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Del Gran Signore di tutte le molestie sessuali, ed altri fattacci

Per non perdere le buone vecchie abitudini del rimanere aggiornati su cosa accade nel patinato mondo di idol, attori ed attrici asiatici mentre noi stiamo qua a farci le unghie (e spesso e volentieri a mangiarcele a causa loro), abbiamo pensato di rimandare ancora di qualche giorno la carrellata dei migliori pettegolezzi del 2010 per uno sguardo sull’attualità.
E di cose in questi giorni ne sono successe, quindi ci duole mettere da parte la discorsività, ma ci tocca, d’altra parte, fare un po’ di ordine nelle vite di questi fanciulli e procedere per punti.

Se per i giapponesi vestire i panni di più o meno conosciuti eroi dei fumetti (dei loro fumetti, i manga) è ormai nel DNA, quando è un fumetto a chiedere in prestito i loro panni, la cosa si fa più interessante.
YOSHIKI, il celebre membro e co-fondatore della band Visual Kei per eccellenza, X Japan, è apparso infatti in compagnia niente di meno che di Stan Lee, il creatore di supereroi del calibro di Spiderman, i Fantastici Quattro e Iron Man, alla sessantottesima edizione dei Golden Globe Awards, a Beverly Hills. I due, infatti, sembrano essere diventati molto amici grazie alla collaborazione annunciata non poco tempo fa: Stan Lee creerà, su modello di YOSHIKI stesso, un supereroe del mondo della musica a fumetti. Il fumetto verrà in seguito tradotto in moltissime lingue (compresa la nostra, con ogni probabilità) ed adattato a serie animata. E, come ogni supereroe che si rispetti, speriamo che non ci faccia attendere a lungo per un film.

Passando alla nostra agenzia preferita di esseri mitologici metà uomo e metà glitter (visto che la definizione vi è piaciuta), dobbiamo purtroppo dare una cattiva notizia a tutte le fans degli Arashi: con il trentesimo compleanno del loro leader e membro più vecchio Satoshi Ohno, l’intero gruppo è da considerare ufficialmente fuori dalle riviste di idol quali Potato, Wink Up e Duet, e d’ora in avanti appariranno solo con interviste ed articoli individuali (questo mese, in particolare, appariranno solamente un’intervista a Masaki Aiba e un articolo sul film di prossima uscita di Kazunari Ninomiya). Questa è un’altra, per chi le chiedeva, delle poche regole note della Johnny & Associates: non appena un gruppo raggiunge la soglia dei 30, deve “diplomarsi” dalle riviste sopra citate, per lasciar posto ai sempre più numerosi gruppi di giovincelli. Così accadde ai KinKi Kids e così anche ai 20th Century (il sottogruppo dei tre più grandi) dei V6: “La regola non scritta non è così rigida, in realtà“, rassicura però uno degli editori di questo genere di magazine, “semplicemente non è più un appuntamento fisso nei loro impegni, ma in caso tutti e cinque fossero liberi nello stesso momento, continueremo a pubblicare servizi fotografici di gruppo“. Certo, se il problema è solo trovarli liberi tutti e cinque nello stesso momento, allora sarà proprio un gioco da ragazzi.

Per esaurire in fretta la parte informativa di questo articolo (ed arrivare alla parte spettegolona, concedetemi il termine), non ci resta che fare un piccolo appunto su un caso di plagio di cui avevamo parlato tempo fa: vi ricordate delle Vocaloid? E chi se ne dimentica, direte voi. E vi ricordate di quella canzone dei KAT-TUN che assomigliava pericolosamente, guarda un po’, proprio ad una delle Vocaloid uscita poco tempo prima? Be’, i produttori della canzone dei KAT-TUN, “NEVER x OVER ~ 「-」IS YOUR PART”, hanno ammesso le influenze della canzone della vocaloid LUKA MEGURINE, ed hanno pubblicamente chiesto scusa ai seguaci di entrambi gli artisti. Il creatore della canzone della Vocaloid, AVTechNO!, che aveva lanciato l’allarme plagio qualche settimana fa, ha lasciato un breve messaggio delle proprie più sentite e sincere scuse ai KAT-TUN stessi ed ai loro fans, specificando che ovviamente la colpa di quanto successo non fosse in alcun modo da attribuire ai ragazzi, ed augurando loro ogni bene per il futuro. I maligni dicono che abbia ricevuto un sacco di soldi per questa sviolinata. Noi non diciamo niente, ma si sa come funziona la Johnny & Associates, no? Meglio insabbiare la cattiva pubblicità.

