Archivi categoria: korean wave

Coreani venti di tempesta

Ve ne sarete accorti anche voi domenica sera, vi sarà bastato avere un qualsiasi account su un qualsiasi social network (Tumblr, Twitter, Facebook, Livejournal, just pick one!) o accendere la tv su MTV per venire a sapere che i vincitori del premio “Best Worldwide Act” agli MTV Europe Music Awards di quest’anno sono stati i Big Bang di coreana provenienza (QUI il video della premiazione). Se non ve ne siete accorti, o usate il pc solo per controllare l’ora, oppure siete distratti. Molto distratti. Occhio quando attraversate la strada. Oppure eravate al concerto dei JYJ in Germania quella sera, e ancora non vi siete ripresi.

I Big Bang ritirano il premio "Best Worldwide Act" agli MTV Europe Music Awards 2011.

Insomma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la vittoria dei Big Bang è l’ennesima prova che il fenomeno della cosiddetta Hallyu Wave (o Korean Wave) è reale e, sembrerebbe, tutt’altro che in discesa, anche fuori del territorio asiatico… senza tenere conto del fatto che sia ormai impossibile trovare una Oricon Chart settimanale dei singoli più venduti in Giappone senza la presenza di almeno uno/tre/settevirgolacinque artisti di derivazione coreana in classifica (solo la settimana scorsa c’erano i CNBLUE, le KARA e gli MBLAQ, questi ultimi in seconda posizione). Non solo! I palinsesti televisivi sono pieni di drama coreani importati e solo poche settimane fa abbiamo assistito a un’insolita inversione di tendenza quando la TBS ha mandato in onda Ikemen Desu Ne, remake giapponese del ben più famoso (e coreano) You’re Beautiful del 2009, per altro con rating medio del 10%, non male in mezzo al proliferare di percentuali inferiori al 3%. Ikemen Desu Ne ha anche visto un cameo del protagonista originale, Jang Geun Seuk, in uno degli episodi, come a dare un tacito e orgoglioso consenso… e già che c’era, farsi vedere ancora di più in giro in previsione del tour da solista che culminerà il 26 novembre al Tokyo Dome e i cui biglietti sono spariti in qualcosa tipo cinque minuti (no, non scherzo). O ancora, la presenza di Chansung (2PM) tra i protagonisti del drama di questa stagione Kaito Royale, con Matsuzaka Tori e Oomasa Aya, sempre sulla TBS.

La Hallyu Wave è un fenomeno presente da anni, e non si può negare che abbia portato a diversi risultati positivi: le iscrizioni ai corsi di coreano in tutto il mondo sono aumentate di quasi il 60% in appena un paio d’anni, così come il turismo in Corea del Sud (perché ricordiamoci sempre che stiamo parlando della Corea del Sud) ha subito considerevoli impennate. L’interesse che soprattutto i giovani hanno dimostrato nei confronti della cultura e della lingua coreane non può che essere guardato con un sorriso, perché tutto ciò che alimenta la cultura e allarga gli orizzonti delle persone è sempre ben accetto. Inoltre, le star coreane sono spesso, volutamente o meno, l’immagine della Corea in territorio straniero, e in questo senso possono aiutare a rinsaldare rapporti non sempre idilliaci.

Ma non sono tutte rose e fiori.

Negli ultimi mesi in Giappone si è vissuto un periodo di profonda e a tratti quasi violenta insofferenza nei confronti della Hallyu Wave, culminato in alcuni episodi piuttosto spiacevoli che hanno coinvolto personaggi di spicco (di una nazionalità e dell’altra), emittenti televisive e persino la famiglia imperiale!

Sono andata a ripescare gli avvenimenti più significativi che hanno segnato quest’estate, da luglio fino a ottobre. Ci tengo a specificare che questo è il risultato di una ricerca e non il mio parere personale sull’argomento (anche perché io, purtroppo, non vivo in Giappone, e la Hallyu Wave influenza la mia vita tanto quanto sapere che un’amica di mia madre ha appena comprato due tartarughe marine, per capirci).

Luglio 2011: l’attore Takaoka Sousuke pubblica sul suo account di Twitter alcuni pareri negativi del tutto personali sull’invasione di prodotti coreani in Giappone e questo porta al suo allontanamento dall’agenzia, la Stardust Promotion. Dopo un paio di mesi, e dopo essersi scusato almeno tre milioni di volte da bravo giapponese per aver espresso la sua opinione, apre una sua agenzia, la NO WHERE.

Proteste sotto la sede della FujiTV, agosto 2011.

Agosto 2011: in due giornate diverse, migliaia di persone (più di seimila) si radunano sotto la sede della FujiTV a Odaiba (Tokyo) per protestare contro la sovrabbondanza di drama e film coreani nei palinsesti nazionali. Seimila persone. Seimila. A qualcuno i drama coreani strappalacrime hanno proprio rovinato la digestione.

Ottobre 2011: e qui ci scateniamo… prima di tutto, si assiste a un’altra protesta alle porte della FujiTV, questa volta contro la partecipazione dell’attrice Kim Tae Hee al drama 99 Days With A Star. Kim Tae Hee, infatti, è considerata un personaggio “anti-giapponese”, in quanto in passato ha dichiarato che le isole Dokdo sono territorio coreano e non giapponese, arrivando a portare questa sua propaganda anche in un programma girato in Svizzera anni fa (anche se non ho idea di cosa freghi agli Svizzeri dell’appartenenza delle isole Dokdo a Giappone o Corea). QUI potete trovare un video del corteo.

Ma andiamo avanti. Le 2ne1, che sono forse il gruppo femminile coreano di maggior successo in assoluto in Giappone e nel mondo, vengono aspramente criticate all’uscita del PV del loro singolo “Hate You”, che viene interpretato come anti-giapponese. Il video (QUI), completamente animato, si apre con l’esplosione di un reattore nucleare (che a molti ha ricordato la tragedia di Fukushima) e si chiude con un mostro con un piccolo cerchio rosso sulla fronte bianca (che ad alcuni ha ricordato la bandiera giapponese). Il fatto che il mostro alla fine venga ucciso non ha aiutato il gruppo a togliersi quest’aura di antinipponismo scatenato dal video. E se mi permettete, inserire l’esplosione di un reattore nucleare è stata una mossa quanto meno indelicata.

Gako si esibisce su una canzone delle Shoujo Jidai.

La crescente insofferenza nei confronti della Hallyu Wave si è rivelata anche quando, sempre in ottobre, una delle nipoti dell’imperatore, la diciassettenne Gako, si è esibita ballando su “Oh!” delle Shoujo Jidai/Girls’ Generation a un festival scolastico. Apriti cielo! “Non ha bisogno di imitare un gruppo coreano, non possiamo accettare che un membro della famiglia imperiale abbia volutamente scelto una canzone coreana, l’imperatore dovrebbe fare qualcosa”, eccetera eccetera.  Ovviamente sono tutte stupidaggini e la ragazza è libera di ascoltare ciò che vuole, ma fossi in qualcuno con un po’ di influenza la smetterei di ignorare tutti questi campanelli d’allarme.

