Coming (Back) Soon!

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La chiamavano Bocca di Rosa

Quando la sera si ha poco da fare e ci si piazza davanti alla televisione, capita sin troppo spesso nel nostro bel Paese che facendo zapping si finisca a vedere uno di quei programmi televisivi trashissimi che mostrano i nostri “orgogli” nazionali, tra attori, attrici e presentatori vari, all’alba dei tempi, quando ancora se li cercavi su google non avevano come primo risultato la loro bella paginetta su Wikipedia.
E quanti di questi “orgogli” nazionali, soprattutto tra le fanciulle, hanno un passato alquanto torbido come attricette di film per adulti, diciamo, opinabilmente di buon gusto? Sin troppe, è vero, ma in fondo è così che va il mondo, e, once on the internet, forever on the internet, come si dice, e per quanto cerchino di nascondere il loro passato, questo prima o poi verrà a galla per mano di qualche collega simpaticone che vuole alzare gli ascolti.

Come in Italia e nel resto del mondo, anche il Giappone non esula di certo da questa tradizione: anche regine del pop del calibro di Ayumi Hamasaki e Kumi Koda si ritrovano inseguite da pettegolezzi di improbabili scivoloni della loro carriera su qualche film o servizio fotografico per adulti, pettegolezzi, appunto, e improbabili, ripeto.
L’unica differenza tra l’Occidente ed il Giappone in questo ambito è, in effetti, solo l’incredibile capacità degli artisti asiatici di riuscire ad insabbiare quasi qualsiasi cosa del loro passato non sia loro particolarmente gradita, merito anche delle agenzie di spettacolo che sono delle vere e proprie agenzie segrete, il più delle volte.

C’è però chi segue anche il percorso inverso: è il caso di Rico Yamaguchi, ai tempi conosciuta come Rina Nakanishi, idol della prima generazione niente meno che delle AKB48, oltre ad essere parte della sub-unit Chocolove from AKB48 con Sayaka Akimoto e Sae Miyazawa.

Chocolove from AKB48, da sinistra Sayaka Akimoto, Rina Nakanishi e Sae Miyazawa.

Rina, infatti, lascia la scuola nel 2005 per prendere parte all’audizione per il gruppo, passandola con successo ed entrando a far parte del Team A, all’epoca il più importante dei tre, ed ottenendo un discreto successo oltre ad una certa visibilità soprattutto grazie alla sua voce molto gradevole.

Nel Novembre 2008, purtroppo, durante uno degli spettacoli del suo team, annuncia il suo ritiro dalle attività a causa di problemi alla schiena ed asma, e successivamente, nel Giugno 2010, ha annunciato al suo fanclub ufficiale che sarebbe tornata a casa, a Oita, per riposarsi e riprendere le energie.

È evidente che le energie le ha riprese piuttosto bene, perché nell’Agosto dello stesso anno, la ragazza torna, con un nuovo nome – Rico Yamaguchi – ed una nuova data di nascita – se Rina era nata nel Giugno del 1988, Rico è del 12 Dicembre 1990, tanto le giapponesi sono fortunate e non si capisce mai quanti anni abbiano – debuttando nel mondo degli AV, video per adulti, o, per parlare come si mangia, nella pornografia.

La prima ed ultima collaborazione di Yamaguchi Riku e Yamaguchi Rico

Dall’Agosto del 2010 ad oggi, Rico ha visto uscire con successo ben dodici DVD e due photobook, facendosi ovviamente riconoscere subito come ex componente delle AKB48.
Il suo successo deve aver ispirato la sorellina minore – c’è chi giura che non siano realmente sorelle, ma la somiglianza è abbastanza evidente – che nel Marzo del 2011 segue le sue orme e fa il suo debutto nel mondo della pornografia, con lo pseudonimo di Riku Yamaguchi, ed anche qui, complimenti per l’originalità.
Pochissimi giorni fa, l’8 Dicembre 2011, le due sorelle hanno visto l’uscita della loro prima ed ultima collaborazione, chiamata appunto, “最初で最後の姉妹共演 やまぐちりこ やまぐちりく”, La prima ed ultima collaborazione di Yamaguchi Rico e Yamaguchi Riku, poco più di un’ora e mezza in cui le due fanciulle si cimentano non solo nelle loro specialità, ma anche in “coccole” più soft nella vasca da bagno o l’imboccarsi a vicenda qualche frutto – solo io ho immediatamente pensato al video di Heavy Rotation delle AKB48?

 Chissà i genitori quanto sono fieri – e ci sono addirittura voci che giurano che il pover’uomo padre delle due ragazze abbia dovuto lasciare il suo lavoro come insegnante a causa del mestiere delle figlie.

Insomma, non un obbligo come per tante ragazze che al giorno d’oggi vogliono diventare famose… ma una vera e propria vocazione.