Il premio per il pettegolezzo più idiota della settimana va senza dubbio al Gran Signore di tutte le Molestie Sessuali, un certo M di una certa agenzia J che si occupa solo di idol uomini. Sì, quando le riviste scandalistiche cercano di nascondere i reali protagonisti dei loro scoop per non avere danni legali di alcun genere, ci riescono veramente male.
E chiarito che si tratti proprio della Johnny & Associates, cosa ha fatto questo povero signor M per meritarsi un titolo così altisonante?
Be’, a quanto pare, è andato in giro lamentandosi di non essere abbastanza popolare con signore e signorine. Il ragazzo – o, per meglio dire, l’uomo, dato che l’articolo mette in chiaro più volte che si tratti ormai di un veterano dell’agenzia – non attrae le donne, non l’ha mai fatto e, arrivati a questo punto della sua carriera, secondo i nostri simpatici articolisti, ha ben poche probabilità di farlo. Come si passi dal lamentarsi della propria sfigataggine all’essere un Gran Signore di tutte le Molestie Sessuali non è del tutto chiaro, ma pare addirittura che le continue lamentele ed il comportamento del povero M stiano cominciando ad attirare l’antipatia di alcuni colleghi della stessa agenzia: un tale A – che le illazioni delle lettrici identificano in Akanishi Jin, Aiba Masaki degli Arashi, Arioka Daiki degli Hey!Say!JUMP, o, persino, gli Arashi al completo –  pare che lo disprezzi e l’abbia ignorato pubblicamente, proprio a causa di questo suo comportamento. “Certo“, commenta il popolare stilista X al Friday, la rivista scandalistica che ha pubblicato questa perla, “se l’agenzia conta nelle sue fila artisti di questo genere, sarà sempre più difficile ottenere lavoro per alcuni di loro“.
Ma a questo punto, chi è questo M, ormai veterano dell’agenzia, che proprio non riesce a piacere alle donne – e pubblicamente se ne lamenta, guadagnandosi questo simpatico titolo?
Le lettrici accanite del Friday non se lo sono, ovviamente, lasciato dire due volte, ed hanno cominciato una vera e propria caccia al Porco per riuscire a scoprire il nome del fortunato vincitore.
E se il primo nome che è venuto in mente è stato quello del famoso solista Masahiko Kondo – conosciuto in patria come Matchy, 46 anni e quasi altrettanti all’attivo di carriera, non esattamente noto per il suo carattere affabile ed aperto – di certo non è il solo.
Nella lista dei veterani – da loro intesi come chiunque abbia già debuttato, ci pare di capire – appaiono infatti in ordine d’età tutta una serie di nomi, tra cui molti che di sicuro non hanno problemi di popolarità nel mondo delle fanciulle: vanno dall’affascinante Masahiro Matsuoka (batterista dei TOKIO, 34 anni), a Go Morita e Ken Miyake (V6, entrambi 31 anni), Jun Matsumoto (Arashi, 27 anni), Shingo Murakami e Ryuhei Maruyama (Kanjani8, rispettivamente 28 e 27 anni), sino ad assai meno veterani come Takahisa Masuda (NEWS, 24 anni) ed addirittura il piccolo Ryutaro Morimoto (Hey!Say!JUMP, solamente 15 anni).
La sottoscritta ovviamente punta l’accusatorio indice contro il piccolo Ryutaro e la sua faccina da bravo bambino che chissà cosa nasconde, oppure Tatsuki Muro dei VETERAN, altrimenti detto quello altissimo e non proprio bello dei Kansai Junior’s. Ma mi rimetto al vostro giudizio.

L’esercito dei dodici pettegolezzi – prima parte

Vi siete già lasciati alle spalle il 2010 senza rancori, con i consigli del buon vecchio Paolo Fox e soprattutto una giusta innaffiata di spumante?
E allora quale modo migliore di festeggiare l’anno appena finito di andare a pescare tutti i pettegolezzi che, mese per mese, hanno infuocato i tabloid nel nostro amato Giappone?
Ebbene sì, se nel Paese del Sol Levante le notizie sono tante e troppe e costanti, può sempre capitare che ce ne sfugga più di qualcuna, e abbiamo deciso di rimediare a questa imperdonabile mancanza andando a recuperare i migliori di ogni mese dell’anno della Tigre, il 2010, prima di saltare direttamente ai pettegolezzi dell’anno della Lepre.

