunta relazione. Quando le è stato chiesto cosa ci fosse di vero sul pettegolezzo, lei ha semplicemente risposto “Basta guardarmi in faccia e capirete la verità!”, un po’ poco chiaro, fosse, se non per il fatto che avesse un bel sorriso radioso stampato in volto. Ah, l’amour…
Già, peccato che il cuoricino del nostro rapper si è spezzato nel giro di pochissimi giorni. La Ozawa ha infatti pubblicato un post sul suo blog (qui!) dichiarando che tutto ciò che era scritto sull’articolo del Tokyo Sports a proposito della relazione tra lei e Tanaka fossero una manciata di baggianate. Certo, poteva anche dirlo prima, a pensarci bene. Peccato che fosse una strategia – pessima – per scaricare il caro Joker in modo più distaccato possibile, secondo alcune fonti molto ben accreditate (tipo un paio di ragazzine che sono convinte di essere amiche della pornostar, già). Insomma, Koki, abbiamo capito che sei masochista e ti piace soffrire, ma non lo sai che le storie d’amore con le professioniste del sesso non vanno mai a buon fine?

No, evidentemente al ragazzo piace soffrire. Dopo un brevissimo ma piuttosto pesante flirt con la modella Lena Fuji (click!) e tanto altro lavoro di volontariato (questa volta in un centro per portatori di handicap: ma io ripeto, la tenerezza!), finalmente ha trovato una brava ragazza con la testa sulle spalle – o, almeno, così sembrava.
La fanciulla, chiamata da noi e dal resto del mondo di ficcanaso spettegoloni A-san, infatti, non è propriamente una fanciulla, ma una di quelle ragazze che in Giappone vengono chiamate New-half, ovvero, crudemente detto, una transessuale. La ragazza, questa volta, non ha nemmeno aspettato che la relazione (o presunta tale) con Koki seguisse il suo naturale corso (probabilmente finendo, conoscendo la fortuna in amore del poveretto) prima di spiattellare tutto allo Shukan Bunshun. Pare che alcuni amici comuni abbiano portato la ragazza – molto bella, e niente affatto mascolina – ad un party a casa di Koki e, “inconsapevolmente” (crediamoci), fossero tutti accoppiati, tre ragazzi e tre ragazze. Koki è stato immediatamente attratto dalla bellezza e finezza di A-san, e ha cominciato a parlare con lei, dimostrandosi molto dolce e galante. Ad un certo punto, si sono diretti in camera del ragazzo – c’erano ancora i loro amici comuni, tra cui i due ragazzi amici di Koki, fermi lì lì ed incerti sul se dire o meno qualcosa al rapper – qualcosa tipo, ehi, lo sai che quella è ancora mezza maschio? No, evidentemente non aveva poi troppa importanza. Koki è riuscito perfettamente nel suo intento di mettere a proprio agio la ragazza, che già si era spalmata sul suo letto senza bisogno di ulteriori inviti, attirandolo a sé. E insomma, lì hanno cominciato a fare le loro cose, la storia dell’ape e del fiore e del fiore dal gambo troppo lungo, non dobbiamo spiegarvelo noi, giusto? Già, peccato che il povero Koki avrebbe dovuto avere qualcuno a spiegargli come funzionano le cose perché, a quanto diceva la ragazza, non si era assolutamente accorto del piccolo particolare che non la rendeva proprio del tutto una donna. O se n’è accorto ma la cosa non gli importava in alcun modo, ipotizziamo noi: ha infatti continuato a vederla di tanto in tanto, a cercare una relazione un po’ più seria che però è stata rifiutata da A-san. Hanno continuato a vedersi, ad uscire a bere insieme di tanto in tanto, finché, ahimé, il poveretto non ha scoperto proprio grazie ai tabloid del segreto della fanciulla. Ma possibile che non se ne fosse davvero accorto?