Un grazie a Claudia per le informazioni sulle attività Rina Nakanishi ai tempi delle AKB48!

Piccoli ex-Johnny’s crescono

Che cos’hanno in comune Yusuke Yamamoto (Tumbling, Ouran High School Host Club), Shouhei Miura (Tumbling, HanaKimi2011), Teppei Koike (Lovely Complex, membro del duo WaT con Eiji Wentz), Junpei Mizobata (BOSS 1 e 2, Buzzer Beat), Aoi Nakamura (HanaKimi2011, BECK), Masaki Suda (Kamen Rider W) e Shu Watanabe (Kamen Rider OOO), solo per citarne alcuni?

Sono tutti attori, giusto. Sono tutti giovani, giustissimo. Sono tutti gnocchi da far schifo, verità assoluta.

Però forse non tutti sapranno che questi bellissimi e talentuosissimi ragazzi hanno iniziato la scalata al successo nello stesso identico modo: partecipando al concorso che la rivista JUNON tiene ogni anno, il “JUNON Superboy Contest”, riservato a ragazzi tra i 13 e i 22 anni. Non è esattamente un concorso di bellezza (anche se, come sempre, un bel faccino e qualche bel muscoletto in mostra di sicuro non guastano), quanto piuttosto un concorso di talento: si passa dalla classica sfilata di moda (in cui i partecipanti devono indossare i vestiti che, secondo loro, li fanno apparire al meglio), a veri e propri angoli degni della Corrida nostrana (i ragazzi possono cantare, ballare, fare ginnastica come Yamamoto o portare sul palco tutto il necessario per preparare delle deliziose, si spera, crêpes per i giudici di gara… sì, quest’anno è successo anche questo). E ad essere del tutto sinceri, vincere non è nemmeno l’obiettivo principale: degli attori che ho elencato all’inizio dell’articolo, solo Nakamura e Koike hanno vinto il primo premio, eppure penso che nessuno avrà il coraggio di negare la fama in continua ascesa degli altri. L’importante è farsi notare, mettersi in mostra, piacere ai giudici e ai rappresentanti delle più importanti talent agencies del Giappone (Ever Green, Watanabe, Amuse, Burning Productions…) e sperare di ottenere un contratto con qualcuno.

Bene… quest’anno è successa una cosa particolare. Tralasciando il fatto che il vincitore del primo premio, il diciannovenne Gaku Sano, sia uno dei ragazzi con il sorriso più bello che io abbia mai visto (sì, mi piace tanto e tutto ciò che ho visto di lui sono state delle foto, non biasimatemi), non è lui il motivo per cui sto scrivendo l’articolo (circa). E non è neanche il fatto che tra i giudici ci fossero praticamente tutti gli attori che ho elencato all’inizio, e anche tre membri dei AAA, Takahiro Nishijima, Shinjiro Atae e Misako Uno.

Il motivo per cui sto scrivendo l’articolo è un altro ragazzo, uno che si è accaparrato la medaglia di bronzo e il premio come partecipante più fotogenico (non stupitevi, il concorso è pieno di questi premi inutili… a suo tempo, Shouhei Miura ha vinto quello come Fidanzato Da Sogno, ormai non mi sorprende più nulla). Il ragazzo in questione si chiama Yuta Higuchi e questa è una sua foto:

Yuta Higuchi durante il JUNON Superboy Contest 2011

Come dite, vi sembra familiare?

E se vi dicessi che il cognome del padre di Yuta non è Higuchi, ma Uekusa, e che il ragazzo l’ha cambiato quando i suoi genitori si sono separati, prendendo quello della madre? (grazie al commento di Claudia per l’informazione!) Ora provate a immaginarlo qualche annetto fa, magari in coppia con il Johnny’s Junior Taiga Kyomoto (che tra l’altro, neanche l’avessi fatto apposta, oggi compie 17 anni). Vi viene in mente niente?

Esatto, Yuta Higuchi non è altri che il “piccolo” Yuta Uekusa, figlio di Katsuhide Uekusa, membro degli Shonentai (storico e ormai attempatello, ma sempre gradevolissimo da guardare, trio della Johnny’s Entertainment). In passato Johnny’s Junior, Yuta si era ritirato dalla compagnia per concentrarsi sugli studi e ora, a distanza di pochi anni, eccolo ricomparire in piena forma in uno dei concorsi di talento che più facilmente garantiscono la scalata al successo (QUI tutti i finalisti in una foto di gruppo).

I vincitori del JUNON Superboy Contest 2011. Da sinistra, Ikumi Isaka (15), Gaku Sano (19), Yuta Higuchi (16)

Noi speriamo che continui anche a cantare, perché il ragazzino aveva davvero una voce promettente, nel frattempo speriamo che ottenga un buon contratto, uno che ci permetterà di vederlo nei drama dei prossimi anni. Tenete gli occhi aperti!

