Archivi del mese: luglio 2010

Tieni i tuoi amici vicino, e i nemici ancora più vicino

Ci abbiamo pensato qualche giorno, eh? A che scusa usare per questo nostro imperdonabile ritardo…
Il caldo di questi giorni ci ha bruciato il cervello? Siamo partite per il Burkina Faso senza intenzione di tornare in tempi brevi? La Johnny & Associates ci ha fatto causa per tutti i pettegolezzi che mettiamo in giro sui loro protetti? Le fangirls dei Dir en Grey ci hanno teso un agguato mortale sotto casa?

Scegliete quella che vi piace di più… la scusa più realistica è che è estate, il caldo ci rende pigre e tra la piscina, lo studio, il lavoro e l’xbox-che-mi-hanno-regalato-per-la-laurea, il tempo per spifferare rumours molesti su ragazzi con gli occhi a mandorla è un pochino scemato…

Ma non ci siamo dimenticate del blog, questo mai, le vipere sono pronte a mordere ancora!

Come al solito, lascerò alle mie colleghe il compito di scrivere gli articoli più divertenti… ne stiamo preparando di stupendi sui cari idols della Johnny’s, visto che a quanto pare sono gli articoli che preferite! E chi siamo noi per non darvi quello che volete?

Proprio per questo, è sempre della Johnny & Associates che vi parlo oggi.

Ricordate quelle storie che sono circolate un po’ di tempo fa, come Satoshi Ohno (Arashi) beccato a fare uso di sostanze stupefacenti, Masahiro Nakai (SMAP) che avrebbe messo incinta una ragazza o Ryo Nishikido (Kanjani8 e NEWS) che avrebbe molestato sessualmente qualcuno?

Ebbene, tutte queste “notizie” hanno una fonte comune, il quotidiano sportivo e di gossip Tokyo Sports (che praticamente fa il nostro lavoro ma viene pagata per farlo). Questa rivista, proprio a causa dei pettegolezzi messi in giro sui protetti della Johnny’s, è sempre stata considerata l’arcinemico dell’agenzia. Non solo qualsiasi articolo scritto sulle sue pagine non ha praticamente nessuna credibilità (ed è quindi notevolmente più divertente), ma è stato proibito ai giornalisti di Tokyo Sports di partecipare alle conferenze stampa dell’agenzia di Johnny Kitagawa.

Almeno fino allo scorso 8 luglio.

Secondo la rivista settimanale Shukan Bunshun, infatti, alcuni giornalisti di Tokyo Sports sarebbero stati invitati a una conferenza stampa in cui sono stati annunciati i futuri progetti dei membri dei Kanjani8 Shota Yasuda, Shingo Murakami e Ryuhei Maruyama.

Si ipotizza che, come da titolo, la Johnny & Associates abbia deciso di aprire le porte ai suoi nemici giurati nella speranza di ridurre gli scandali che Tokyo Sports pubblica regolarmente sulle proprie pagine… insomma, davvero, tieni i tuoi amici vicino, ma i nemici ancora più vicino. O anche no, diciamo noi, visto che ci nutriamo di pettegolezzi.

In ogni caso, Shukan Bunshun ha davvero poco di che gioire, Kitagawa non accoglierà a braccia aperte i giornalisti del settimanale ancora per un po’. Anzi, sbatterà loro il telefono in faccia, come pare faccia prima di ogni conferenza stampa.

D’altronde, è stata proprio Shukan Bunshun, nel 1999, a pubblicare la notizia delle molestie sessuali su ragazzi minorenni perpetrate dal presidente e fondatore Johnny Kitagawa. La notizia (vera o presunta, ha poca importanza) aveva fatto il giro del mondo ed era costata 80.000€ circa alla rivista per diffamazione (Kitagawa si era rivolto al tribunale), ma anche una notevole perdita di prestigio per l’agenzia. E la chiusura, pochi anni più tardi, dei dormitori per i ragazzi.

Insomma, Shukan Bunshun non speri di tornare presto nelle grazie del vecchiardo. Che, pedofilo o no, ha abbastanza potere da permettersi di fare tutto ciò che vuole. Che ci piaccia o meno.

