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Coreani venti di tempesta

Ve ne sarete accorti anche voi domenica sera, vi sarà bastato avere un qualsiasi account su un qualsiasi social network (Tumblr, Twitter, Facebook, Livejournal, just pick one!) o accendere la tv su MTV per venire a sapere che i vincitori del premio “Best Worldwide Act” agli MTV Europe Music Awards di quest’anno sono stati i Big Bang di coreana provenienza (QUI il video della premiazione). Se non ve ne siete accorti, o usate il pc solo per controllare l’ora, oppure siete distratti. Molto distratti. Occhio quando attraversate la strada. Oppure eravate al concerto dei JYJ in Germania quella sera, e ancora non vi siete ripresi.

I Big Bang ritirano il premio "Best Worldwide Act" agli MTV Europe Music Awards 2011.

Insomma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la vittoria dei Big Bang è l’ennesima prova che il fenomeno della cosiddetta Hallyu Wave (o Korean Wave) è reale e, sembrerebbe, tutt’altro che in discesa, anche fuori del territorio asiatico… senza tenere conto del fatto che sia ormai impossibile trovare una Oricon Chart settimanale dei singoli più venduti in Giappone senza la presenza di almeno uno/tre/settevirgolacinque artisti di derivazione coreana in classifica (solo la settimana scorsa c’erano i CNBLUE, le KARA e gli MBLAQ, questi ultimi in seconda posizione). Non solo! I palinsesti televisivi sono pieni di drama coreani importati e solo poche settimane fa abbiamo assistito a un’insolita inversione di tendenza quando la TBS ha mandato in onda Ikemen Desu Ne, remake giapponese del ben più famoso (e coreano) You’re Beautiful del 2009, per altro con rating medio del 10%, non male in mezzo al proliferare di percentuali inferiori al 3%. Ikemen Desu Ne ha anche visto un cameo del protagonista originale, Jang Geun Seuk, in uno degli episodi, come a dare un tacito e orgoglioso consenso… e già che c’era, farsi vedere ancora di più in giro in previsione del tour da solista che culminerà il 26 novembre al Tokyo Dome e i cui biglietti sono spariti in qualcosa tipo cinque minuti (no, non scherzo). O ancora, la presenza di Chansung (2PM) tra i protagonisti del drama di questa stagione Kaito Royale, con Matsuzaka Tori e Oomasa Aya, sempre sulla TBS.

La Hallyu Wave è un fenomeno presente da anni, e non si può negare che abbia portato a diversi risultati positivi: le iscrizioni ai corsi di coreano in tutto il mondo sono aumentate di quasi il 60% in appena un paio d’anni, così come il turismo in Corea del Sud (perché ricordiamoci sempre che stiamo parlando della Corea del Sud) ha subito considerevoli impennate. L’interesse che soprattutto i giovani hanno dimostrato nei confronti della cultura e della lingua coreane non può che essere guardato con un sorriso, perché tutto ciò che alimenta la cultura e allarga gli orizzonti delle persone è sempre ben accetto. Inoltre, le star coreane sono spesso, volutamente o meno, l’immagine della Corea in territorio straniero, e in questo senso possono aiutare a rinsaldare rapporti non sempre idilliaci.

Ma non sono tutte rose e fiori.

Negli ultimi mesi in Giappone si è vissuto un periodo di profonda e a tratti quasi violenta insofferenza nei confronti della Hallyu Wave, culminato in alcuni episodi piuttosto spiacevoli che hanno coinvolto personaggi di spicco (di una nazionalità e dell’altra), emittenti televisive e persino la famiglia imperiale!

Sono andata a ripescare gli avvenimenti più significativi che hanno segnato quest’estate, da luglio fino a ottobre. Ci tengo a specificare che questo è il risultato di una ricerca e non il mio parere personale sull’argomento (anche perché io, purtroppo, non vivo in Giappone, e la Hallyu Wave influenza la mia vita tanto quanto sapere che un’amica di mia madre ha appena comprato due tartarughe marine, per capirci).