In effetti tutto è possibile, visti i festini che dà a casa sua il caro rapper. Dopo che vari carabinieri e ambulanze hanno tutti fatto una puntatina da lui per vari motivi (quasi tutti riguardanti telefonate di vicini preoccupati), è stata sempre A-san a raccontare questa volta a Friday (altro giornalaccio scandalistico famoso per fondare i suoi articoli – almeno lui – su prove fotografiche fornite direttamente dagli intervistati) dei tatuaggi di Koki. Ora, è necessario dire che gli idols della Johnny & Associates non possono tatuarsi, ed i piercing sono permessi solo in posti molto virili come l’ombelico. L’unico temerario che ha osato farsi un tatuaggio è stato Subaru Shibutani dei Kanjani8, sul polso, come segno di protesta, e ha poi dovuto rimuoverlo – nonostante voci dicano che non l’abbia affatto rimosso, lo copra solamente con il trucco. Koki, invece, i tatuaggi se li è fatti in punti non esattamente visibili per un idol medio – certo, se un giorno finirà su An An sarà nei guai: sulle sue gangsta’ chiappe. Oltretutto, nonostante l’apparenza, è molto legato allo spirito e alla tradizione giapponese ( 大和魂 ovvero yamato damashii ) e ha i kanji di “yamato” tatuati nell’interno del labbro. Lui stesso ha commentato, in proposito dei tatuaggi: “Sono solamente un uomo. Anche se come idol funzionassi male, c’è di me più uomo che idol, c’è più vita che carriera”.

In questo, siamo completamente d’accordo con lui.

 

Complimenti alla mamma

E’ da qualche tempo che, nel mondo politico, una bella ragazza sta attirando l’attenzione dei più curiosi. Diciamocelo, non è così comune che una ragazza giovane e carina lavori come staff del politico di turno, soprattutto in Giappone…
O forse non è per questo.

Ebbene, basta andare indietro di qualche anno per scoprire che questa non solo non è una ragazza qualsiasi, ma ha un passato da gravure idol. Non che ci sia niente di male in questo, e infatti non è il motivo per cui sto scrivendo l’articolo.

La fanciulla in questione si chiama Rina. Rina Yamashita.

Come dite? Un nome familiare?


Ebbene sì, stiamo parlando proprio di Rina, la sorella minore di Tomohisa Yamashita, l’idol per eccellenza. Non avrà la sfolgorante bellezza del fratello, ma ammetto che si assomigliano davvero parecchio. Stessi occhi, stesso sorriso.


A quanto pare, Rina è diventata la segretaria di Kunio Hatoyama (il fratello dell’ex primo ministro giapponese) dopo la laurea.

Complimenti a lei, quindi, e anche a mamma Yamashita per aver tirato su due figli del genere praticamente da sola.

…o forse è tutto un piano di Johnny Kitagawa per conquistare anche il mondo politico giapponese, dopo quello musicale e televisivo?

Ovviamente scherzo.

…credo.

 

Keiko strikes again!

Abbiamo già capito che la bella Keiko Kitagawa se li è passat… no, meglio dire li conosce bene o male tutti, e ovviamente non perde occasione di ripeterlo e dimostrarlo a chi di dovere. E, nonostante il binomio velina-sportivo non fosse poi troppo comune in terra nipponica, questa volta è stato il turno di Yuto Nagatomo, difensore della nazionale di calcio del Giappone ora in Sud Africa per la Coppa del Mondo.

Il 19 Giugno, alla prima del suo nuovo film, Matataki, dove interpreta al fianco di Okada Masaki una ragazza che ha perso il fidanzato a causa di un incidente, l’attrice non ha mancato di fare le congratulazioni alla squadra giapponese per i risultati ottenuti, e dimostrare il suo supporto per le future partite, dichiarando che spera “che riescano a difendere le loro porte e fare più punti possibili”, da brava fanciulla che di calcio ne capisce poco o niente.
Quale occasione migliore per non dichiarare che lei e Nagatomo si sono conosciuti al terzo anno di college, presentati da amici comuni, e frequentati per qualche tempo? Ovviamente i sorrisini non sono mancati nel flirt a distanza, mentre la bella Keiko, con un inchino, diceva “al suo ritorno in patria, spero il più tardi possibile per la nostra nazionale, lo aspetterò”.