(grazie a Monica, la nostra massima esperta in JUNON, Amuse e, soprattutto, Shouhei Miura! ;D)

Visual Kei e gattine

Tra giovani attori che si sposano e pochi mesi dopo divorziano, giovani coreani che continuano a spopolare incuranti delle critiche, bonazzi che si danno all’intellettualità, ragazzini impuberi presi a nuovo simbolo della mascolinità e della sensualità, non possono di certo mancare le novità anche nel mondo del Visual Kei.
Pur non essendo apprezzato in patria quanto lo è all’estero – e infatti, vedere una band Visual tra le prime posizioni della Oricon è sempre più unico che raro – nuovi gruppi continuano nonostante tutto a fiorire ogni giorno, riempiendo riviste specializzate in quello che da noi è conosciuto con il termine assai più vago J-Rock di volti che tendono a cambiare di mese in mese, rendendo agli amanti del genere ancora più difficile appassionarsi davvero a qualcuno di loro.

L'immagine che verrà pubblicamente utilizzata dalla nuova visual kei band VSK.

Il 9 Dicembre sarà la volta dell’ennesima band, i VSK, che, a differenza dei loro colleghi, punteranno su un’immagine decisamente innovativa per raggiungere il tanto agognato successo, così difficile nel loro ambiente.
Non solo manterranno la loro identità completamente segreta come i più degni supereroi – niente di nuovo su questo versante, gli assai più famosi GreeeeN prima di loro hanno fatto la stessa cosa, arrivando addirittura al punto di censurare i loro connotati nella loro unica performance televisiva, per proteggere la loro carriera nell’ambito odontoiatrico, e no, non sto scherzando – ma hanno annunciato che il loro progetto comprenderà un connubio tra il rock più pesante, il Visual Kei e le più famose hit da idol.

Se vi state chiedendo un paio di cose, sappiate che non siete gli unici: ciò che loro intendono va preso quanto più alla lettera possibile, dal momento che il loro album di debutto, in uscita appunto il prossimo 9 Dicembre e dal titolo GOD SONGS, comprenderà dieci tracce, tutte cover delle più famose hit di niente meno che le AKB48, da BEGINNER alla assai meno prestabile per cover rock Heavy Rotation.
I puristi del genere Visual Kei hanno già gridato alla truffa, sostenendo che è impossibile far realmente parte di questo genere togliendo ciò che lo contraddistingue, ovvero il trucco e gli abiti eccessivi che sono un chiaro richiamo al Glam Rock anni ’70 – ed è inutile dire che molti di loro pensano che i VSK altri non siano che adolescenti brufolosi innamorati delle AKB48 che hanno trovato un ottimo modo per fare una fortuna.

Dal canto nostro, noi rimandiamo i giudizi a quando l’album sarà, effettivamente, uscito, vi lasciamo con qualche piccolo assaggio che ha già stuzzicato la nostra curiosità, e incrociamo le dita che quando decideranno di mostrarsi al pubblico, non decidano di fare cosplay delle fanciulle nel video di Heavy Rotation.

Rosa e Grigio e Shigeaki Kato

Il famosissimo quotidiano Nikkan Sports ha dato una splendida notizia a tutte le fans dei NEWS, e in particolare del nostro bell’idol intellettuale Shigeaki Kato… e diciamocelo, da quando i NEWS si sono persi per strada Tomohisa Yamashita e Ryo Nishikido (di cui la mia collega parlerà ampiamente in un prossimo articolo), le belle notizie sono più che benvenute.

Proprio oggi è stato annunciato che, invece di passare il tempo a mangiarsi le unghie o studiare noiosissimi trattati di economia (o qualsiasi cosa faccia Shige quando non lavora), il cervellone del gruppo ha ultimato la stesura del suo primo romanzo. Avete capito bene: il 28 gennaio 2012 Shige farà ufficialmente il suo debutto nel mondo dell’editoria con il romanzo “Pink and Grey”.

Shigeaki Kato (NEWS)

La storia ruota attorno a due amici, Daiki Kawada e Shingo Suzuki, che si conoscono a scuola e sviluppano una stretta amicizia. Durante il liceo, entrambi iniziano a lavorare part-time nel mondo dello spettacolo, con la differenza che Shingo diventa presto una star, mentre Daiki riesce a ottenere solo ruoli secondari. Smettono di frequentarsi per un po’, ma sono destinati ad incontrarsi di nuovo.

Nonostante sia normale, data l’ambientazione, pensare che Shige si sia ispirato a qualcuno per la creazione dei due personaggi principali, il ragazzo ha dichiarato: “E’ tutta finzione, non ho avuto nessun modello. Probabilmente avrò proiettato me stesso in alcune parti; scrivere mi ha salvato.