E andando indietro nel tempo di un anno esatto, il Gennaio del 2010 in area gossip gravitava più che altro intorno all’inizio delle attività di solista di Jin Akanishi, dell’uscita del suo film BANDAGE e delle sue, di uscite, in giro per locali con belle straniere attaccate alle sue braccia. E se la giovanissima ed inglesissima star di MySpace Beckii Cruel, da pochissimo sbarcata in Giappone, faceva del suo meglio per attirarsi quante più antipatie nel fandom occidentale, i giornalisti scandalistici del posto non avevano davvero tempo per stare dietro a lei, troppo occupati a seguire i sempre più numerosi scandali sessuali degli Arashi.
Risale a Gennaio, infatti, il presunto appuntamento romantico di Kazunari Ninomiya degli Arashi e la bella attrice Asami Mizukawa, stati visti insieme in un locale di Shibuya in atteggiamenti amichevoli e sin troppo intimi, anche per due persone che, come loro, si conoscono ormai da più di dieci anni. Un semplice appuntamento tra un Johnny’s ed un’attrice televisiva non avrebbe dovuto creare tanto scalpore, giusto? Dopotutto, sono un po’ come il nostro binomio velina-calciatore. Eppure, a creare scandalo non fu solo l’amicizia che lega tutt’ora la ragazza alla collega Masami Nagasawa, più volte tacciata di essere la fidanzatina storica del buon Nino, che pare avesse anche tenuto nascosta la loro relazione sino a quando la fanciulla non ha raggiunto la maggiore età. Infatti, la bella Asami non è solo amica di vecchia data di Ninomiya, ma conta sul suo curriculum una serie di flirt con svariati Arashi: se con Sho Sakurai si parlava solamente di qualche appuntamento finito in tarda notte dentro un taxi scomparso nel nulla, con Masaki Aiba pare si trattasse addirittura di una relazione stabile che durava da almeno tre anni di andirivieni dall’appartamento del Johnny’s. Insomma, Arashi cari, sappiamo che siete amici e vi volete bene e che in tour vi scambiate i calzini senza fare una piega, ma adesso vi fate anche girare la fidanzata come se fosse una canna?

A Febbraio, tra attori ed attrici che immancabilmente hanno il loro incidente automobilistico settimanale – perché si sa, la gente famosa in Giappone sembra prendere la patente per corrispondenza – e le solite brutte notizie per la scena Visual Kei, sono sempre gli idols della Johnny & Associates che fanno parlare di loro.
Forse il più esilarante riguarda il Johnny’s Junior ed ormai famosissimo attore Toma Ikuta, che si trova a rivelare le proprie fantasie nascoste (qui da noi si chiamano sogni erotici, in effetti) sull’amico e collega Tomohisa Yamashita: durante un’intervista, infatti, ammette di sognare spesso ad occhi aperti una straziante scena da drama in cui il proprio corpo ferito ed esangue viene portato in salvo tra le braccia di un aitante YamaPi in versione medico del drama Code Blue. Quando nella sua testolina l’atmosfera si fa tesa e teme di non riuscire a salvarsi, a Toma non resta altro che stringere le mani agli abiti di Yamashita, urlando un laconico quanto disperato “Dottore, mi salvi!“. Lui ci giura che la sua fantasia si interrompe proprio lì, ma, non contento, nella stessa intervista racconta del suo viaggio in Thailandia insieme a Subaru Shibutani dei Kanjani8, e della singolare esperienza che li ha visti, a causa di due rospi che li hanno terrorizzati (non c’è bisogno di commentare), farsi una romantica doccia calda insieme, ed addormentarsi sulle note della stessa canzone, dividendosi gli auricolari da bravi… qualunque cosa fossero.
Insomma, noi ce la mettiamo anche tutta a cercare dei pettegolezzi normali con ragazze normali in situazioni normali… ma c’è chi proprio non ne vuole sapere.