Insomma, la maggior parte di questi problemi sono probabilmente causati da gruppi di nazionalisti dalla mente chiusa che ancora vogliono impedire a qualsiasi influenza straniera di penetrare in Giappone, ma… la situazione si sta facendo preoccupante. Sempre di più.

Chiudo con una provocazione: perché i drama e la musica coreani sono così famosi e apprezzati in Giappone? Perché le TV comprano drama coreani invece di telefilm americani o europei per riempire i loro palinsesti? E perché, con la sovrabbondanza di idols giapponesi, si sente il bisogno di trovarne altri fuori dal Paese? Tutto ha un motivo, ed esistono ricerche e teorie molto serie sull’argomento, tesi che spiegano in modo oggettivo il motivo dell’esistenza di un fenomeno come l’Hallyu Wave. Se siete interessati a un articolo il più obiettivo possibile sull’argomento, non avete che da chiedere, ma nel frattempo ci farebbe piacere sentire la vostra opinione a riguardo!

~ * ~ * ~

E con questo articolo le vipere sono ufficialmente tornate! Speriamo di esservi mancate almeno un pochino, e vi ringrazieremo adeguatamente per il numero esorbitante (beh, per noi lo è!) di fans su Facebook quando registreremo il podcast che abbiamo in produzione!

Una delle novità che abbiamo in serbo per voi con questo nostro comeback è un account su Twitter che potete seguire per essere sempre aggiornati sulle ultime news e sui pettegolezzi più piccanti! Quindi da ora ci potete trovare sia su FACEBOOK che su TWITTER.

Aggiungeteci ai vostri contatti!

L’esercito dei dodici pettegolezzi – seconda parte

Vi ricordate cosa stavate facendo la scorsa estate, nel Luglio del 2010? Eravate già al caldo ad abbronzarvi o a dormire sotto l’ombrellone, o forse stavate soffrendo sui libri per qualche esame particolarmente tosto? Per quanto ci riguarda, una di noi era in procinto di laurearsi, e tutte le altre erano in spasmodica attesa di quel giorno per farla ubriacare, ovviamente. Probabilmente è a causa di questo che ci siamo perse per strada alcune notizie decisamente interessanti, ma sono qui proprio per recuperare i fattacci accaduti ormai mesi fa, quando il freddo e la neve di questi giorni erano solamente un ricordo.
E se in quei giorni avevamo il nostro caro amico Ryo Nishikido che, sul set del suo drama JOKER, si trovava nel bel mezzo di conversazioni intelligenti di cui non era all’altezza – ed intervenendo con un poco pertinente “Lo sapete che unghie, capelli e caccole hanno lo stesso odore quando vengono bruciate?”, ottenendo in risposta solo gli sguardi attoniti dei colleghi Masato Sakai e Anne Watanabe – questa non era certamente la notiziona del mese. Nonostante, infatti, una celebre coppia fosse scoppiata proprio in quei giorni – parliamo di Kazunari Ninomiya degli Arashi e Masami Nagasawa, a quanto dicono le voci proprio a causa di un tradimento del primo – la notizia ha avuto poco seguito grazie alla nascita di un’altra coppietta, assai meno conosciuta.

La giovane attrice Kii Kitano (la co-protagonista di Akanishi in BANDAGE, e di cui ci eravamo trovate a parlare nel nostro precedente Kis-my-Scandal) è stata clamorosamente beccata a scambiarsi appassionati baci ed altre affettuosità con il collega di poco più grande Kazuma Sano (Otomen, HAMMER SESSION!, alcune puntate di Tumbling). I due sembrano essersi incontrati davanti ad un Hotel in tarda serata, hanno prenotato insieme una stanza tenendosi per mano ed hanno passato la notte insieme, uscendo poi la mattina dopo intorno alle 11. Dopo aver fatto un pezzo di strada insieme, prima di separarsi si sono salutati con un lungo abbraccio ed un innegabile bacio. Non solo, pare che prima di allora, fossero stati spesso visti insieme a fare shopping, ma le foto fossero rimaste nel cassetto dei reporter del FRIDAY in attesa di ulteriori sviluppi nella loro relazione.
Ciò che c’è di meglio in questa storia, sono i commenti delle due agenzie: trovandosi di fronte al fatto compiuto, l’agenzia di Sano – la Stardust –  ha evitato ulteriori domande con un semplice “Dato che è un affare privato, non spetta a noi commentare in proposito“, mentre l’agenzia della Kitano – la Foster – se n’è uscita con la assai poco credibile risposta standard che viene data in questi casi: “Sono solamente amici intimi“. Ora, se viene spontaneo chiedersi quanto intimo debba essere un rapporto di amicizia per arrivare sino a quel punto – o, nel caso il signor Sano si comporti in un certo modo con tutte le sue amiche, possiamo tranquillamente immaginare la fila dietro la porta di casa sua – i dubbi vengono dissipati quando, qualche settimana dopo, la povera Kii viene costretta a scusarsi per il comportamento “poco decoroso” tenuto in pubblico. Ed è proprio qui, che la ragazza attrae in un attimo tutta la mia approvazione, perché dopo le solite scuse – “Mi concentrerò di più sul lavoro, non volevo deludervi tutti, mi dispiace per i problemi creati” – ha sbottato con un bel “Perché dovrei scusarmi di essere innamorata?“. Così si fa.

Ad Agosto, con le temperature che si alzano sempre di più, giustamente la prima cosa che viene in mente di fare è di togliersi i vestiti. Il mese comincia con il servizio fotografico eccessivamente sexy dell’Uwasa Queen Erika Sawajiri, e con le successive domande poste da bene o male chiunque, del settore e non: “Ma qualcuno si ricorda perché questa sia diventata famosa, oltre agli scandali di cui costantemente infarcisce la nostra vita?“.
Ma sempre a proposito di scandali, chi di voi frequenta le communities di Livejournal, non può non aver sentito parlare dell’ormai celebre – se non altro nel Fandom – biondissima fidanzatina straniera del giovane Yuya Tegoshi (NEWS e Tegomass). E per chi non ne sapesse niente, è presto detto: il pettegolezzo ha cominciato a girare da quando, ad un concerto dei NEWS circa due anni fa, l’idol si è avvicinato ad una ragazza straniera, nel pubblico, che teneva in mano un suo Uchiwa (ovvero un ventaglietto con su stampata la foto di un idol, nello specifico Tegoshi), regalando a lei il gadget con il suo autografo. Sino a qua, niente di strano: spesso i ragazzi, in particolare i Johnny’s, se notano una ragazza non asiatica nel pubblico la trattano meglio per il semplice fatto che immaginano che abbia viaggiato molto per essere lì, e perché, ovviamente, fa loro piacere scoprire di avere una fanbase al di fuori del Giappone.
Qualche mese dopo, però, le voci non possono che aumentare: esclusivamente su internet – senza aver quindi alcun supporto cartaceo né tanto meno giapponese da cui sono arrivate queste notizie  – cominciano a nascere come funghi avvistamenti della misteriosa ragazza. C’è chi giura che sia stata vista sul set del film di Tegoshi (Dareka ga Watashi ni Kiss wo Shita, al fianco di Maki Horikita e Ken’ichi Matsuyama), c’è chi l’ha vista al cinema insieme a lui, chi addirittura ha visto la coppia entrare in tarda notte in un Love Hotel. La povera ragazza in questione (ai tempi conosciuta come hontou, su Livejournal) nega e stranega, sino a quando, esasperata, non elimina il proprio account, sparendo dalla circolazione.
Ma l’isterismo che si era creato attorno a questa storia non finisce qui: nell’Agosto del 2010, infatti, un tabloid giapponese involontariamente fomenta le follie pubblicando la notizia, rigorosamente andando a pescare alcune foto di repertorio e quindi senza alcuna prova, di aver beccato il giovane Tegoshi a passeggiare mano nella mano con una biondissima straniera, mentre entrambi si recavano ad un salone di bellezza per farsi tagliare i capelli. Al loro arrivo, il salone è stato chiuso al pubblico così che i due potessero sentirsi più a proprio agio, nonostante all’uscita non fossero né affettuosi come prima né tanto meno molto sorridenti. Che la nostra biondina non abbia apprezzato il nuovo taglio di capelli?