Il romanzo sarà lungo 272 pagine ed è stato scritto in soli due mesi, da inizio febbraio a fine marzo di quest’anno.

Non avevo alcuna attività di gruppo con i NEWS. Ho lavorato come attore, ma scrivere era ciò che volevo fare più di ogni altra cosa. Ho deciso di fare qualcosa per conto mio, qualcosa che magari avrebbe fatto bene anche agli altri membri. Pubblicare un romanzo prima di compiere 25 anni è sempre stato il mio sogno.

E così si è messo al lavoro e, una volta messo il punto finale alla sua opera, ha consegnato il manoscritto a un membro dello staff della Johnny’s Entertainment, che l’ha prontamente consegnato alla Kadokawa Publishing. La casa editrice non ha avuto che parole entusiaste per il giovane scrittore. Per l’occasione, il ragazzo ha anche cambiato il modo di scrivere il suo nome, passando dai kanji (加藤成亮) al nome, Shigeaki, scritto in katakana: 加藤シゲアキ.

Shige ha anche commentato il recente ridimensionamento dei NEWS, augurando ogni bene ai due amici in partenza e dichiarando di essere felice che il gruppo non sia stato sciolto: il suo desiderio, a quanto pare, sarebbe quello di essere talmente occupato con le attività dei NEWS da poter scrivere solo un romanzo ogni due o tre anni.

Certo, sappiamo che i NEWS hanno passato (e stanno passando) dei momenti difficili, ma che dire di un ragazzo che è riuscito non solo a trasformare un periodo di magra in un’occasione per lavorare indipendentemente, ma ha anche realizzato il sogno di una vita? Noi siamo estremamente orgogliose di lui, e non vediamo l’ora di mettere le mani su questo suo primo (e speriamo non ultimo) romanzo… romanzo che permette a Shigeaki Kato di entrare a tutti gli effetti nel pantheon dei bonazzi intellettuali, subito al fianco di un altro bellissimo della letteratura nipponica: tale Hiro Mizushima, ovviamente (ne avevamo parlato qui).

Se questo è un debutto.

Se più o meno siete della mia generazione, non potete non ricordare l’ondata di boy-band che ha infestato i nostri sogni e le nostre televisioni più o meno tra la quinta elementare e la prima superiore (c’è poi chi, recidivo nell’abbandonare la propria pre-adolescenza, ha proseguito oltre, e chi invece si è fatto beffa delle boy-band occidentali per dedicarsi alle non meno rispettabili – parliamone – boy-band orientali). Bene o male in concomitanza con lo scioglimento del gruppo di ragazzi che furono presi ad immagine delle boy-band di tutto il mondo, i Take That, sono sbucate come funghi tutta una serie di band composte da fanciulli più o meno aitanti e più o meno talentuosi, che andavano dai Backstreet Boys, agli ‘N Sync, i Boyzone, i 5ive, e se ne ricordate ancora tanti altri avrete tutta la mia stima. Ora, siate sinceri (e soprattutto sincere): chi di voi mentre seguiva questi gruppi si chiedeva ogni santo giorno chi sarebbero stati i prossimi? Chi si è chiesto secondo quale malato meccanismo i ragazzi sono stati scelti, chi è stato a sceglierli, quali altri sono stati scartati e perché?
Immagino davvero nessuno.

Quando però ci si appassiona ai ragazzi della Johnny & Associates, per quanto ci si possa sforzare di rimanere fedeli a pochi eletti, queste domande tendono a diventare inevitabili – principalmente perché, in effetti, la creazione ed il successivo debutto di una nuova unit diventa non solo una questione di stato, ma coinvolge anche molti dei gruppi che hanno debuttato prima di loro.
Ed è esattamente ciò che è successo quest’anno, a ben quattro anni dall’ultimo debutto ufficiale di una unit sotto la J&A, ovvero gli
Hey!Say!JUMP nel Novembre 2007. E, per debutto ufficiale, intendiamo non solamente la conferenza stampa che lo annuncia, ma anche la pagina personale sul sito dell’agenzia, a scanso degli equivoci creatisi bene o male ovunque dopo il debutto delle varie special unit come NYC Boys e NYC.

Kis-my-Ft2 - Everybody GO!