La tartaruga un tempo fu un animale che correva a testa in giù…

Come un siluro filava via…
Insomma, chi non conosce questa canzone? Un sacco di gente, ho indagato, come no. Ma non è colpa mia se sono più vicina alla generazione dello Zecchino d’Oro piuttosto che a quella di Gossip Girl (sic!) e da ora in avanti si comincerà a vociferare che anche noi abbiamo duecento anni come Gackt (però sono stata brava, sono andata persino a pescarvi il video). Bene o male, la storia è questa: la tartaruga, tanto tempo fa, era un animale dentato che correva veloce veloce veloce… sino a che un giorno non è andata a sbattere contro un muro, si è rotta qualche dente, e ha capito che chi va piano, va sano e va lontano, e soprattutto trova boschi di carote (…) e biondi tartarughi (!).
Avrete già capito a chi è dedicato questo post, immagino. Allora cominciamo subito?


Il protagonista sarà proprio Kazuya Kamenashi, il preferito di tutti gli spettegoloni del web, una delle due (e per il momento l’unica) voci principali dei sempre più popolari KAT-TUN, il ragazzo dei sogni (altrimenti detto il protagonista di numerosi Dream Boys), nominato migliore attore, migliore fidanzato, migliore figlio, migliore amico fratello amante una serie di volte, nonché miglior culetto in jeans per ben tre – quattro? – anni consecutivi (altrimenti detto Best Jeanist, vincitore dal 2006 al 2009, e con ogni probabilità anche nel 2010). Nell’ipotetico grafico che immaginiamo appeso nel camerino dei KAT-TUN sui più spettegolati e più apparsi sul malfamatissimo BUBKA, non sarà di certo al primo posto, quello spetta al collega Koki Tanaka, ma di sicuro è subito dietro di lui (e forse non solo in senso figurato) – e se valesse non solamente la quantità, ma anche la qualità dei pettegolezzi, il bel Kamenashi non lo batterebbe proprio nessuno.

Le avventure (e la metamorfosi) della nostra tartarughina ebbero inizio nel lontano 1998, quando, alla tenera età di soli dodici anni, venne caricato in auto da tutti i familiari, che con qualche banale scusa lo depositarono a fare il provino per entrare a far parte della Johnny & Associates, nonostante il fanciullo non fosse minimamente interessato. Cosa in lui abbiano visto il vecchio porco (aka Johnny Kitagawa) e colleghi durante l’audizione – oltretutto la stessa a cui parteciparono i compagni di gruppo Akanishi e Nakamaru – questo è ancora un mistero, ma ciò di cui siamo certi è che non fosse la bellezza. In ogni caso, il piccolo Kame venne immediatamente accettato (a differenza di Akanishi che venne inizialmente rifiutato, ma questa è un’altra storia), entrando nelle grazie del vecchio patriarca della J&A, che lo spinse addirittura a continuare anche nella sua carriera come giocatore di Baseball. Manco a dirlo il ragazzino abbandonò il suo probabilmente brillante futuro nello sport non appena si rese conto di quanto infinitamente più divertente ed appagante fosse sculettare vestito di soli lustrini alle spalle dei Kinki Kids.

Ma facciamo un passo indietro: lo riconoscete questo musetto? No, non è Kif, l’alieno verde di Futurama, è solamente il nostro piccolo – ed irriconoscibile – Kamenashi. Capite adesso quando avevamo detto che la bellezza non poteva essere di certo il suo cavallo di battaglia?
Ma prima di venire tacciate di essere inventori di notizie, è necessario citare una piccola clausola, nonché una delle poche conosciute insieme all’obbligo di celibato sino ai trent’anni, del contratto della Johnny & Associates: ognuno degli artisti, indipendentemente dall’età, è moralmente obbligato a dichiarare ogni intervento di chirurgia plastica a cui si sia sottoposto, se gli viene chiesto in un’intervista o in una conferenza stampa di qualsiasi genere. Una sorta di gentilezza per evitare di tradire la fiducia delle fans, diciamo, ebbene sì, sono parecchio strani questi Giapponesi. E Kame, per arrivare ad essere il faccino che tutti conosciamo e vediamo bene o male ovunque, di ritocchini qua e là se ne è fatti un bel po’ – alcuni maligni dicono persino che si sia volontariamente piazzato sotto i ferri per ben trentacinque (trentacinque!) volte, ma questo, a differenza degli interventi più innegabili, è sempre stato smentito.
All’inizio fu il turno del naso: era ancora in piena pubertà, quando al poveretto è stata portata via una significativa porzione di naso, per farlo diventare il nasino sottile (circa) che fa invidia ad alcuni dei suoi compagni di gruppo (non me ne vogliate). Pochissimo tempo dopo, l’operazione standard della J&A, per ingrandire gli occhi e occidentalizzarli quanto più possibile – e pare che, con tanto di ammissione di colpa, i ritocchini agli occhi siano stati più di uno, per eliminare quelle adorabili (a mio parere) occhiaie che praticamente tutti i Giapponesi hanno. Una sistemata ai dentini (e non con l’apparecchio, del resto, se ha i soldi per rifarseli da capo, chi glielo fa fare?) ed il gioco è fatto: nella lista di interventi vociferati e mai ammessi ci sono anche zigomi, labbra, e addirittura attaccatura delle orecchie, ma onestamente a me non sembra che possa averne avuto bisogno. Noi non giudichiamo, del resto, come Agrado diceva in Tutto su mia madre, una persona è tanto più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa, e se questa era l’idea che Kamenashi aveva di se stesso, chi siamo noi per non essere del tutto d’accordo con lui? Anzi. Tutto il resto, è merito della mamma e della palestra.