Arrivando a Settembre, è impossibile non concentrarsi sulla presunta storia d’amore tra due degli artisti più famosi in Giappone: l’attrice Maki Horikita (Atashinchi no Danshi, Tokujo Kabachi!!) e Sho Sakurai degli Arashi. I due hanno recitato insieme nel Gennaio 2010 proprio in Tokujo Kabachi!!, nel ruolo di antagonisti che lentamente scoprono un modo di comprendersi a vicenda.
Tra i commenti riguardanti il loro modo di comportarsi anche fuori dal set, ce n’erano alcuni che sicuramente facevano scappare un sorriso: “Dato che dovremmo essere rivali, cerco di odiarlo anche fuori dal set!” diceva Maki con una certa fierezza, “Questo ovviamente non succede, vero? Non smettiamo un attimo di sorriderci” controbatteva il nostro marpione preferito. Mesi dopo, però, il gestore di un locale a Shinjuku Ni-Chome (e qui avrete già capito di che tipo di pettegolezzo si tratti) dichiara a gran voce di aver visto i due insieme abbastanza frequentemente in alcuni gay bar del distretto, e che altrettanto spesso fossero accompagnati dall’attore Ken’ichi Endo – loro collega nello stesso drama. “Sakurai e Horikita sembravano piuttosto affettuosi ed in intimità l’uno con l’altro“, diceva, “si sfioravano le mani e si sorridevano moltissimo, mentre Endo li osservava. Eppure, è curioso il luogo che hanno scelto per i loro appuntamenti“. Ovviamente, non tutti i tabloid sono immediatamente corsi a gridare “al gay al gay!”: c’è chi ha immaginato che avessero scelto come luogo dei loro incontri Ni-Chome proprio per far sì che non sembrasse ad occhi esterni un vero appuntamento, portandosi anche dietro il terzo incomodo della situazione. C’è invece chi si chiede: perché la soluzione più ovvia non potrebbe anche essere quella vera?

Ottobre è stato senza dubbio uno dei mesi più variopinti del 2010 per il genere di notizie che sono circolate: si andava dallo scandalo che aveva colpito Akimoto Sayaka delle AKB48, alle sparizioni dell’Uwasa Queen Erika Sawajiri, ma ovviamente sappiamo che anche se con grandi scandali in corso, i colleghi di chi è sotto i riflettori ne approfittano per darsi ancora più da fare.
Tra un matrimonio – quello tra il Johnny’s di prima generazione Noriyuki Higashiyama degli Shounentai, 44 anni splendidamente portati, e l’attrice Yoshino Kimura, 34 anni – ed un divorzio – Leah Dizon e l’ex-marito Bun, stilista – sembra quasi assurdo che lo scandalo più grande, ad eccezione di quelli già da noi riportati sul momento, fosse nato a causa di un drama che sarebbe andato in onda nella stagione autunnale.
La cosa più bella, però, è che gli scandali non riguardino banali storie d’amore nate sul set, ma la trama in sé. Himitsu è la storia della famiglia Sugita, di madre e figlia (Mirai Shida, soli 17 anni) che restano coinvolte in un incidente d’autobus. La madre perde la vita, ma il suo spirito entra nel corpo della figlia, che, una volta tornata a casa dal padre-marito (Kuranosuke Sasaki, 42 anni) racconta l’accaduto, ed insieme cercano di capire come vivranno la loro vita insieme d’ora in avanti. Dopo la dichiarazione degli autori in cui anticipavano la presenza di una scena d’amore che avrebbe coinvolto i due nel drama, le polemiche sono state inevitabili: “Se fosse successa una cosa del genere al di fuori dal drama, sarei stato nei guai“, ha commentato Sasaki, mentre la giovane Shida ammetteva il suo enorme imbarazzo. La cosa assurda, in effetti, è stata che le polemiche si sono riversate assai più sulla differenza d’età tra i due che sul fatto che si trattasse, effettivamente, di incesto tra padre e figlia. Insomma, trattandosi poi di un drama giapponese, le scene sono state decisamente più delicate di quelle che chiunque si sarebbe immaginato, ma l’elemento di disturbo di fondo è rimasto.