Luglio 2011: l’attore Takaoka Sousuke pubblica sul suo account di Twitter alcuni pareri negativi del tutto personali sull’invasione di prodotti coreani in Giappone e questo porta al suo allontanamento dall’agenzia, la Stardust Promotion. Dopo un paio di mesi, e dopo essersi scusato almeno tre milioni di volte da bravo giapponese per aver espresso la sua opinione, apre una sua agenzia, la NO WHERE.

Proteste sotto la sede della FujiTV, agosto 2011.

Agosto 2011: in due giornate diverse, migliaia di persone (più di seimila) si radunano sotto la sede della FujiTV a Odaiba (Tokyo) per protestare contro la sovrabbondanza di drama e film coreani nei palinsesti nazionali. Seimila persone. Seimila. A qualcuno i drama coreani strappalacrime hanno proprio rovinato la digestione.

Ottobre 2011: e qui ci scateniamo… prima di tutto, si assiste a un’altra protesta alle porte della FujiTV, questa volta contro la partecipazione dell’attrice Kim Tae Hee al drama 99 Days With A Star. Kim Tae Hee, infatti, è considerata un personaggio “anti-giapponese”, in quanto in passato ha dichiarato che le isole Dokdo sono territorio coreano e non giapponese, arrivando a portare questa sua propaganda anche in un programma girato in Svizzera anni fa (anche se non ho idea di cosa freghi agli Svizzeri dell’appartenenza delle isole Dokdo a Giappone o Corea). QUI potete trovare un video del corteo.

Ma andiamo avanti. Le 2ne1, che sono forse il gruppo femminile coreano di maggior successo in assoluto in Giappone e nel mondo, vengono aspramente criticate all’uscita del PV del loro singolo “Hate You”, che viene interpretato come anti-giapponese. Il video (QUI), completamente animato, si apre con l’esplosione di un reattore nucleare (che a molti ha ricordato la tragedia di Fukushima) e si chiude con un mostro con un piccolo cerchio rosso sulla fronte bianca (che ad alcuni ha ricordato la bandiera giapponese). Il fatto che il mostro alla fine venga ucciso non ha aiutato il gruppo a togliersi quest’aura di antinipponismo scatenato dal video. E se mi permettete, inserire l’esplosione di un reattore nucleare è stata una mossa quanto meno indelicata.

Gako si esibisce su una canzone delle Shoujo Jidai.

La crescente insofferenza nei confronti della Hallyu Wave si è rivelata anche quando, sempre in ottobre, una delle nipoti dell’imperatore, la diciassettenne Gako, si è esibita ballando su “Oh!” delle Shoujo Jidai/Girls’ Generation a un festival scolastico. Apriti cielo! “Non ha bisogno di imitare un gruppo coreano, non possiamo accettare che un membro della famiglia imperiale abbia volutamente scelto una canzone coreana, l’imperatore dovrebbe fare qualcosa”, eccetera eccetera.  Ovviamente sono tutte stupidaggini e la ragazza è libera di ascoltare ciò che vuole, ma fossi in qualcuno con un po’ di influenza la smetterei di ignorare tutti questi campanelli d’allarme.

Insomma, la maggior parte di questi problemi sono probabilmente causati da gruppi di nazionalisti dalla mente chiusa che ancora vogliono impedire a qualsiasi influenza straniera di penetrare in Giappone, ma… la situazione si sta facendo preoccupante. Sempre di più.

Chiudo con una provocazione: perché i drama e la musica coreani sono così famosi e apprezzati in Giappone? Perché le TV comprano drama coreani invece di telefilm americani o europei per riempire i loro palinsesti? E perché, con la sovrabbondanza di idols giapponesi, si sente il bisogno di trovarne altri fuori dal Paese? Tutto ha un motivo, ed esistono ricerche e teorie molto serie sull’argomento, tesi che spiegano in modo oggettivo il motivo dell’esistenza di un fenomeno come l’Hallyu Wave. Se siete interessati a un articolo il più obiettivo possibile sull’argomento, non avete che da chiedere, ma nel frattempo ci farebbe piacere sentire la vostra opinione a riguardo!

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