Ma cosa ha combinato la nostra tartaruga non appena è riuscita a diventare una gran bella tartaruga (anzi, un po’ prima)? Ovviamente ha fatto parlare di sé, e non poco, direi.
Se dovessimo stare a citare ogni singolo pettegolezzo uscito su Kamenashi, potremmo tranquillamente tenere un blog solo su di lui (e ci piacerebbe, è innegabile che ci piacerebbe, visto quanto ridiamo ogni singola volta), ma tanta altra gente ci chiama a narrare delle loro faccende, quindi ci tocca solo dirvi i migliori (e sono proprio i migliori).
Prima di tutto, è necessario annunciare che Kame, apparentemente, non porta le mutande. A dircelo è un famoso stilista giapponese, si vocifera che sia niente popò di meno che il celebre Takeo Kikuchi che, al secondo anno consecutivo di vittoria come Best Jeanist, è stato interrogato sul motivo del successo dell’idol. “È molto semplice” ha detto “il segreto sta nella linea dei suoi fianchi. Non solo i jeans, qualunque cosa, da una tuta ad un kimono tradizionale, dona a Kamenashi. Come mai, chiedete? Mi sembra ovvio: non indossa mai intimo, e la forma del suo sedere è esattamente quella di una pesca perfetta”. Come faccia lo stilista a sapere questi particolari così intimi non si sa, ma se lo dice lui, chi siamo noi per dubitarne?

E non sappiamo se debba al suo culetto a forma di pesca (e a proposito, non erano proprio le famose chiappette di Tomohisa Yamashita ad aver universalmente avuto lo stesso nomignolo?) anche la rinomata storia con Kyoko Koizumi, detta Kyon Kyon (click!), famosa cantante attrice di soli (!) venti anni esatti più vecchia di lui. I primi avvistamenti risalgono all’Aprile del 2006, due anni dopo il divorzio della cantante dall’attore Masatoshi Nagase, e diamole credito per aver aspettato che il giovane idol fosse almeno maggiorenne. Anche qui, niente di nuovo rispetto alle solite coppiette di idols (giovini o attempati che siano) che vagano per le stradine di Tokyo: strani cappelli e strani occhiali a fare da travestimento, onde poi toglierseli nei ristoranti e nei negozi facendosi riconoscere dal mondo intero. Molto intelligente, senza dubbio.
La loro storia, però, ha ovviamente qualche punto in più rispetto alle altre, altrimenti non sarebbe stato il più grande pettegolezzo dei piccoli della J&A, vi pare? Quando Kyon Kyon, ormai stanca di essere seguita bene o male ovunque in attesa di vederla caricarsi Kamenashi in macchina e portarselo via (click! e click! vari) – è quello che ti meriti per aver irretito un fanciullino, tesoro – ha deciso di caricarselo invece su un aereo e portarselo direttamente a Parigi. Parigi, proprio così, la città più romantica del mondo, patria del Louvre, degli Champs-Elysées, della Tour Eiffel e delle baguette sotto l’ascella. Non che loro abbiano visto qualcosa di tutto ciò: mentre la Koizumi era a fare incetta di scarpe e borsette, il nostro eroe si divideva tra Pigalle, il quartiere a luci rosse in cui si trova il Moulin Rouge, e Marais, un vero e proprio gay village, oltretutto tra i più famosi d’Europa, in cui è rimasto sino a notte inoltrata. Che sentisse la mancanza di casa?
Consapevole o no che fosse Kyon Kyon, pare che il giovane idol ne abbia approfittato alla grande, dandosi alla pazza gioia con le carte di credito della cantante per sin troppo tempo. La loro storia d’amore, per quanto poco reale possa sembrare ora, è durata sino al Febbraio del 2008 o poco prima, quando Koizumi, beccata mezza ubriaca ad un party esclusivo (ma non così tanto che Friday e BUBKA non riuscissero a metterci il nasino), ha dichiarato, ridendo, oltretutto, che tra lei e Kame era finito, tutto finito. Cosa di cui nessuno aveva dubbi, visto che nello stesso periodo, anche Kamenashi era ubriaco ad un party, ma invece di parlare della cantante con cui era stato, si stava sbaciucchiando tre ragazze per volta.