Va bene tutto, Keiko, ma lasciarne qualcuno anche alle colleghe no, eh?

Sexy photobook per Gakki

Quando delle belle ragazze decidono di spogliarsi per fare un photobook sexy, difficilmente quacuno si lamenta. Voglio dire, sono stupende, no? Che mostrino ciò che hanno da mostrare!

La prima che ci viene in mente pensando a “una bella ragazza in foto sexy” è quella meraviglia della natura di Meisa Kuroki che, nell’ormai lontano luglio 2009, ci ha deliziati tutti con l’uscita del suo primo photobook, “LOVE MEISA“. In realtà Meisa c’entra ben poco con questo articolo, ma cercate di capire, è tutta una scusa per poter mettere una sua foto, noi vipere abbiamo un po’ tutte una cotta per lei.


Ok, il vero motivo dell’articolo è un’altra bellissima (e svampitissima) attrice, Yui Aragaki, di cui non diciamo niente perché è impossibile che non la conosciate. E se non l’avete davvero mai vista (…insomma se siete degli alieni venuti sulla Terra per le vacanze estive), just google it.


Pare che Gakki, comunque, se ne uscirà a fine luglio con un photobook un po’ osé, che includerà anche foto scattate a New York in occasione delle riprese del suo nuovo film Hanamizuki. In realtà lei ha solo detto di volersi scrollare di dosso la sua immagine “carina” in favore di una più “matura”… ed essendo il photobook della Gekkan Series, diciamo che ha trovato il modo più provocante per farlo, visto che alcune foto saranno senza dubbio con pochi (o senza?) veli. Alcune, eh? Non aspettatevi un photobook porno!

Spero che la nuova Aragaki Yui vi piacerà quanto quella vecchia“, ha detto Gakki. Lo speriamo anche noi, visto che quella vecchia ci piace parecchio.

Insomma, aspettiamo fiduciose… Meisa vs. Gakki, chi sarà la più sexy?

Quali nuove dall’Entertainment Giapponese?

In questi giorni è stato divertente addentrarsi, perché non ammetterlo, nel passato oscuro (ma de che) dei nostri cari idoli. Ma che ci stanno combinando ultimamente?

Per prima cosa, è quasi di dovere rispondere ai commenti sul precedente post dove abbiamo insinuato (ma anche un po’ più che insinuato, va là) che il nostro Golden Boy Tomohisa Yamashita fosse omosessuale: le statistiche danno ragione a chi afferma che sia impossibile che ogni singolo artista che ha un contratto con la Johnny & Associates possa essere eterosessuale, e le voci di corridoio puntano tutte il dito contro di lui. Quello che noi facciamo è dare ascolto alle voci di corridoio (che, per chi ci chiedeva le fonti, sono sempre le stesse: Bubka, soprattutto, altri giornali scandalistici minori e spesso nemmeno tutti giapponesi, ed i post su ameblo.jp delle fanciulle che come noi si divertono da pazzi con queste cose), perché, è inutile negarlo, sono di sicuro molto più divertenti delle noiose informazioni “ufficiali” su che donnina perfetta vorrebbero per loro i nostri idol – che diciamocelo, quelle interviste tendono un po’ tutte ad assomigliare ai temini delle elementari dove chiedevano di descrivere l’amichetto, la sorellina, la scuola che vorrei.