Il 2011 è stato quindi indubbiamente un anno di grandi sorprese: si comincia già dal 12 Febbraio, infatti, quando durante l’ultima data del tour dei Kis-my-Ft2, all’epoca ancora considerati Johnny’s Juniors nonostante l’enorme fama sempre più in ascesa, al leader del gruppo Hiromitsu Kitayama è stata consegnata una misteriosa lettera. Possiamo solamente immaginare il fiato sospeso delle migliaia di fan che erano ad assistere al concerto dei ragazzi, mentre i loro idoli subito dopo aver letto la letterina, già esplodevano in festeggiamenti e corse euforiche in giro per l’enorme teatro, senza spiegar loro alcunché.
Certo, non che ci fossero ancora dubbi: il debutto era nell’aria ormai da mesi, e quella lettera altro non faceva che annunciare loro l’uscita del primo singolo, in Maggio sotto la casa discografica
Avex Trax – che tra le sue fila conta non solo i loro senpai Tackey & Tsubasa e V6, ma anche artisti del calibro e della fama di Namie Amuro, BoA, EXILE, Gackt e Ayumi Hamasaki.

L’uscita e la preparazione del singolo sono state purtroppo ritardate a causa del terremoto dell’11 Marzo, ma con l’annuncio della data d’uscita ufficiale, il 10 Agosto 2011, i ragazzi cominciano a battere un record dopo l’altro senza che il loro primo singolo sia effettivamente ancora uscito: i Kis-my-Ft2 sono, infatti, il primo gruppo della J&A a rilasciare il proprio singolo di debutto ben in otto Paesi asiatici (Giappone, Malesia, Thailandia, Hong Kong, Corea, Filippine, Singapore e Taiwan).
Il 29 Luglio, durante un altro dei loro concerti alla Yokohama Arena, un’altra lettera a sorpresa annuncia ai ragazzi il loro secondo record: il 28 Agosto, a soli diciotto giorni dalla futura uscita del loro primo singolo, avrebbero tenuto un concerto al Tokyo Dome, battendo il precedente record di trentotto giorni detenuto da Tackey & Tsubasa ed Hey!Say!JUMP.
Con l’uscita del singolo, i ragazzi sembrano ormai inarrestabili. Everybody GO! vende 175,239 copie solamente il primo giorno, debuttando in prima posizione nella Oricon chart dei singoli, raggiungendo la quota di oltre 316mila copie nella prima settimana e piazzandosi in terza posizione dei singoli di debutto più venduti in assoluto di tutto il Giappone (dopo Real Face dei KAT-TUN e A-RA-SHI degli Arashi). A consacrare il loro debutto, il giorno stesso viene pubblicata la loro pagina sul sito ufficiale della Johnny & Associates, al fianco degli altri gruppi.
Ma le sorprese, per loro, non sembrano finire: il 28 Agosto, durante il loro primo concerto al Tokyo Dome, l’ennesima letterina annuncia il loro terzo e quarto record. Nel 2012, il gruppo partirà per un tour che toccherà tutte e 47 le prefetture del Giappone (record precedentemente detenuto dai Kanjani8, celebrato con il DVD 47), ed alcuni Paesi asiatici (Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Thailandia, Singapore), proclamando i Kis-my-Ft2 ufficialmente il primo gruppo ad uscire dal Giappone così velocemente dopo il debutto.
Insomma, con i Kis-my-Ft2, l’agenzia sembrava aver trovato la formula perfetta per un enorme successo: un debutto atteso per anni non può che esplodere e far scalare ai ragazzi la classifica delle unit dell’agenzia più popolari di sempre, sino a far ottenere loro il loro programma radio, i loro blog ufficiali, nonché vari programmi televisivi dove vengono presi come ospiti fissi.

Eppure, le sorprese del 2011 non finiscono qui.
Forse la temuta Hallyu Wave, con le loro continue “invasioni” di band coreane in terra nipponica, o forse la celebrità ancora in ascesa delle ragazze di Akimoto Yasushi (le varie AKB48, SDN48, SKE48 e chi più ne ha più ne metta), sembrano aver quasi messo, passatemi l’espressione, il pepe sulla coda del vecchio Johnny Kitagawa, capostipite e creatore della J&A.



I primi di Settembre, quando l’euforia per il recente successo dei Kis-my-Ft2 non si era ancora nemmeno lontanamente assorbita, Kitagawa appare in tutto il suo anziano splendore – chiaramente è una presa per i fondelli, passatemi anche questa – all’apertura di uno dei più famosi e ben riusciti musical dei suoi ragazzi, lo
Shounentachi.
Qui annuncia che una delle unit di Johnny’s Juniors protagoniste, gli
ABC-Z, che nel loro passato vantano un curriculum praticamente analogo a quello dei Kis-my-Ft2, se sostituiamo i pattini con i salti mortali, sembra renderlo molto fiero.
Gli ABC-Z hanno talento nella danza, nel canto e nella recitazione.” Ha annunciato, orgoglioso. “Non mi dispiacerebbe mandarli addirittura oltreoceano. Potrei aggiungere un paio di membri al gruppo e rinominarli ABC-xyZ, dove la xy sta per Sexy.”
Insomma, ambizione di trasformare l’abbecedario in un algoritmo a parte, dopo l’iniziale sorpresa nessuno sembrava realmente stupito che dopo l’enorme successo riscosso da un gruppo che attendeva il debutto da anni, la mossa più logica sarebbe sembrata cominciare a lavorare su un altro gruppo in attesa da bene o male altrettanti anni – c’era addirittura chi faceva notare ancora più analogie, come il fatto che aggiungere due membri agli ABC-Z li avrebbe fatti diventare in sette, esattamente come sette sono i Kis-my-Ft2.
Niente di più logico, giusto?