Quanto fosse iniziato è ancora da definire, certo è, però, che Kame ha sempre avuto un debole per le donne più vecchie di lui: nell’estate del 2007 (quando ancora i due stavano, in teoria, ancora insieme), l’attività preferita del ragazzo pare fosse frequentare un Hostess Club di classe a Roppongi – che poi, quanto di classe possa essere un locale a Roppongi, anche questo è ancora da definire. Fatto sta che, tra le tante ragazze disponibili ad intrattenere un giovane ed aitante idol pieno di soldi, lui preferisse una compagnia decisamente più matura, o meglio, la Mama del Club, una donna molto affascinante che andava per i quaranta. E se agli inizi le visite di piacere nel Club erano in compagnia di amici e colleghi, divennero sempre più frequenti, soprattutto nell’Agosto di quell’anno, sino a quando non fu la compagnia stessa, a quanto pare, a proibirgli di vedere ancora quella donna per cui si era preso una cotta che continuava a spillargli soldi. Insomma, le cose andavano così: lui spillava i soldi a Kyon Kyon e andava a sperperarli negli Hostess Club dove una Mama li spillava a lui. Tutto chiaro, no?

Tutto chiaro e tutto normale, “normale”, per quanto possa esserlo la vita di uno come Kamenashi, è ovvio. Finita la storia con la Koizumi e passata la cotta per la proprietaria dell’Hostess Club, il nostro eroe si accontenta di uscire con ragazze normali che non cercano (forse) di spillare soldi a lui, né lui cerca di spillarli a loro. Si vede in giro con un paio di ragazze, un appuntamento doppio con il senpai Jun Matsumoto e le rispettive compagne, ad una addirittura regala un ciondolo per il cellulare identico al proprio (accidenti, le cose si fanno serie). Niente incidenti, se si eccettuano i vari episodi di mutande sudate scomparse sul set di One Pound Gospel, ovviamente mutande di Kamenashi, che apparvero poi in vendita mesi dopo sui siti internet del mercato nero coreano (no, non scherziamo, tristemente).


Le cose divertenti cominciano, ovviamente, quando un vecchio scandalo, tenuto in caldo per ben due anni, torna a galla nel 2008: si parla di un litigio e di una paparazzata piuttosto pesante sul set del drama Sapuri, di cui Kamenashi era il protagonista nel 2006. Il ragazzo, all’epoca delle riprese ancora minorenne, pare avesse insistito un po’ troppo per poter partecipare ad una festa con i suoi co-attori, tutti, ovviamente, maggiorenni e legalmente riempibili di alcool. Il fu manager privato dell’idol – il fu perché venne allontanato, all’inizio senza spiegazioni, ma a nostro parere del tutto intuibili – non era ovviamente d’accordo, e tra i due volarono parole piuttosto pesanti, perché si sa, la nostra tartarughina non ha mai avuto il carattere più affabile del mondo. Il manager era però piuttosto fermo sulla propria posizione, la festicciola alcolica non s’aveva da fare. Se non fosse che, ad un certo punto, il nostro fanciullo ha deciso di sfoderare tutte le sue armi segrete: si è avvicinato, si è stretto all’uomo e gli ha sussurrato qualcosa, molto vicino e molto languidamente. Cosa non si sa, è certo che il manager si è calmato all’istante, non ha più aperto bocca e Kamenashi è andato al suo party. Certo, avrebbe anche semplicemente potuto minacciarlo di licenziamento – come se dipendesse da lui, poi – ma noi siamo maliziose e adoriamo pensare al peggio del peggio. Come sempre.