E, per calmare le acque, sì, sono voci di corridoio anche quelle che danno Tomohisa Yamashita e Keiko Kitagawa sull’orlo del talamo nuziale: la fonte non è niente meno che Twitter, il social network più pettegolo del mondo – e per essere più pettegoli di Facebook ce ne vuole, ma ce ne vuole. Il bello di Twitter sta nel fatto che quando i poveretti sono stai beccati in giro a fare shopping, immediatamente decine di Tweets sono apparsi sul sito, pronti a registrare ogni loro spostamento. Una fanciulla ha avuto la pessima idea di dire che sembrava che la coppia – o presunta tale – si stesse dirigendo in un negozio di gioielli ipotizzando che il ragazzo volesse scegliere un anello di fidanzamento per Keiko: in meno di dieci minuti, il Tweet è stato riportato da moltissimi altri utenti, cambiando la notizia sino a farla diventare la paparazzata dei due già in abito da sposi, o quasi. Quel che sarà sarà, noi non lo sappiamo, anzi, a differenza di ci pare aver capito bene o male chiunque, la Kitagawa ci piace anche: ciò che è certo, è che le agenzie dei due ragazzi si sono ben guardate dal confermare una possibile relazione stabile, anche perché, nonostante i pettegolezzi comincino ad essere piuttosto numerosi, questi vengono pur sempre beccati in giro meno di una volta al mese. Un po’ poco, per due che sono sull’orlo del matrimonio, no?


Ma passiamo a qualcosa che abbia una fonte un minimo (ma non illudetevi, solo un minimo) più certa di Twitter: si vocifera una possibile collaborazione canora e musicale tra Jin Akanishi e la bellissima (se odiate anche lei va bene, ma non ditecelo a voce troppo alta, ci si spezzerebbe il cuore) Meisa Kuroki.
In verità, ciò di cui parla l’articolo è apparentemente (apparentemente sì, soprattutto perché la scan è pessima e tutto è così piccolo che non abbiamo la sicurezza di ciò che abbiamo letto) solo il fatto che il produttore Takeshi Kobayashi (produttore di Mr. Children, Remioromen, e, recentemente, LANDS, la band che aveva come vocalist proprio Akanishi) collaborerà con Meisa durante l’estate. L’ipotesi che Akanishi si aggiunga alla collaborazione è, appunto, solo un’ipotesi (e forse una speranza), in quanto i due ragazzi sono amici “di club” da tempo e Meisa, oltretutto, è anche mezza sudamericana, che nelle ricerche di Jin per le sue collaborazioni non guasta mai. Ciò non toglie che ormai ci hanno dato una speranza, e sarà meglio non frantumarcela nel giro di dieci minuti.

Quello che invece di certo non ci aspettavamo, sono le sconcertanti (a dir poco) dichiarazioni del rapper dei KAT-TUN Koki Tanaka durante il programma KAT-TUN style. Durante la puntata, condotta in quel caso da Koki e dal collega Junnosuke Taguchi, nel corner chiamato “Majime ni Hanashima” special (ovvero “Parliamone seriamente”), è arrivata una lettera che era una vera e propria richiesta d’aiuto. Una ragazza all’Ottavo grado (bene o male la nostra terza media), ha scritto: “Sono vittima di bullismo da quando sono al Sesto grado. Ho paura di andare a scuola. Per favore, datemi un consiglio ed un po’ di coraggio”.
Gli episodi di bullismo, purtroppo, in Giappone diventano sempre più seri e frequenti: recentemente, anche la principessina Aiko è rimasta a casa da scuola per oltre una settimana, dopo aver riportato serie lesioni morali dovute proprio ad episodi di bullismo da parte dei compagni di scuola.
Il rapper ha però dato una risposta che nessuno si sarebbe aspettato, proprio da lui: “Quando ero alle elementari, anche io sono stato vittima di episodi di bullismo. Nascondevano le mie scarpe, mettevano puntine sulla mia sedia. Un giorno, qualcuno ha addirittura scritto ‘Stupido’ su un banco, e tutti nella classe hanno indicato me, dicendo ‘Pensiamo che sia stato Tanaka’. L’unico consiglio che posso dare è che ci sia qualcuno ad aiutarti, e che tu continui ad affrontare a testa alta la cosa, alla fine riuscirai a vedere la luce. Questo è ciò che ho fatto io”.
Il bullismo, in Giappone, è un fatto molto più serio di quanto non lo sia qui da noi: viene indicato con il termine ijime (dal verbo ijimeru: perseguitare) ed è definito bullismo di ostracismo ed esclusione. Nonostante i provvedimenti presi anche per via legale, con conseguenza l’allontanamento dei “bulli” da scuola (permanente o temporaneo che sia), il bullismo non cessa di esistere. Il meccanismo del cercare un gruppo d’appartenenza è addirittura più forte che qui in Italia e, spesso, se non accetti di “bullare”, finirai senza ombra di dubbio ad essere il “bullato”.
Il nostro caro Koki ne è uscito senza dubbio a testa alta, ma quanti non ce l’hanno fatta?