E invece no, sbagliato.
Pochissimi giorni dopo, un inquietante pettegolezzo unito ad una delle tradizioni dell’agenzia, comincia ad espandersi per il web: la possibilità di un nuovo debutto per l’apertura dei mondiali di pallavolo, così come è stato per molti anni precedenti (V6, Arashi, NEWS ed Hey!Say!JUMP sono tutte unit appositamente formate per creare il tema della nazionale di pallavolo).
La possibilità che a cantare il tema per la nazionale di quest’anno sarebbero stati proprio gli ABC-(xy)Z sembrava tutto sommato concreta, nonostante il recente infortunio al piede di uno dei componenti più importanti della unit, Fumito Kawai, ed il conseguente commento di Kitagawa sul fatto che avrebbe atteso la sua completa ripresa prima di affidare al gruppo qualcosa di grosso.
Oltre a questo, anche il ricordo di come tutti gli anni precedenti la unit fosse stata formata da ragazzini presi bene o male a caso da diversi gruppi di Juniors ha fatto sorgere qualche dubbio alle irriducibili fan in attesa del debutto di ABC-Z e compagnia, ed infatti, entro pochi giorni, anche quest’ennesima – ma non ultima – speranza è stata smentita.


Il debutto era infatti stato programmato per lo scorso 16 Novembre per una nuovissima unit a cui è stato dato il nome di Sexy Zone, di cinque componenti, Kento Nakajima e Fuma Kikuchi– rispettivamente 17 e 16 anni, provenienti dalla unit di Johnny’s Juniros B.I. Shadow, nonché ballerini di supporto nelle uscite speciali di NYC Boys e Nakayama Yuma with B.I. Shadow – e tre nuovissimi piccoli talenti, Shori Sato, volto nonché frontman del gruppo a soli 14 anni, Sou Matsushima, 13 anni, e Marius You, soli 11 anni, di etnia nippo-tedesca e con poca conoscenza della lingua giapponese, dato che abitava in Germania sino a pochi mesi fa.
Se pensate che ci sia qualcosa di incredibilmente sbagliato nel dare un’immagine sexy ad un gruppo di adolescenti e pre-adolescenti, non preoccupatevi, decisamente non siete gli unici. C’è chi vi dirà che dare un nome più adatto ad una unit composta da ragazzini così giovani avrebbe imposto su di essa immancabilmente una data di scadenza – che sappiamo essere una bugia, basterebbe pensare ai Kinki Kids, che bambini non sono più da un pezzo – ma con ogni probabilità la decisione è stata presa solamente in base al target sempre più basso a cui questo genere di debutti sembrano rivolgersi.

Sexy Zone

E se prima avevamo senza pudore ammesso che i Kis-my-Ft2 sembravano essere la ricetta perfetta per un debutto di successo, ignorare da parte dell’agenzia tutto ciò che avevano imparato dalle vendite del loro singolo non ha portato bene ai piccoli Sexy Zone: con “sole” 57mila o poco più copie vendute, il loro omonimo singolo ha debuttato al secondo posto della Oricon Charts con un distacco di circa dodicimila copie dalla prima posizione, occupata da Perapera perao delle Not Yet, una delle sub-unit delle AKB48, ormai in guerra aperta con la J&A quando si tratta di vendite – nonostante, duole ammetterlo, contro il milione di copie vendute il primo giorno di molti dei singoli delle ragazze ci sia poco o niente da fare.
Che la J&A accetti un debutto recente in seconda posizione, però, non è proprio una possibilità: ci è voluto decisamente poco a rubare una delle tattiche più remunerative di Akimoto Yasushi per racimolare copie vendute, riuscendo addirittura a renderla ancora più scorretta, e così anche Kitagawa ha fatto impennare le vendite dei suoi Sexy Zone.
È bastato, in effetti, un evento a sorpresa con tanto di strette di mano e possibilità di conoscere non solo i protagonisti stessi, ma anche ospiti più grandicelli e più famosi di loro, in questo caso alcuni membri di Kis-my-Ft2 e ABC-Z (un evento, come definito da Ryosuke Hashimoto degli ABC-Z, dove “si può stringere la mano del proprio preferito e portarsi via un po’ del suo DNA”), e sapete qual era l’unico requisito per poter partecipare a questo evento?
Bravi, avete capito subito: esibire una o più copie del singolo dei Sexy Zone.