E a Marzo, con l’avvicinarsi della primavera, chiunque si aspetterebbe di vedere l’amore che fiorisce ad ogni angolo di strada. Assurdamente, però, nell’anno passato sembra essere stato un mese scarsamente fruttuoso per gli scandali nell’Entertainment giapponese. Basti pensare che lo scandalo peggiore trattava degli attori Sousuke Takaoka (che aveva interpretato il bel Tomochika  Wakana in ROOKIES) e Aoi Miyazaki (Nana Komatsu in Nana) beccati a flirtare in un ristorante. L’assurdità del pettegolezzo sta, in effetti, proprio nel fatto che abbia fatto scalpore: i due sono infatti felicemente sposati dal 2008. Pare però che l’agenzia della fanciulla, la Hirata Office, abbia improvvisamente deciso che evidentemente Takaoka non fosse l’uomo adatto per l’immagine di purezza e innocenza dell’attrice. Dopo numerosi gossip su tradimenti e addirittura violenza domestica dichiaratamente mirati a screditare l’immagine dell’attore, i due ragazzi hanno insistito nell’apparire in pubblico dimostrando ampiamente quanto vadano d’amore e d’accordo, imboccandosi a vicenda e facendosi le fusa. Insomma, alla dolce e innocente Aoi piacciono i cattivi ragazzi. E ha tutta la mia simpatia.

Con l’arrivo della bella stagione, finalmente le cose sembrano tornare alla normalità: i nostri beniamini, sentendosi al sicuro dietro provvidenziali mascherine anti-polline, ad Aprile escono dal letargo e cominciano di nuovo a gironzolare per la città, disseminando scandali un po’ ovunque passino. Da un lato, c’è la nostra amica (so già cosa direte) Keiko Kitagawa che si lamenta della scarsa importanza dei ruoli che le vengono assegnati nei drama, in particolare quando è al fianco di un popò d’uomo del calibro di Takuya Kimura, dall’altro c’è il divorzio di Erika Sawajiri e i successivi gossip riguardanti la sua libertina vita sentimentale, che la proclameranno ufficialmente Uwasa Queen per tutto l’anno a venire.
Noi, però, preferiamo soffermarci più a lungo sul nuovo membro ad honorem della Truppa Akanishi, niente meno che Kim Jaejoong, all’epoca da poco orfano di due Tohoshinki. Niente strane paparazzate in locali gay o per strada con compagnie poco raccomandabili, questa volta: l’amicizia è stata dichiarata dai ragazzi stessi, in particolare da Tomohisa Yamashita e Junpei Mizobata. Pochissimi giorni dopo la dichiarazione d’amicizia, Jaejoong e Yamapi si sono presentati insieme ad una festa in onore di Lady Gaga, emozionati come due tredicenni al loro primo concerto dei Backstreet Boys, e dopo la festa, si sono riuniti a Junpei e il resto della truppa per parlare tutta la notte del vestito di Lady Gaga. Niente che non ci aspettassimo, insomma, ma fa sempre piacere saperlo.

Con l’arrivo di Maggio, le cose in Giappone sembrano tornare alla normalità. Frequenti uscite della truppa (Jaejoong incluso) a mangiare in qualche ristorante di ramen, otaku muniti di pc e connessione a banda larga che tentano un colpo di stato per impedire alle povere KARA di debuttare nel loro Paese, la dolce Maki Horikita che si sente sola (forse la cara Meisa Kuroki lavorava un po’ troppo e la stava trascurando?) e chiede a gran voce un fidanzato.
Tocca però questa volta soffermarsi su due pettegolezzi, che guarda caso (e stavolta è un caso per davvero) riguardano due amici: da un lato Jun Matsumoto degli Arashi che sembra comportarsi in modo sospetto con la bella Kou Shibasaki, portandosela poi a casa a fine insospettabile serata con gli amici; e dall’altro l’amico Ryo Nishikido, che come al solito fa parlare di sé comportandosi da maschio alpha come al solito suo. Infatti, pare che dopo una delle sue ormai celebri serate in giro per Roppongi, il buon (mentiamo) Ryo sia riuscito a caricarsi sul taxi con sé un’ignara fanciulla, con la poco credibile scusa di accompagnarla a casa. Pare che alla fatidica domanda “Vieni a casa mia?“, il Nishikido nazionale non si aspettasse assolutamente un rifiuto, e, una volta ricevuto, si sia alterato non poco, facendo fermare il taxi in mezzo alla strada e nel cuore della notte, ordinando alla ragazza di scendere immediatamente, dato che aveva osato rifiutare un invito del Sexy Osaka Man. A mio modesto parere, la cosa bizzarra non è il rifiuto in sé, quanto più il fatto che la ragazza avesse davvero creduto che uno come il Nishikido potesse accompagnarla a casa per pura bontà d’animo. Beata innocenza.