Il mese di Novembre si apre con l’annuncio di Miyavi del nome scelto per la sua seconda figlia, nata prematura (di otto mesi circa) ma in salute nell’ultima settimana di ottobre: con uno dei suoi interventi sul blog sentiti, commoventi ma a modo loro divertenti, chiede al mondo di salutare la piccola Jewelie (Julie, probabilmente, nome però scritto in giapponese come 理 – ragione – e 希 – speranza, pronunciato nella lingua madre dei genitori come Juri o Kiri), per fare ovviamente il paio con la sorellina, la primogenita Lovelie (Lovely, 愛理, pronunciato in giapponese come Airi). Insomma, non ha voluto abbandonare la propria originalità nemmeno dopo aver cominciato a riempire il mondo di sue piccole bellissime cloni.
Non tutte le notizie del mese, però, suscitano la stessa tenerezza: la bella e ormai famosissima Atsuko Maeda delle AKB48 è stata beccata – niente affatto in pieno – a fumare alla “tenera” età di 19 anni, grazie ad una foto pubblicata sul blog di una delle ragazze, dove si intuiva un posacenere ed un accendino accanto all’incriminata. È necessario ricordare che, in Giappone, la maggiore età si raggiunge solamente con il compimento dei 20 anni, e con essa, il permesso di fumare o bere alcolici. Sono stati problemi simili a determinare la sospensione permanente o temporanea di alcuni membri di altre agenzie che trattano idols, in passato, quali ad esempio Hiroki Uchi (tornato poi come Johnny’s Junior e mai reintegrato nelle precedenti units di cui faceva parte), Hironori Kusano (che ha deciso per uno spontaneo ritiro dall’agenzia) ed alcune ragazze delle Morning Musume. Le cose, però, recentemente sembrano essere piuttosto cambiate: nonostante idols come Yuya Takaki, Kota Yabu e Hikaru Yaotome degli Hey!Say!JUMP – solo per citarne alcuni – siano stati visti spesso in alcuni locali a bere alcolici e fumare sigarette quando ancora erano minorenni, nessun provvedimento è stato preso, è così è stato anche nel caso della bella Acchan. Che Yasushi Akimoto, il “papà” delle AKB48, non volesse perdere una delle ragazze in assoluto più famose della super-unit è chiaro, così come lo è che non ci fossero abbastanza prove a suo carico. I fanciulli innamorati di lei hanno tirato un sospirone di sollievo, e presto tutto fu dimenticato.
Così come venne in fretta dimenticato il pettegolezzo sul ritorno di fiamma tra il Sex King (il nome non gliel’ho dato io, lo giuro) Jin Akanishi e la sua ex bella Takako Uehara. La tormentata storia d’amore tra i due non è mai stata smentita, né, però, mai stata confermata: i primi avvistamenti risalgono addirittura al 2005, quando i KAT-TUN non avevano avuto il loro debutto ufficiale, e gli occhi delle macchine fotografiche di BUBKA e Friday non erano ancora puntati sempre sull’Akanishi nazionale, in attesa che combinasse qualcosa che potesse essere ingigantito all’inverosimile.
Le malelingue vogliono che sia stato proprio a causa di un brutto litigio tra i due, con conseguente dolorosa separazione, ad aver fatto fuggire Jin in America, per quel famoso “viaggio di studio” nell’ormai lontano 2006 – ovviamente, le lingue ancora peggiori hanno tirato fuori storie ancora più turpi, che se volete racconteremo, ma non in questo momento – e che la sua romantica Care fosse proprio dedicata a lei. Nel 2008, tornano le notizie su questa coppia: in alcuni servizi fotografici e programmi televisivi, i due ragazzi sembrano indossare un accessorio sin troppo simile, un anellino, per la precisione. Non si sa più niente sino, appunto, al Novembre del 2010, quando sono stati visti insieme ad un party, nel privé di un club dedicato alle celebrità. E se le celebrità stesse si fanno un favore, tacendo a vicenda ciò che vedono, non vale la stessa regola per i camerieri dei locali: tra blog e twitter, la notizia ha fatto il giro di internet sino a finire sui giornali, e, come in tutti i telefoni senza fili di questo mondo, la notizia è arrivata decisamente cambiata alle nostre orecchie. Quindi, se ciò che sappiamo è che Jin e Takako stavano amoreggiando come una coppietta in luna di miele, basta poco a recuperare i reports originali e a leggere che in realtà i due hanno semplicemente scambiato due cortesi chiacchiere, quando Akanishi, da bravo galantuomo (!) quale è, ha offerto da bere alla ragazza e all’amica, prima di congedarsi e tornare dalla sua truppa – che io immagino a fischiare e dire volgarità come ogni gruppo di maschi ubriachi a questo mondo quando uno dei loro amici di allontana a parlare con una bella fanciulla. Della serie, ci piace immaginarli così.

Così arriviamo finalmente a Dicembre, con il nostro bonazzo intellettuale di fiducia – Hiro Mizushima – che festeggia il suo primo romanzo, già un best-seller con più di 350 mila copie in soli cinque giorni, ed i vari Qualunquecosa48 che scalano le classifiche con una facilità impressionante.
L’ultimo mese dell’anno della Tigre è stato nutrito più che altro da notizie di nuove uscite e prossimi successi – tra cui l’impennata della carriera da solista di Tomohisa Yamashita, l’annuncio di singolo ed album di Jin Akanishi, nonché la korean wave che prosegue sinché l’onda è alta, con l’arrivo della popolarissima boyband coreana SHINee in Giappone in primavera – ma è impossibile non soffermarsi un istante, prima di andare al vero pettegolezzo di questo mese, su Jun Matsumoto degli Arashi che, quando è stato scelto come nuovo testimonial di una popolare linea di mascara, è rimasto convinto per un po’ di tempo che si sarebbe dovuto travestire da donna. E la cosa, manco a dirlo, lo faceva sentire onorato. Ma non saremmo noi se in un intero articolo non ci mettessimo nemmeno un solo pettegolezzo tra due fanciulli sospettati di non raccontarla proprio giusta.
A Dicembre si fa vivo, guarda caso, lo stesso ragazzo che nello scorso articolo ci aveva fatto inarcare le sopracciglia: Toma Ikuta. Il fedele ed affezionato FRIDAY pubblica un articolo proprio gli ultimi giorni del mese, dal sunto poco fraintendibile in cui il giornalista di turno si domandava ripetutamente cosa ci facesse il popolare e talentuoso attore Toma fianco a fianco all’ancor più popolare Sho Sakurai, in un appuntamento a due. I ragazzi, con cappello e occhialoni come ogni bravo idol che si rispetti quando non vuole farsi riconoscere – qualcuno dica loro che vestiti così male attirano solo di più l’attenzione, vi prego – hanno trascorso la serata insieme, cenando in un locale piuttosto intimo di Roppongi per poi terminare l’uscita in un club poco distante, chiacchierando amabilmente.
Sul fatto che i due ragazzi fossero amici di vecchia data, non c’è alcun dubbio: in alcune interviste, Ikuta stesso racconta di come tra le cose a cui tiene di più ci siano le foto scattate insieme a Sakurai che, dal canto suo, ci rivela un’insospettabile passione per la fotografia, e ama portarsi dietro la sua macchina fotografica ad ogni uscita con gli amici più cari.
Come facciano i giapponesi a non trovarci niente di male vedendo un idol scorrazzare per il quartiere gay di Ni-Chome femminilmente abbigliato – con un sorriso ricordiamo il nostro amico Kazuya Kamenashi – e a farsi fior fiore di scandalose domande sul conto di due amici che passano la serata insieme, anche se da soli, questo rimane tutt’ora un mistero.

Con un ultimo ringraziamento e tanto amore per averci permesso di raggiungere quota 10 mila visite vi lascio, in attesa di portarvi le notizie più fresche sulle nuove coppiette che stanno nascendo proprio in questi giorni: dopotutto, non la sentite anche voi la Primavera che si avvicina?