Vero o no che sia, è stata questa metaforica schiantata contro un muro a cambiare decisamente il giro di vite attorno alle patinate uscite serali del dolce (?) Kazuya Kamenashi: forse sentendosi ormai scoperto eppure del tutto al sicuro, ha lasciato perdere donnine e donnoni per darsi davvero alla pazza gioia. Seguendo così il poco raccomandabile amico e collega Koki Tanaka – e venendo seguiti a loro volta dal fedele Tokyo Sports che sembra avere da sempre una cotta per i pettegolezzi sulla J&A – ci ha rivelato i suoi veri gusti in fatto di donne: le preferisce uomini.
Beccati per la prima volta al Club “M” a Shibuya – dove pare che Koki fosse una sorta di habitué – Kamenashi, incredulo da tanto ben di dio, si è preso una delle prime vere epiche ubriacature della sua carriera, alla quale ne seguiranno molte altre. Oltre all’ubriacatura, si è preso una cotta per un’altra Mama del club, peccato che, in questo caso, fosse visibilmente un omone nero travestito da donna. Vedendosi chiedere dal piccolo (da lei – o lui – stessa così definito) ancora da bere, non poteva di certo rifiutarsi, e gli ha servito da bere molto più che a qualunque altro cliente, facendogli pagare bene o male un terzo di ciò che stava consumando. Quando gli alcolici sono finiti tutti in gola della piccola spugnetta, il giovane idol ha guardato Mama negli occhi (e ricordiamo che lei è un lui) e gli ha chiesto un bacio. E lei cos’ha detto? “Se tu avessi l’occasione di baciare un idol, ti tireresti indietro?” Bella risposta. E infatti l’hanno fatto. Cinque volte – e non erano bacini lievi, ma pare fossero proprio dei gran bei baci appassionati, con tanto di pubblico, ovvero Koki che rideva e batteva le mani, felice di aver trascinato un altro compagno di gruppo nel tunnel. Dopo i cinque baci appassionati, Kamenashi se l’è presa con un amico d’infanzia che aveva detto che l’ombelico di sua madre era sporgente – compatiamolo – e poi è svenuto in mezzo alla strada, venendo portato a casa da Tanaka, che dio solo sa cosa gli ha combinato.


Scoperta la sua nuova passione, Kamenashi scopre anche nuovi amici e nuovi hobby (e vaga per Tokyo con loro di notte): pur continuando a frequentare di tanto in tanto gli stessi locali di Tanaka, stringe un ambiguo rapporto con Atsushi Tsutsumishita, del duo Impulse (click!). Il rapporto è senza dubbio ambiguo per un solo e semplice motivo: Ttutsumishita spingeva, di tanto in tanto, il povero Kamenashi a travestirsi da donna. Non che lui facesse molta resistenza, anzi, pare che una sera fosse così grazioso che l’amico avesse addirittura tentato di baciarlo. Il risultato fu ovviamente un due di picche, ma sospettiamo solamente che fosse perché non aveva ancora bevuto abbastanza e l’altro, inibito, non ci abbia più riprovato. Ciò non toglie che i due abbiano continuato ad uscire insieme e frequentare i locali gay di Ni-chome, occasionalmente obbligando il più piccolo (molto dispiaciuto, immaginiamo) a vestirsi da donna. Al ritorno a casa da una di queste uscite, il ragazzo, completamente ubriaco come al suo solito – perché seguire le orme di Hideaki Takizawa fa sempre bene, ricordiamolo – ha addirittura scatenato un litigio furibondo con l’autista di un taxi che lo stava accompagnando a casa, accusandolo di aver preso un’altra strada per rapirlo e chiedere il riscatto. Non occorre dire che la strada era giusta e che il povero Kame ci vedeva doppio, vero? No, non occorre.
Ora, ci chiediamo, perché Friday, Tokyo Sports, BUBKA e qualcun altro di questi signori non ci fanno anche le foto al bel Kamenashi travestito? Perché la cosa sarebbe davvero piuttosto gradita.