Gli articoli sui rotocalchi giapponesi di Giugno non potevano che gravitare continuamente intorno ai pettegolezzi sulla possibilità di una carriera da solista di Jin Akanishi. E mentre lui era diviso tra Giappone e Stati Uniti a concedere interviste in cui assicurava che no, per l’amor del cielo no, non avrebbe mai abbandonato i KAT-TUN definitivamente (mentiroso, Fernandez, mentiroso!), in patria gli amici smettono di buttare fuori dall’auto le ragazze (si parla di Ryo Nishikido ancora una volta, ovviamente) e cominciano finalmente ad uscire con la modella che incarnava il loro sogno erotico da quando erano impuberi, ovvero Lena Fuji. E fortuna vuole che l’attenzione fosse in gran parte attratta dal debutto della unit dei tre Tohoshinki superstiti, i JYJ (Junsu, Yuchun e Jejung, scritti alla giapponese), perché altri fanciulli della Johnny & Associates non si stavano comportando esattamente come sarebbe loro convenuto.
Junichi Okada dei V6, infatti, dopo aver messo fine alla tormentata storia con l’attrice Yu Aoi (la protagonista di Osen e della versione cinematografica di Honey & Clover, Hachimitsu to Kuroba), non ha atteso molto prima di trovarsi una nuova fidanzatina, come da prassi più giovane di lui, a cui ha immediatamente messo le chiavi del proprio appartamento in mano, lasciandola libera di entrare ed uscire come più preferiva, facendosi ovviamente beccare da numerosi paparazzi.

Per non bombardarvi la mente con troppi pettegolezzi, la seconda metà dell’anno arriverà tra qualche giorno, per lasciarvi il tempo di godervi per bene questi. Colgo l’occasione di fare un po’ di sana pubblicità occulta e ricordarvi il Give Away sulla nostra pagina di Facebook, che rimarrà aperto sino al 20 Gennaio, quindi, se siete iscritte e siete nostre fan, andate a lasciare qualche commentino, che ci sono alcune cose carine in palio!
Se non siete su Facebook non disperate, stiamo già pensando ad una soluzione per il prossimo Give Away, intanto continuate a seguirci e a seguire anche i nostri Podcast, suggerendoci nuovi temi e rendendoci felici come già state ampiamente facendo!
Vi lascio qui, con la curiosità di sapere il prossimo pettegolezzo gay di Toma Ikuta e quant’altro possa essere sfuggito ai nostri occhi nell’anno appena finito.

Always keep the faith… o no?

Non di solo gossip vivono le vipere… ogni tanto, infatti, colpisce anche noi il desiderio di mettere da parte cattiverie e pettegolezzi per fornire qualche informazione un po’ più seria. Poi magari a voi non interessa minimamente… oh beh, può essere un buon motivo per lasciarci un commentino qui sotto! *pubblicità occulta*

Credo che tutti, bene o male, abbiate sentito parlare dei Tohoshinki e siate a conoscenza, per lo meno a grandi linee, delle disavventure legali che li hanno portati ad un (momentaneo?) scioglimento. Quello che cercherò di fare è mettere chiarezza in tutta questa situazione che, francamente, ha lasciato più di una persona a sbattere la testa contro un muro per la confusione.
Tutto comincia il 31 luglio 2009 quando tre membri dei TVXQ (nello specifico, Jaejoong, Junsu e Yoochun) fanno causa alla loro storica casa di produzione in Corea, la SM Entertaiment. Il motivo dei dissapori tra gli artisti e la casa non è mai stato chiarito del tutto, perché ovviamente ognuno ha sempre dato solo la sua versione dei fatti. Secondo i tre ragazzi, il problema era il contratto che li legava alla SME; questo contratto, firmato all’epoca del debutto, avrebbe avuto una durata di ben tredici anni, non avrebbe garantito sufficienti introiti agli artisti (la percentuale maggiore sarebbe andata, e questo è un dato di fatto, nelle capienti casse della casa discografica) e interromperlo sarebbe costato loro il doppio di quanto avrebbero guadagnato durante gli anni rimanenti prima della scadenza (…si è capito cosa intendevo dire? Non scherzavo quando dicevo che la situazione è più che complessa). Secondo la casa discografica, invece, i tre ragazzi sarebbero stati solo molto avidi e avrebbero cercato di interrompere un contratto perfettamente legale per perseguire i loro interessi economici.