L’esercito dei dodici pettegolezzi – prima parte

Vi siete già lasciati alle spalle il 2010 senza rancori, con i consigli del buon vecchio Paolo Fox e soprattutto una giusta innaffiata di spumante?
E allora quale modo migliore di festeggiare l’anno appena finito di andare a pescare tutti i pettegolezzi che, mese per mese, hanno infuocato i tabloid nel nostro amato Giappone?
Ebbene sì, se nel Paese del Sol Levante le notizie sono tante e troppe e costanti, può sempre capitare che ce ne sfugga più di qualcuna, e abbiamo deciso di rimediare a questa imperdonabile mancanza andando a recuperare i migliori di ogni mese dell’anno della Tigre, il 2010, prima di saltare direttamente ai pettegolezzi dell’anno della Lepre.

E andando indietro nel tempo di un anno esatto, il Gennaio del 2010 in area gossip gravitava più che altro intorno all’inizio delle attività di solista di Jin Akanishi, dell’uscita del suo film BANDAGE e delle sue, di uscite, in giro per locali con belle straniere attaccate alle sue braccia. E se la giovanissima ed inglesissima star di MySpace Beckii Cruel, da pochissimo sbarcata in Giappone, faceva del suo meglio per attirarsi quante più antipatie nel fandom occidentale, i giornalisti scandalistici del posto non avevano davvero tempo per stare dietro a lei, troppo occupati a seguire i sempre più numerosi scandali sessuali degli Arashi.
Risale a Gennaio, infatti, il presunto appuntamento romantico di Kazunari Ninomiya degli Arashi e la bella attrice Asami Mizukawa, stati visti insieme in un locale di Shibuya in atteggiamenti amichevoli e sin troppo intimi, anche per due persone che, come loro, si conoscono ormai da più di dieci anni. Un semplice appuntamento tra un Johnny’s ed un’attrice televisiva non avrebbe dovuto creare tanto scalpore, giusto? Dopotutto, sono un po’ come il nostro binomio velina-calciatore. Eppure, a creare scandalo non fu solo l’amicizia che lega tutt’ora la ragazza alla collega Masami Nagasawa, più volte tacciata di essere la fidanzatina storica del buon Nino, che pare avesse anche tenuto nascosta la loro relazione sino a quando la fanciulla non ha raggiunto la maggiore età. Infatti, la bella Asami non è solo amica di vecchia data di Ninomiya, ma conta sul suo curriculum una serie di flirt con svariati Arashi: se con Sho Sakurai si parlava solamente di qualche appuntamento finito in tarda notte dentro un taxi scomparso nel nulla, con Masaki Aiba pare si trattasse addirittura di una relazione stabile che durava da almeno tre anni di andirivieni dall’appartamento del Johnny’s. Insomma, Arashi cari, sappiamo che siete amici e vi volete bene e che in tour vi scambiate i calzini senza fare una piega, ma adesso vi fate anche girare la fidanzata come se fosse una canna?

A Febbraio, tra attori ed attrici che immancabilmente hanno il loro incidente automobilistico settimanale – perché si sa, la gente famosa in Giappone sembra prendere la patente per corrispondenza – e le solite brutte notizie per la scena Visual Kei, sono sempre gli idols della Johnny & Associates che fanno parlare di loro.
Forse il più esilarante riguarda il Johnny’s Junior ed ormai famosissimo attore Toma Ikuta, che si trova a rivelare le proprie fantasie nascoste (qui da noi si chiamano sogni erotici, in effetti) sull’amico e collega Tomohisa Yamashita: durante un’intervista, infatti, ammette di sognare spesso ad occhi aperti una straziante scena da drama in cui il proprio corpo ferito ed esangue viene portato in salvo tra le braccia di un aitante YamaPi in versione medico del drama Code Blue. Quando nella sua testolina l’atmosfera si fa tesa e teme di non riuscire a salvarsi, a Toma non resta altro che stringere le mani agli abiti di Yamashita, urlando un laconico quanto disperato “Dottore, mi salvi!“. Lui ci giura che la sua fantasia si interrompe proprio lì, ma, non contento, nella stessa intervista racconta del suo viaggio in Thailandia insieme a Subaru Shibutani dei Kanjani8, e della singolare esperienza che li ha visti, a causa di due rospi che li hanno terrorizzati (non c’è bisogno di commentare), farsi una romantica doccia calda insieme, ed addormentarsi sulle note della stessa canzone, dividendosi gli auricolari da bravi… qualunque cosa fossero.
Insomma, noi ce la mettiamo anche tutta a cercare dei pettegolezzi normali con ragazze normali in situazioni normali… ma c’è chi proprio non ne vuole sapere.

E a Marzo, con l’avvicinarsi della primavera, chiunque si aspetterebbe di vedere l’amore che fiorisce ad ogni angolo di strada. Assurdamente, però, nell’anno passato sembra essere stato un mese scarsamente fruttuoso per gli scandali nell’Entertainment giapponese. Basti pensare che lo scandalo peggiore trattava degli attori Sousuke Takaoka (che aveva interpretato il bel Tomochika  Wakana in ROOKIES) e Aoi Miyazaki (Nana Komatsu in Nana) beccati a flirtare in un ristorante. L’assurdità del pettegolezzo sta, in effetti, proprio nel fatto che abbia fatto scalpore: i due sono infatti felicemente sposati dal 2008. Pare però che l’agenzia della fanciulla, la Hirata Office, abbia improvvisamente deciso che evidentemente Takaoka non fosse l’uomo adatto per l’immagine di purezza e innocenza dell’attrice. Dopo numerosi gossip su tradimenti e addirittura violenza domestica dichiaratamente mirati a screditare l’immagine dell’attore, i due ragazzi hanno insistito nell’apparire in pubblico dimostrando ampiamente quanto vadano d’amore e d’accordo, imboccandosi a vicenda e facendosi le fusa. Insomma, alla dolce e innocente Aoi piacciono i cattivi ragazzi. E ha tutta la mia simpatia.

Con l’arrivo della bella stagione, finalmente le cose sembrano tornare alla normalità: i nostri beniamini, sentendosi al sicuro dietro provvidenziali mascherine anti-polline, ad Aprile escono dal letargo e cominciano di nuovo a gironzolare per la città, disseminando scandali un po’ ovunque passino. Da un lato, c’è la nostra amica (so già cosa direte) Keiko Kitagawa che si lamenta della scarsa importanza dei ruoli che le vengono assegnati nei drama, in particolare quando è al fianco di un popò d’uomo del calibro di Takuya Kimura, dall’altro c’è il divorzio di Erika Sawajiri e i successivi gossip riguardanti la sua libertina vita sentimentale, che la proclameranno ufficialmente Uwasa Queen per tutto l’anno a venire.
Noi, però, preferiamo soffermarci più a lungo sul nuovo membro ad honorem della Truppa Akanishi, niente meno che Kim Jaejoong, all’epoca da poco orfano di due Tohoshinki. Niente strane paparazzate in locali gay o per strada con compagnie poco raccomandabili, questa volta: l’amicizia è stata dichiarata dai ragazzi stessi, in particolare da Tomohisa Yamashita e Junpei Mizobata. Pochissimi giorni dopo la dichiarazione d’amicizia, Jaejoong e Yamapi si sono presentati insieme ad una festa in onore di Lady Gaga, emozionati come due tredicenni al loro primo concerto dei Backstreet Boys, e dopo la festa, si sono riuniti a Junpei e il resto della truppa per parlare tutta la notte del vestito di Lady Gaga. Niente che non ci aspettassimo, insomma, ma fa sempre piacere saperlo.