Quindi, ricapitolando: Kamenashi correva sin troppo forte, contro il muro ci ha sbattuto, il bosco di carote l’ha trovato eccome… gli manca solo un biondo tartarugo da sposare. Tanti auguri, tesoro.

 

Scusa se ti bacio il minorenne!

Gli idols della Johnny & Associates colpiscono ancora, anche se questa volta non è proprio tutta colpa loro. Certo che non si impegnano nemmeno a infilarsi in situazioni imbarazzanti eh?

Il pischello in questione, anche se pischello ormai più non è, è Kazunari Ninomiya degli Arashi.

Il piccolo (?) nerd ha da poco finito di girare un film in costume con Kou Shibasaki, Maki Horikita, Hiroshi Tamaki, Aoi Nakamura e Tadayoshi Ohkura dei Kanjani8 nel cast. Il film s’intitola Ohoku ed è ambientato nell’epoca Tokugawa di un Giappone fittizio, in cui un’epidemia ha ucciso gran parte degli uomini e sono le donne ad essere al potere (se le mie capacità di comprensione non mi ingannano). Lo shogun è infatti la bravissima Kou Shibasaki, a cui il ruolo calza francamente a pennello.

Ora… cosa ci sarà mai di tanto imbarazzante in un film del genere?

Ecco, non chiedeteci il perché, ma pare che in suddetto film ci sia una scena in cui due attori (maschi, fatemelo sottolineare) si devono baciare. Vedo le vostre facce perplesse. Tranquilli, lo sono anch’io. E chi sono stati i due fortunati prescelti?

Ovviamente il nostro Nino e Aoi Nakamura, con quel faccino così carino.


E cosa dichiara Nino durante una conferenza stampa, giusto per non smentirsi mai? “Le labbra di Nakamura erano morbide e calde, ma mi sentivo a disagio perché io ho 27 anni. Abbiamo dovuto rifare la scena quattro o cinque volte e continuavo a scusarmi con lui“.

Nino, caro Nino… cosa c’entra il fatto che tu abbia 27 anni, anche se non li dimostri per niente?

Sarà per caso che alla tua età dovresti pensare ad accasarti? Sarà perché invece dovresti fare la personcina fedele e non staccarti dalle abbronzatissime grinfie del tuo leader (o magari fai il geloso per quella storia del bacio di Ohno e Becky? Non porterai mica rancore…)?

O sarà forse che ti sentivi in colpa a baciare un ragazzo che, orrore orrore (…ma anche no!), ha solo diciannove anni e quindi nel tuo Paese è ancora minorenne, vecchio sporcaccione?

Noi rimaniamo nel dubbio, ma il film ce lo guarderemo eccome.

 

Come Horikitty si fregò la nuova fiamma della Kitagawa…

I Samurai Blu, come purtroppo tutti sappiamo, hanno ormai fatto rientro in patria – dopo aver in ogni caso fatto anche la loro porca figura in Sud Africa per i Mondiali di calcio 2010. E tutti si danno da fare, insomma, c’è chi lancia nuove mode portando un orologio su entrambi i polsi – Keisuke Honda – e pare stia già firmando contratti per fare pubblicità in mutande per la Calvin Klein – sempre Keisuke Honda, e chi si lamenta.
E c’è chi, invece, in teoria doveva già trovarsi tra le braccia aperte della poliposa Keiko Kitagawa, che insomma, allunga le sue zampette perfette di manicure un po’ su chi le capita, e sì, stiamo parlando sempre di lui, Yuto Nagatomo. Dopo le sconcertanti – affatto – dichiarazioni della bella Keiko che ammetteva che il calciatore fosse una sua vecchia fiamma universitaria e che lo avrebbe atteso a braccia aperte al ritorno in patria, nessuno, o quasi, aveva dubbi sul fatto che ci sarebbe scappato il gossip, ma proprio nei cinque minuti successivi all’atterraggio dell’aereo. O facciamo dieci, va.