La situazione è confusa e lo rimarrà per sempre, ma c’è da dire che il Tribunale di Seoul ha dato ragione a Jaejoong e compagnia (cito lui per anzianità, non si offendano gli altri due).

Naturalmente, come saprete, i TVXQ non erano attivi solo in Corea, ma avevano (hanno) una fanbase enorme anche in Giappone, grazie alla produzione di quella che forse è la più grande casa discografica nipponica, la Avex Entertainment.
Ad aprile 2010 è proprio la Avex ad annunciare la sospensione di tutte le attività dei Tohoshinki in Giappone per permettere a tutti i membri di seguire personali strade da solisti. Questo in realtà non accadrà mai (o meglio, Xiah Junsu farà uscire un singolo da solista e Hero Jaejoong reciterà nel drama Sunao ni Narenakute, ma niente più di questo) perché, poco più di un mese dopo, è di nuovo la Avex a farsi portavoce dei ragazzi e ad annunciare la formazione di un nuovo gruppo, JYJ (dalle iniziali dei componenti, Junsu – Yuchun – Jejung, sì, scritti alla giapponese). La nuova boyband, che probabilmente all’inizio è nata solo in occasione di alcuni eventi live come l’A-Nation, viene prodotta dalla Rhythm Zone, una casa discografica che fa sempre parte del gruppo Avex.

Nonostante un’iniziale diffidenza, soprattutto da parte dei fans che vedono JYJ come un ulteriore ostacolo a una possibile – ma al momento non probabile – riunione dei Tohoshinki, il primo singolo della nuova band, The…, e il DVD del loro primo live debuttano entrambi al primo posto delle rispettive Oricon Charts, dimostrando che, uniti o separati, la fama dei Tohoshinki in Giappone è ormai più che consolidata.

Chi pensava che le cose si fossero sistemate ha fatto i conti senza l’oste.

A settembre 2010, la Avex annuncia la sospensione di tutte le attività di JYJ in Giappone, a causa dei legami che intercorrono tra la loro casa discografica coreana, la C-JeS Entertainment, e associazioni mafiose. Niente da dire, fanciulli, i vostri manager li scegliete proprio con i piedi…

Comunque le cose sembrano sistemarsi e il gruppo pubblica il primo album completamente in lingua inglese , The Beginning, forti della collaborazione con il ben più famoso – oltreoceano, chiaramente – Kanye West. Vanno anche in tour, naturalmente, sbarcando con successo negli Stati Uniti, nello specifico a New York, dove radunano un buon numero di fans. Voci non-tanto-di-corridoio dicono che potrebbero presto venire in Europa… e con voci intendo che Junsu l’ha annunciato alla fine di un concerto a Bangkok, ma si sa, il ragazzo non è mai stato troppo sveglio… (e lo dico con affetto, sia chiaro).

…ma in questa bella storia manca qualcosa: e gli altri due? Yunho e Changmin sono forse rimasti a casa a fare la maglia?

Beh… quasi, in realtà. Di sicuro musicalmente sono spariti del tutto. Non un lavoro da solisti, non un singolo, non un tubo di niente.

Fino ad ora.

Il 23 novembre scorso, la SM Entertainment ha annunciato che i TVXQ torneranno agli inizi del 2011 con un nuovo singolo e due soli membri, per l’appunto U-Know Yunho e Max Changmin, sempre prodotti in Giappone dalla Avex. Questo ha scatenato le ire di molti, perché i fans non vedono di buon occhio che i due ragazzi usino ancora il nome Tohoshinki nonostante siano rimasti in due, altri invece sono stati sollevati di vedere che no, nessuno dei due è stato ingoiato da un buco nero mentre faceva la spesa.

Il singolo uscirà in due versioni (tre, contando quella esclusiva per il Bigeast, il fanclub ufficiale giapponese) il 26 gennaio 2011 e… staremo a vedere. Un po’ siamo curiose, perché Yunho e Changmin sono sempre stati, rispettivamente, una delle voci più basse e la voce più alta del gruppo originale. Potrebbe uscire qualcosa di interessante.