Che la tattica abbia funzionato, è indubbio: in meno di una settimana, loro e le Not Yet si sono altalenati nelle due prime posizioni, chiudendo con una differenza di poco più di settemila copie a vantaggio dei primi (i Sexy Zone con 170mila copie vendute in sei giorni e le Not Yet con 163mila).
L’unica cosa certa è che il debutto dei Sexy Zone non è ancora stato ufficializzato e consacrato dalla loro pagina personale sul Johnny’s net, ed appaiono ancora sotto la dicitura Johnny’s Juniors.
Che Kitagawa stia aspettando per vedere se un debutto del genere sarebbe effettivamente redditizio? O i suoi tecnici si sono semplicemente lasciati catturare dalla pigrizia?

E se in ogni caso non possiamo telefonare a Johnny in persona per chiedergli delle risposte sulle sue discutibili eppure sino ad oggi funzionanti tattiche di mercato, l’unica cosa da fare sembra essere mettersi l’anima in pace. E sentirsi un po’ sporchi ad ascoltare una canzone con un sottofondo di “You guys are so sexy” dove l’età media è bene o male quattordici anni. 

Coreani venti di tempesta

Ve ne sarete accorti anche voi domenica sera, vi sarà bastato avere un qualsiasi account su un qualsiasi social network (Tumblr, Twitter, Facebook, Livejournal, just pick one!) o accendere la tv su MTV per venire a sapere che i vincitori del premio “Best Worldwide Act” agli MTV Europe Music Awards di quest’anno sono stati i Big Bang di coreana provenienza (QUI il video della premiazione). Se non ve ne siete accorti, o usate il pc solo per controllare l’ora, oppure siete distratti. Molto distratti. Occhio quando attraversate la strada. Oppure eravate al concerto dei JYJ in Germania quella sera, e ancora non vi siete ripresi.

I Big Bang ritirano il premio "Best Worldwide Act" agli MTV Europe Music Awards 2011.

Insomma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la vittoria dei Big Bang è l’ennesima prova che il fenomeno della cosiddetta Hallyu Wave (o Korean Wave) è reale e, sembrerebbe, tutt’altro che in discesa, anche fuori del territorio asiatico… senza tenere conto del fatto che sia ormai impossibile trovare una Oricon Chart settimanale dei singoli più venduti in Giappone senza la presenza di almeno uno/tre/settevirgolacinque artisti di derivazione coreana in classifica (solo la settimana scorsa c’erano i CNBLUE, le KARA e gli MBLAQ, questi ultimi in seconda posizione). Non solo! I palinsesti televisivi sono pieni di drama coreani importati e solo poche settimane fa abbiamo assistito a un’insolita inversione di tendenza quando la TBS ha mandato in onda Ikemen Desu Ne, remake giapponese del ben più famoso (e coreano) You’re Beautiful del 2009, per altro con rating medio del 10%, non male in mezzo al proliferare di percentuali inferiori al 3%. Ikemen Desu Ne ha anche visto un cameo del protagonista originale, Jang Geun Seuk, in uno degli episodi, come a dare un tacito e orgoglioso consenso… e già che c’era, farsi vedere ancora di più in giro in previsione del tour da solista che culminerà il 26 novembre al Tokyo Dome e i cui biglietti sono spariti in qualcosa tipo cinque minuti (no, non scherzo). O ancora, la presenza di Chansung (2PM) tra i protagonisti del drama di questa stagione Kaito Royale, con Matsuzaka Tori e Oomasa Aya, sempre sulla TBS.

La Hallyu Wave è un fenomeno presente da anni, e non si può negare che abbia portato a diversi risultati positivi: le iscrizioni ai corsi di coreano in tutto il mondo sono aumentate di quasi il 60% in appena un paio d’anni, così come il turismo in Corea del Sud (perché ricordiamoci sempre che stiamo parlando della Corea del Sud) ha subito considerevoli impennate. L’interesse che soprattutto i giovani hanno dimostrato nei confronti della cultura e della lingua coreane non può che essere guardato con un sorriso, perché tutto ciò che alimenta la cultura e allarga gli orizzonti delle persone è sempre ben accetto. Inoltre, le star coreane sono spesso, volutamente o meno, l’immagine della Corea in territorio straniero, e in questo senso possono aiutare a rinsaldare rapporti non sempre idilliaci.

Ma non sono tutte rose e fiori.