 

Le Barbie viventi del Sol Levante

La moda, si sa, cambia velocemente.
La moda giapponese, poi, cambia con la rapidità con cui gli idols causano/sono vittime di incidenti stradali… quindi molto rapidamente, per intenderci.

Questo naturalmente influenza molto anche il mondo della musica e, dove fino a poco tempo prima alcune band Visual Kei ispiravano Lolita di vario genere, soprattutto le Gothic Lolita, ora tutto ciò è magicamente passato di moda. E cosa ha sostituito pizzi e merletti nei negozi di Takeshita Dori?

Ovviamente la moda gyaru.

(Ah, lo dico qui per evitare di passare per quella ignorante… so perfettamente che le Lolita non sono svanite nel nulla, si sono solo, come dire… undecimizzate? Passatemi il termine… E so anche che all’estero ce ne sono ancora fin troppe, ma si sa, qui la moda giapponese ci mette un po’ ad arrivare…)

Le gyaru… *sospira*
Le gyaru non sono altro che il risultato del revival Anni ’80 che c’è stato un po’ in tutto il mondo negli ultimi anni, visto che arrivano dritte dritte da quegli anni lì. Ciglia lunghissime, occhi grandissimi, pelle liscissima, capelli curatissimi e quasi sempre tintissimi, unghie decoratissime, vita strettissima e via dicendo. Delle Barbie viventi, insomma, che affollano un numero spropositato di riviste a tema.

E proprio le modelle di queste riviste si sono lanciate nel mondo della musica, improvvisandosi (o anche no, non stiamo a sindacare) cantanti.

Le più famose sono forse le Juliet, gruppo di tre modelle che ha debuttato durante l’estate dell’anno scorso.


Ma non è tutto. Sull’onda del successo delle AKB48, il numerosissimo gruppo di Akihabara, il quartiere di Shibuya non ha voluto essere da meno e ha recentemente messo su un gruppo di gyaru, le Shibuya GAL’S (fantasia portami via), prodotto e guidato dalle modelle Yumachi & Aina (Yuma Takahashi e Aina Tanaka). Al momento le ragazze sono “solo” 24, ma hanno già detto che presto arriveranno a 48, e lanceranno il loro primo singolo ad agosto (come le Juliet l’anno scorso… ma santo cielo, dov’è finita l’originalità?).


Ora, io capisco che il successo delle AKB48 sia qualcosa di ridicolmente mastodontico, ma non penso sia dovuto solo al numero delle ragazze… o no?

Insomma, gli otaku di Akihabara contro i gyaru-o di Shibuya, chi avrà la meglio?

Se questa moda sopravviverà ancora a lungo, questo è tutto da vedere. Però ammettiamo che le gyaru ci piacciono molto più delle inquietanti Gothic Lolita che affollavano Harajuku fino a un paio di anni fa…