Ed il gossip c’è, ovviamente, anche se piuttosto diverso da quello che tutti si aspettavano.
Nagatomo, appena arrivato in patria, è stato scelto dalla Lotte come testimonial delle gomme da masticare, ed ha presenziato proprio oggi (o ieri? Io ed il fuso orario abbiamo qualche problema a relazionarci) alla conferenza stampa ufficiale. “Durante una partita, correre molto dà spesso una spiacevole sensazione di nausea, ma questo, masticando una gomma, non succede!”, caro Yuto, ti ringraziamo per i particolari non richiesti.
In ogni caso, tutto è andato bene, sino a quando non è stato annunciato che la bella Maki Horikita, nonché testimonial anche lei della Lotte, sarebbe apparsa come ospite d’onore alla conferenza stampa. E qui cominciarono le crisi di panico da fanboy del nostro caro Nagatomo: orecchie rosse, balbettio, silenzio imbarazzato e lieve dondolio sui piedini. “Oddio!” – sono state le sue prime parole dopo lo shock – “Ora sono ancora più nervoso che durante una partita!” Un particolare tipo di nervoso che, immaginiamo, una gomma da masticare non abbia potuto calmare.
Il calciatore ha cercato di coprirsi gli occhi durante tutta la conversazione con la dolce Maki, di bianco vestita, giusto per peggiorare l’immaginario perverso di ogni giapponese medio, arrossendo come una verginella alle prime armi e uscendosene con un “Mi piaci da sempre!” assolutamente fuori luogo ed assolutamente all’improvviso.
Ah, la tenerezza degli omoni innamorati..!
Quando hanno chiesto al Samurai Blu cosa ne pensasse della Horikitty in carne ed ossa, il ragazzo ha balbettato che è proprio come l’ha sempre immaginata, persino più bella di quando la guardava in televisione, che la cosa che gli piace di più in lei sono gli occhioni da cerbiattina innocente e dolce e il fatto che sembri una ragazza che ci tiene molto alla famiglia. E, dopo questa sfilza di complimenti, quando è stato chiesto a Maki chi fosse il calciatore della Nazionale che preferiva, poteva certo rispondere diversamente da “Yuto Nagatomo”? Ovviamente no.

E insomma, a noi la Horikitty piace moltissimo, ma nemmeno Keiko ci dispiace: ma tanto lo sappiamo che tre quarti di voi non vedevano l’ora di vederla prendere un bel due di picche.

D-BOYS will Amuse you! …pessimo gioco di parole, lo so

Nonostante qualcuno faccia ancora fatica a capire che questo è un blog di pettegolezzi, le vipere non si fermano di certo! Io però lascio alle mie colleghe il compito di scrivere gli articoli più divertenti sui gossip più piccanti e vi tengo informati sulle notizie più recenti…

Abbiamo parlato spesso della Johnny & Associates e dei suoi idols (perché, diciamocelo, sono quelli con gli episodi più divertenti da raccontare), così come abbiamo accennato qualcosa di altre case come la PS Company e la Avex Entertainment.

Ma cosa stanno facendo al momento altre due immense agenzie di spettacolo come la Watanabe Entertainment e la Amuse?

Se questi due nomi non vi dicono niente, non vi spaventate, in realtà le conoscete benissimo entrambe.

Partiamo dalla Watanabe. Questa casa, oltre a essere famosa per avere il contratto forse meno rigido dell’intero entertainment giapponese (…potremmo scrivere un articolo prima o poi, alcuni di questi ragazzi sono imbarazzanti che più imbarazzanti non si può), non è altro che la seconda casa di tutta quella schiera di magnifici ragazzi che lavorano sotto il nome di D-BOYS (dove la D sta per… aspettate che sicuramente dimenticherò un pezzo… Drama, Dream, Debut, Discovery, Development e forse le ho dette tutte). I D-BOYS sono attori (di drama, certo, ma anche di film e soprattutto di teatro, dove hanno all’attivo diversi famosissimi musical), cantanti (alcuni), ballerini (ALCUNI), host radiofonici, modelli e tanto altro. Ma soprattutto attori. I più famosi a livello televisivo sono forse Yuu Shirota (che anche se non è più un D-BOYS rimane sotto la Watanabe), Koji Seto (Kamen Rider Kiva, Atashinchi no Danshi, Tumbling), Yuichi Nakamura (Kamen Rider Den-O, Princess Princess D, Sunao ni Narenakute) e Shunji Igarashi (HanaKimi, ROOKIES, Ninkyo Helper).

A marzo era stata annunciata la formazione di una sub-unit del gruppo, e la scorsa domenica è finalmente iniziato il loro programma televisivo, D-BOYS BE AMBITIOUS (oh, nome soave! Neanche l’avessimo fatto apposta!), in onda alle 00:35AM la domenica notte su TV Tokyo.