Con l’arrivo di Maggio, le cose in Giappone sembrano tornare alla normalità. Frequenti uscite della truppa (Jaejoong incluso) a mangiare in qualche ristorante di ramen, otaku muniti di pc e connessione a banda larga che tentano un colpo di stato per impedire alle povere KARA di debuttare nel loro Paese, la dolce Maki Horikita che si sente sola (forse la cara Meisa Kuroki lavorava un po’ troppo e la stava trascurando?) e chiede a gran voce un fidanzato.
Tocca però questa volta soffermarsi su due pettegolezzi, che guarda caso (e stavolta è un caso per davvero) riguardano due amici: da un lato Jun Matsumoto degli Arashi che sembra comportarsi in modo sospetto con la bella Kou Shibasaki, portandosela poi a casa a fine insospettabile serata con gli amici; e dall’altro l’amico Ryo Nishikido, che come al solito fa parlare di sé comportandosi da maschio alpha come al solito suo. Infatti, pare che dopo una delle sue ormai celebri serate in giro per Roppongi, il buon (mentiamo) Ryo sia riuscito a caricarsi sul taxi con sé un’ignara fanciulla, con la poco credibile scusa di accompagnarla a casa. Pare che alla fatidica domanda “Vieni a casa mia?“, il Nishikido nazionale non si aspettasse assolutamente un rifiuto, e, una volta ricevuto, si sia alterato non poco, facendo fermare il taxi in mezzo alla strada e nel cuore della notte, ordinando alla ragazza di scendere immediatamente, dato che aveva osato rifiutare un invito del Sexy Osaka Man. A mio modesto parere, la cosa bizzarra non è il rifiuto in sé, quanto più il fatto che la ragazza avesse davvero creduto che uno come il Nishikido potesse accompagnarla a casa per pura bontà d’animo. Beata innocenza.

Gli articoli sui rotocalchi giapponesi di Giugno non potevano che gravitare continuamente intorno ai pettegolezzi sulla possibilità di una carriera da solista di Jin Akanishi. E mentre lui era diviso tra Giappone e Stati Uniti a concedere interviste in cui assicurava che no, per l’amor del cielo no, non avrebbe mai abbandonato i KAT-TUN definitivamente (mentiroso, Fernandez, mentiroso!), in patria gli amici smettono di buttare fuori dall’auto le ragazze (si parla di Ryo Nishikido ancora una volta, ovviamente) e cominciano finalmente ad uscire con la modella che incarnava il loro sogno erotico da quando erano impuberi, ovvero Lena Fuji. E fortuna vuole che l’attenzione fosse in gran parte attratta dal debutto della unit dei tre Tohoshinki superstiti, i JYJ (Junsu, Yuchun e Jejung, scritti alla giapponese), perché altri fanciulli della Johnny & Associates non si stavano comportando esattamente come sarebbe loro convenuto.
Junichi Okada dei V6, infatti, dopo aver messo fine alla tormentata storia con l’attrice Yu Aoi (la protagonista di Osen e della versione cinematografica di Honey & Clover, Hachimitsu to Kuroba), non ha atteso molto prima di trovarsi una nuova fidanzatina, come da prassi più giovane di lui, a cui ha immediatamente messo le chiavi del proprio appartamento in mano, lasciandola libera di entrare ed uscire come più preferiva, facendosi ovviamente beccare da numerosi paparazzi.

Per non bombardarvi la mente con troppi pettegolezzi, la seconda metà dell’anno arriverà tra qualche giorno, per lasciarvi il tempo di godervi per bene questi. Colgo l’occasione di fare un po’ di sana pubblicità occulta e ricordarvi il Give Away sulla nostra pagina di Facebook, che rimarrà aperto sino al 20 Gennaio, quindi, se siete iscritte e siete nostre fan, andate a lasciare qualche commentino, che ci sono alcune cose carine in palio!
Se non siete su Facebook non disperate, stiamo già pensando ad una soluzione per il prossimo Give Away, intanto continuate a seguirci e a seguire anche i nostri Podcast, suggerendoci nuovi temi e rendendoci felici come già state ampiamente facendo!
Vi lascio qui, con la curiosità di sapere il prossimo pettegolezzo gay di Toma Ikuta e quant’altro possa essere sfuggito ai nostri occhi nell’anno appena finito.

Always keep the faith… o no?

Non di solo gossip vivono le vipere… ogni tanto, infatti, colpisce anche noi il desiderio di mettere da parte cattiverie e pettegolezzi per fornire qualche informazione un po’ più seria. Poi magari a voi non interessa minimamente… oh beh, può essere un buon motivo per lasciarci un commentino qui sotto! *pubblicità occulta*

Credo che tutti, bene o male, abbiate sentito parlare dei Tohoshinki e siate a conoscenza, per lo meno a grandi linee, delle disavventure legali che li hanno portati ad un (momentaneo?) scioglimento. Quello che cercherò di fare è mettere chiarezza in tutta questa situazione che, francamente, ha lasciato più di una persona a sbattere la testa contro un muro per la confusione.
Tutto comincia il 31 luglio 2009 quando tre membri dei TVXQ (nello specifico, Jaejoong, Junsu e Yoochun) fanno causa alla loro storica casa di produzione in Corea, la SM Entertaiment. Il motivo dei dissapori tra gli artisti e la casa non è mai stato chiarito del tutto, perché ovviamente ognuno ha sempre dato solo la sua versione dei fatti. Secondo i tre ragazzi, il problema era il contratto che li legava alla SME; questo contratto, firmato all’epoca del debutto, avrebbe avuto una durata di ben tredici anni, non avrebbe garantito sufficienti introiti agli artisti (la percentuale maggiore sarebbe andata, e questo è un dato di fatto, nelle capienti casse della casa discografica) e interromperlo sarebbe costato loro il doppio di quanto avrebbero guadagnato durante gli anni rimanenti prima della scadenza (…si è capito cosa intendevo dire? Non scherzavo quando dicevo che la situazione è più che complessa). Secondo la casa discografica, invece, i tre ragazzi sarebbero stati solo molto avidi e avrebbero cercato di interrompere un contratto perfettamente legale per perseguire i loro interessi economici.

La situazione è confusa e lo rimarrà per sempre, ma c’è da dire che il Tribunale di Seoul ha dato ragione a Jaejoong e compagnia (cito lui per anzianità, non si offendano gli altri due).