Negli ultimi mesi in Giappone si è vissuto un periodo di profonda e a tratti quasi violenta insofferenza nei confronti della Hallyu Wave, culminato in alcuni episodi piuttosto spiacevoli che hanno coinvolto personaggi di spicco (di una nazionalità e dell’altra), emittenti televisive e persino la famiglia imperiale!

Sono andata a ripescare gli avvenimenti più significativi che hanno segnato quest’estate, da luglio fino a ottobre. Ci tengo a specificare che questo è il risultato di una ricerca e non il mio parere personale sull’argomento (anche perché io, purtroppo, non vivo in Giappone, e la Hallyu Wave influenza la mia vita tanto quanto sapere che un’amica di mia madre ha appena comprato due tartarughe marine, per capirci).

Luglio 2011: l’attore Takaoka Sousuke pubblica sul suo account di Twitter alcuni pareri negativi del tutto personali sull’invasione di prodotti coreani in Giappone e questo porta al suo allontanamento dall’agenzia, la Stardust Promotion. Dopo un paio di mesi, e dopo essersi scusato almeno tre milioni di volte da bravo giapponese per aver espresso la sua opinione, apre una sua agenzia, la NO WHERE.

Proteste sotto la sede della FujiTV, agosto 2011.

Agosto 2011: in due giornate diverse, migliaia di persone (più di seimila) si radunano sotto la sede della FujiTV a Odaiba (Tokyo) per protestare contro la sovrabbondanza di drama e film coreani nei palinsesti nazionali. Seimila persone. Seimila. A qualcuno i drama coreani strappalacrime hanno proprio rovinato la digestione.

Ottobre 2011: e qui ci scateniamo… prima di tutto, si assiste a un’altra protesta alle porte della FujiTV, questa volta contro la partecipazione dell’attrice Kim Tae Hee al drama 99 Days With A Star. Kim Tae Hee, infatti, è considerata un personaggio “anti-giapponese”, in quanto in passato ha dichiarato che le isole Dokdo sono territorio coreano e non giapponese, arrivando a portare questa sua propaganda anche in un programma girato in Svizzera anni fa (anche se non ho idea di cosa freghi agli Svizzeri dell’appartenenza delle isole Dokdo a Giappone o Corea). QUI potete trovare un video del corteo.

Ma andiamo avanti. Le 2ne1, che sono forse il gruppo femminile coreano di maggior successo in assoluto in Giappone e nel mondo, vengono aspramente criticate all’uscita del PV del loro singolo “Hate You”, che viene interpretato come anti-giapponese. Il video (QUI), completamente animato, si apre con l’esplosione di un reattore nucleare (che a molti ha ricordato la tragedia di Fukushima) e si chiude con un mostro con un piccolo cerchio rosso sulla fronte bianca (che ad alcuni ha ricordato la bandiera giapponese). Il fatto che il mostro alla fine venga ucciso non ha aiutato il gruppo a togliersi quest’aura di antinipponismo scatenato dal video. E se mi permettete, inserire l’esplosione di un reattore nucleare è stata una mossa quanto meno indelicata.

Gako si esibisce su una canzone delle Shoujo Jidai.

La crescente insofferenza nei confronti della Hallyu Wave si è rivelata anche quando, sempre in ottobre, una delle nipoti dell’imperatore, la diciassettenne Gako, si è esibita ballando su “Oh!” delle Shoujo Jidai/Girls’ Generation a un festival scolastico. Apriti cielo! “Non ha bisogno di imitare un gruppo coreano, non possiamo accettare che un membro della famiglia imperiale abbia volutamente scelto una canzone coreana, l’imperatore dovrebbe fare qualcosa”, eccetera eccetera.  Ovviamente sono tutte stupidaggini e la ragazza è libera di ascoltare ciò che vuole, ma fossi in qualcuno con un po’ di influenza la smetterei di ignorare tutti questi campanelli d’allarme.

Insomma, la maggior parte di questi problemi sono probabilmente causati da gruppi di nazionalisti dalla mente chiusa che ancora vogliono impedire a qualsiasi influenza straniera di penetrare in Giappone, ma… la situazione si sta facendo preoccupante. Sempre di più.

Chiudo con una provocazione: perché i drama e la musica coreani sono così famosi e apprezzati in Giappone? Perché le TV comprano drama coreani invece di telefilm americani o europei per riempire i loro palinsesti? E perché, con la sovrabbondanza di idols giapponesi, si sente il bisogno di trovarne altri fuori dal Paese? Tutto ha un motivo, ed esistono ricerche e teorie molto serie sull’argomento, tesi che spiegano in modo oggettivo il motivo dell’esistenza di un fenomeno come l’Hallyu Wave. Se siete interessati a un articolo il più obiettivo possibile sull’argomento, non avete che da chiedere, ma nel frattempo ci farebbe piacere sentire la vostra opinione a riguardo!

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