Questo è quanto. Rendetevi conto della lunghezza dell’articolo e ora piangete con noi, visto che abbiamo volutamente tralasciato diversi punti che avrebbero solo allungato e complicato ancora di più questa storia di cui non vediamo – al momento – il lieto fine.

Concludo da brava fan (di tutti, Tohoshinki, JYJ e vedremo con gli altri due) con un ormai inflazionatissimo always keep the faith (sì, i tatuaggi sono veri).

Non ti fidar di una melanzana a mezzanotte…

Jin Akanishi – in arte Gene Ackeneeshe, da quando è sbarcato in America e non trova un povero cristo che riesca a pronunciare il suo nome come Dio comanda – ha davvero fatto strike, questa volta, e persino contro ogni aspettativa.

Chi credeva che le tre date a Los Angeles dell’acclamatissimo – in patria – You&Jin sarebbero state un fiasco, ora, alzi la mano.
Ed invece, il nostro caro King of Eggplant (per la curiosa dichiarazione di quanto il proprio fratellino dei piani bassi abbia la forma e le preoccupanti dimensioni di una melanzana) è riuscito a sbaragliare ogni previsione, con un sold out ed un pubblico esaltato composto da un solo 20% di giapponesi (ancora contrariamente a quanto annunciato prima dello show vero e proprio).

Che i KAT-TUN non fossero proprio personcine normali ed esattamente in linea con la politica tutta mamma e lavoro della Johnny & Associates ce ne eravamo accorti ormai tutti, da quando si sono presentati sul palco sfumazzando erba pipa e tracannando rhum, per non parlare dei senza dubbio esilaranti scandali e pettegolezzi in cui sono costantemente coinvolti (apparizioni in gay bar, risse da ubriachi con tassisti, storie d’amore con transessuali, e chi più ne ha più ne metta).

La loro A non vuole di certo essere da meno nemmeno quando non si trova in patria, ed ha offerto uno show in tutto e per tutto simile a quelli tenuti a Tokyo in Febbraio nel Nissei Theater, ma con alcune sostanziali differenze.
Dalla pausa di quindici minuti (altrimenti detta da mister Akanishi stesso “I need a break, I need a drink, get drunk, everybody, go get drunk!”) in cui si è presentato al bar del club Nokia a sbevazzare vodka in mezzo alle fans ed ai loro fidanzati presi persino meglio di loro, ai drink stessi serviti al bar. Ebbene sì, è riuscito a personalizzare persino i drink, servendo cocktail particolari e decisamente evocativi (sì, dal nome, dal colore, dalla consistenza e persino dalla battuta di Jin stesso “no, preferisco non bere il mio stesso lovejuice, grazie, mi fa un po’ impressione”) come appunto il Lovejuice (Absolut Mango, Sprite e succo d’ananas), il Jin’s surprise (Tanqueray Gin, Tonic e pompelmo) e persino un analcolico per le ragazzine, School Girl Crush! (Sprite, succo d’arancia e granatina), sempre per la serie del cresci-bene-che-ne-riparliamo.
Tornando sul palco mezzo sbronzo, si è messo a ballare con un secchiello in equilibrio sulla testa, ha schivato le avances di uno dei suoi rappers e si è rimesso a cantare – e per fortuna, la sua voce non ha risentito dei cinque – cinque! Giuriamo – bicchierini di vodka buttati giù con un sorso di Lovejuice.

Il mini-tour è terminato quando il nostro eroe è riapparso sul palco con i capelli bagnati e la camicia aperta, annunciando cose che sicuramente nessuno avrà ascoltato, vedendolo mezzo nudo e bagnato – e come biasimarle, del resto.
Cosa? Un vero e proprio tour in U.S.A. che da settembre a ottobre toccherà ben sette città: Los Angeles, New York, Chicago, Las Vegas, San Francisco, Anaheim, e Houston.

Finiti gli annunci, ha presentato i ballerini ed il suo coro, salutando tutta la parte maschile dello staff con un’energica palpata alle parti basse. Mister Akanishi, da noi si sapeva che la toccatina di rito fosse prima dello spettacolo e soprattutto su se stessi, ma se la fortuna sembra girare, be’, chi si lamenta?