Naturalmente, come saprete, i TVXQ non erano attivi solo in Corea, ma avevano (hanno) una fanbase enorme anche in Giappone, grazie alla produzione di quella che forse è la più grande casa discografica nipponica, la Avex Entertainment.
Ad aprile 2010 è proprio la Avex ad annunciare la sospensione di tutte le attività dei Tohoshinki in Giappone per permettere a tutti i membri di seguire personali strade da solisti. Questo in realtà non accadrà mai (o meglio, Xiah Junsu farà uscire un singolo da solista e Hero Jaejoong reciterà nel drama Sunao ni Narenakute, ma niente più di questo) perché, poco più di un mese dopo, è di nuovo la Avex a farsi portavoce dei ragazzi e ad annunciare la formazione di un nuovo gruppo, JYJ (dalle iniziali dei componenti, Junsu – Yuchun – Jejung, sì, scritti alla giapponese). La nuova boyband, che probabilmente all’inizio è nata solo in occasione di alcuni eventi live come l’A-Nation, viene prodotta dalla Rhythm Zone, una casa discografica che fa sempre parte del gruppo Avex.

Nonostante un’iniziale diffidenza, soprattutto da parte dei fans che vedono JYJ come un ulteriore ostacolo a una possibile – ma al momento non probabile – riunione dei Tohoshinki, il primo singolo della nuova band, The…, e il DVD del loro primo live debuttano entrambi al primo posto delle rispettive Oricon Charts, dimostrando che, uniti o separati, la fama dei Tohoshinki in Giappone è ormai più che consolidata.

Chi pensava che le cose si fossero sistemate ha fatto i conti senza l’oste.

A settembre 2010, la Avex annuncia la sospensione di tutte le attività di JYJ in Giappone, a causa dei legami che intercorrono tra la loro casa discografica coreana, la C-JeS Entertainment, e associazioni mafiose. Niente da dire, fanciulli, i vostri manager li scegliete proprio con i piedi…

Comunque le cose sembrano sistemarsi e il gruppo pubblica il primo album completamente in lingua inglese , The Beginning, forti della collaborazione con il ben più famoso – oltreoceano, chiaramente – Kanye West. Vanno anche in tour, naturalmente, sbarcando con successo negli Stati Uniti, nello specifico a New York, dove radunano un buon numero di fans. Voci non-tanto-di-corridoio dicono che potrebbero presto venire in Europa… e con voci intendo che Junsu l’ha annunciato alla fine di un concerto a Bangkok, ma si sa, il ragazzo non è mai stato troppo sveglio… (e lo dico con affetto, sia chiaro).

…ma in questa bella storia manca qualcosa: e gli altri due? Yunho e Changmin sono forse rimasti a casa a fare la maglia?

Beh… quasi, in realtà. Di sicuro musicalmente sono spariti del tutto. Non un lavoro da solisti, non un singolo, non un tubo di niente.

Fino ad ora.

Il 23 novembre scorso, la SM Entertainment ha annunciato che i TVXQ torneranno agli inizi del 2011 con un nuovo singolo e due soli membri, per l’appunto U-Know Yunho e Max Changmin, sempre prodotti in Giappone dalla Avex. Questo ha scatenato le ire di molti, perché i fans non vedono di buon occhio che i due ragazzi usino ancora il nome Tohoshinki nonostante siano rimasti in due, altri invece sono stati sollevati di vedere che no, nessuno dei due è stato ingoiato da un buco nero mentre faceva la spesa.

Il singolo uscirà in due versioni (tre, contando quella esclusiva per il Bigeast, il fanclub ufficiale giapponese) il 26 gennaio 2011 e… staremo a vedere. Un po’ siamo curiose, perché Yunho e Changmin sono sempre stati, rispettivamente, una delle voci più basse e la voce più alta del gruppo originale. Potrebbe uscire qualcosa di interessante.

Questo è quanto. Rendetevi conto della lunghezza dell’articolo e ora piangete con noi, visto che abbiamo volutamente tralasciato diversi punti che avrebbero solo allungato e complicato ancora di più questa storia di cui non vediamo – al momento – il lieto fine.

Concludo da brava fan (di tutti, Tohoshinki, JYJ e vedremo con gli altri due) con un ormai inflazionatissimo always keep the faith (sì, i tatuaggi sono veri).

In principio fu BoA…

In principio fu BoA (click!). Il successo che l’allora enfant prodige ebbe in Giappone fu talmente eccezionale che alcune persone ancora oggi si dimenticano, spesso e volentieri, che la bella reginetta del jpop in realtà è tutto tranne che giapponese… a volte, probabilmente, ha rischiato di dimenticarsene pure lei.

Poi è stata la volta di quella che forse è la boyband asiatica più celebre di tutti i tempi (non per niente detiene – o deteneva? – il record mondiale per il numero di iscritti al fanclub ufficiale): i Tohoshinki (click!). Dopo un inizio travagliato nel mercato giapponese, sono esplosi come uno dei più grandi successi commerciali degli ultimi anni.

Poco tempo dopo, ha fatto la sua comparsa uno dei gruppi forse più caratteristici del genere kpop, quei Big Bang (click!) che subito hanno dimostrato di sapersi muovere bene tanto nell’hip-hop quanto nelle ballad.

Ma la cosiddetta Korean wave, l’ondata di artisti coreani in Giappone, non sembra volersi arrestare. Anzi! Dopo alcune sporadiche apparizioni di gruppi quali i Super Junior (click! – e in tutto questo non so quante persone abbiano il coraggio di ricordare – senza imbarazzarsi – la versione giapponese di Rokkugo! dei Super Junior T, click!), dopo lo scioglimento dei Tohoshinki, dopo la nascita di JYJ (Junsu – Yuchun – Jejungclick! – tra l’altro, approfitto della parentesi, pare che verranno in Inghilterra, Germania e Francia in tempi brevissimi, l’ha annunciato Xiah Junsu alla fine del concerto a Bangkok un paio di giorni fa… ma ovviamente aspettiamo notizie ufficiali) e dopo un sacco di altre cose… è finalmente arrivato il momento delle ragazze.

Se fossimo in Giappone adesso e fossimo interessate alla musica dei gruppi pop femminili, sicuramente non potremmo evitare di ascoltare le KARA (click!) e le Shoujo Jidai (click! – quelle che in Corea sono le So Nyeo Shi Dae, o più semplicemente Girls’ Generation… che avessero paura di veder storpiato il loro nome dalla PERFETTA pronuncia inglese dei giapponesi? Stelle, come biasimarle). Non solo questi due gruppi (anzi tre, includiamo anche le 4Minute, click!) hanno scalato/stanno scalando tutte le classifiche possibili e immaginabili, ma non hanno nemmeno faticato anni per arrivarci! Tanto di cappello, no?

…no, perché ovviamente c’è sempre chi ha qualcosa da ridire. Meglio così, o non starei nemmeno scrivendo quest’articolo, in effetti…

In questo caso i “problemi” sono tre:

1) Perché, quasi sempre, vengono tradotte canzoni già esistenti in coreano e non se ne producono di originali per il debutto in Giappone?

Questa, a essere sinceri, è una buona domanda. Forse perché costa meno e, in caso di flop, si può tornare a casa tra le braccia delle migliaia di fans che hanno amato la versione coreana? O forse perché, almeno in un primo momento, si cerca di fare presa sui fans giapponesi che già seguono il kpop?
A questo proposito, molti dei detrattori di questi artisti coreani reinventatisi giapponesi, li accusano di non portare niente di nuovo e pregevole alla musica jpop, ma addirittura di abbassarne il livello con il loro utilizzo di musica “riciclata”.
Ognuno, ovviamente, la pensi come vuole.

2) Perché ci sono versi in coreano nelle versioni giapponesi?

Questo è curioso, ma è effettivamente vero. I motivi sembrano essere due: da una parte sembra serva a tenere buoni i fans giapponesi del kpop, contrari all’esportazione dei loro beniamini all’estero, specialmente se questo significa sentirli cantare in una lingua diversa dal coreano.
Dall’altra, pare sia per venire incontro all’interesse che i giapponesi stanno sviluppando nei confronti del kpop e della cultura coreana in generale. Inoltre, sembra che i giapponesi trovino “moderna” l’aggiunta di parole o frasi coreane nelle canzoni giapponesi… sarà.

3) Perché non avviene il contrario? Cioè… perché i gruppi giapponesi non debuttano quasi mai in Corea ma si limitano a fare concerti e/o apparizioni televisive?

La risposta ci sembra francamente ovvia… perché non conviene. Il mercato musicale giapponese è il secondo al mondo dopo quello americano. Quello coreano è, come dire… minuscolo a confronto? Gli artisti giapponesi, che comunque hanno dimostrato negli anni di non dimenticare i loro fans in Corea, non hanno alcun interesse nel debuttare in un mercato così piccolo, mentre gli artisti coreani hanno tutto da guadagnare da un eventuale successo in Giappone.

A noi gli artisti coreani in Giappone non disturbano minimamente, spesso ci piacciono anche, speriamo solo che non si portino dietro quelle belve assatanate che sono gran parte delle loro fans in patria…

Matsuura, Hamasaki e Tohoshinki: la Saga di Twitter

Prima che per gli artisti coreani diventasse una norma quella di debuttare in Giappone (si preparano nuovi arrivi, se a qualcuno interessa… se non sbaglio le KARA stanno preparando qualcosa per agosto), c’è stato un gruppo che è entrato in sordina nel secondo mercato del mondo e ha fatto gavetta per diversi mesi prima di esplodere come il più grande fenomeno coreano dopo la bella BoA… e superando anche la collega.

Ovviamente sto parlando dei Tohoshinki. O DBSK. O TVXQ. O TVfXQ. O THSK. Quello che è, avete capito.

Tutti sappiamo la fine che ha fatto il gruppo, ma non è di questo che ho intenzione di parlare… insomma, è roba vecchia!


I Tohoshinki in Giappone sono (erano?) prodotti dalla famosissima Avex Entertainment e dal suo presidente, Matsuura Masato, il quale ha avuto la pessima idea di scrivere sul suo Twitter la seguente frase: “Vederli tornare insieme è il mio desiderio, ma rimanere separati è la loro volontà.

Non l’avesse mai fatto!

Le fans dei Tohoshinki, notoriamente docili come mamme cinghiali che vedono i loro cuccioli in pericolo, si sono scatenate, intasando il twitter di Matsuura-san con simpatici messaggi di auguri del tipo “Non parlare come se tu sapessi tutto“, “Smetti di twittare!“, “Non sai quanto le tue parole ci facciano soffrire?” e variazioni sul tema.

Matsuura-san ha risposto, senza scomporsi: “Preferite che menta sull’argomento?“, seguito da altri simpatici commenti solidali dalle fans del gruppo.

La faccenda è andata così avanti che persino la superstar Ayumi Hamasaki si è sentita in dovere di intervenire, sul suo twitter, in difesa del suo produttore: “Per favore smettetela di proiettare la vostra rabbia e la vostra tristezza solo su Masa (Matsuura). Per la posizione che occupa, è venuto a conoscenza di cose che non voleva nemmeno sapere. Lui non è esattamente come voi (fans)? Non si è arreso, anche dopo tutta questa sofferenza.


Le fans dei TVXQ sono in buona parte delle pazze scatenate, e per aver scomodato l’impegnatissima Hamasaki su una questione del genere, significa che anche ai piani alti si stanno stufando di loro… non dei Tohoshinki, eh? Povere stelle, loro sono bravi, buoni e belli. Sono le loro fans che avrebbero bisogno di darsi una calmata e cercare di capire che non tutto il mondo ruota attorno a loro.

Nessuno guarda il drama? Paga gli spettatori!

Hallyu wave: ebbene sì, se pensavate che avremmo risparmiato l’onda coreana dai nostri pettegolezzi, vi sbagliavate di grosso!
Ragazzi, sentiamo i fischi fin da qui… eddai, lasciamo da parte la guerra tra fandom? No? Come dite? Vi piace l’idea di avere qualcuno con cui prendercela quando scopriamo che i CD coreani costano meno della metà di quelli giapponesi? Non avete mica tutti i torti…

Ma comunque… lasciamo risse e azzuffate nelle hate meme del jpop, almeno per il momento.

Provate a pensare a cosa fareste per convincere il pubblico a guardare il vostro drama coreano che, in onda sulla tv giapponese dopo fior fiore di promozione, sta fallendo miseramente.

Se la vostra risposta è “naturalmente offrirei soldi agli spettatori, che domande!” siete in perfetta sintonia con la TBS, che sta trasmettendo in questo periodo il drama-fenomeno coreano “IRIS“.

Ebbene sì, la produzione, per cercare di aumentare i bassi rating ottenuti dal drama in Giappone, ha inserito un codice leggibile con il cellulare all’inizio di ogni episodio. La brava casalinga (perché sappiamo tutti che le casalinghe giapponesi sono le fan più accanite di Lee Byung Hun e dei lunghissimi drama coreani in generale), possono così accumulare punti per vincere qualcosa come 5 milioni di yen… non stiamo scherzando, no.

Qualcuno ha anche provato a chiedersi il perché di rating così bassi.

Che sia perché hanno cambiato il doppiatore di Lee Byung Hun, a cui è stata data la voce di Tatsuya Fujiwara (presente Battle Royale o Death Note? ecco, il protagonista di entrambi) anche se non è il suo solito doppiatore?
Che sia perché gli episodi, in Corea di 70 minuti, sono stati ridotti ai 45 soliti dei drama giapponesi?
Che sia perché i fans di Lee Byung Hun, TOP e tizi vari hanno già visto il drama in altri modi?
Che sia perché l’ondata coreana sta un po’ stufando i giapponesi?

Non lo sappiamo. Così come non sappiamo se lo stratagemma del codicillo in apertura funzionerà.
Quel che è certo è che la sigla giapponese del drama, “Tell me goodbye” dei Big Bang è una figata notevole. Punto.