Al momento la sub-unit è composta da Shunji Igarashi, Koji Seto, Yuichi Nakamura e Hirofumi Araki (da sinistra a destra nella foto qui sopra), ma stanno svolgendo delle audizioni per trovare il quinto membro e quella finale sarà a settembre. I risultati delle audizioni verranno raccontati durante lo show televisivo, a metà tra un varietà e un documentario, ma non sono riuscita a guardare l’episodio quindi non so se abbiano annunciato il nome ufficiale della unit. Inoltre, il programma sarà incentrato sulla realizzazione dei desideri degli spettatori… qualsiasi cosa questo voglia dire. Forse le foto del primo anno di vita di Igarashi-san, quando la madre, santa donna, lo vestiva da femmina? Io le guarderei volentieri, così tanto per dire, eh? O magari i video di quando Channaka (Nakamura) si portava i suoi ragazzi a “casa D-BOYS” a Omotesando? Guarderei pure quelli…
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Ma passiamo alla Amuse. Anche qui, di sicuro conoscete gli artisti che rappresenta, perché tra gli attori ci sono nomi come Haruma Miura, Takeru Sato, Kento Kaku, Juri Ueno, Keisuke Koide, Yuta Hiraoka, Ryunosuke Kamiki e tra i cantanti Perfume, Southern All Stars, ONE OK ROCK, Porno Graffiti e tantissimi altri, questi sono solo quelli che mi vengono in mente così al volo.

Dal 2 al 4 agosto (a Tokyo) e dal 13 al 15 agosto (a Osaka) si terrà di nuovo, come l’anno scorso, il THE GAME ~Boy’s Film Show~, un breve film festival tenuto dai giovani attori della Amuse. Verranno proiettati brevi film con loro come protagonisti e ognuno avrà come tema un game, un gioco. L’anno scorso i biglietti sono andati sold out in un baleno, prevedo che sarà lo stesso quest’anno, anche perché sono previsti degli incontri con i fans… voi vi perdereste l’occasione di incontrarli, se ne aveste la possibilità?
Molti attori (più di dieci) hanno già confermato la presenza, e tra questi Haruma Miura, Takeru Sato, Ryunosuke Kamiki e Kento Kaku.

…qualcuno mi paga un biglietto per il Giappone? No? Lo immaginavo… Taccagni!

Guarda come ti stalkero la Ueto

Punto uno! Ambitious Japan! e Mamushi hanno da poco compiuto dieci giorni. Auguri a parte, ci troviamo già con oltre 1600 visite ed una media di quasi 160 visite al giorno. Noi vi amiamo, vi amiamo, vi amiamo! E se anche voi ci amate, se non l’avete ancora fatto, seguiteci su Facebook (ma sì, un po’ di pubblicità concedetecela, ogni tanto), dove aggiorniamo costantemente con gli articoli che scriviamo man mano.

Punto due! Siccome noi siamo, in fondo in fondo, delle personcine socievoli, quando abbiamo trovato un blog di diffusione di informazioni e notizie provenienti dal Giappone, chiamato Asakusa, tutte scodinzolanti (fa paura una vipera che scodinzola, eh?) siamo andate a chiedere uno scambio di link. Risultato? Messaggio rimosso senza nessuna risposta. Ne abbiamo chiesto il motivo. Risultato? Messaggio rimosso di nuovo. È bello vedere come ci si fa i nemici senza ancora aver alzato un dito, giusto? Giusto. Ma noi continuiamo per la nostra strada, ovviamente.

Punto tre! Vi abbiamo chiesto su chi desideraste avere pettegolezzi, voi ci avete risposto, e noi abbiamo trovato, ovviamente. Siete già seduti in punta sulla sedia, mangiandovi le unghie in attesa di scoprire chi sarà la nostra vittima designata di oggi? Allora cominciamo subito.


La nostra vittima designata di oggi altri non è che il bell’avvocato dei NEWS, Shigeaki Kato.
Certo è che, quando hai una laurea in legge, un bel faccino pulito e origini Osakesi ben nascoste dietro un Giapponese perfetto e sempre correttissimo, non a molti viene voglia di indagare sul tuo oscuro (oscuro?) passato, intuendo forse che sia noioso, o magari poco comprensibile come gli articoli che scrive su Myojo nella sua rubrica.
La vita del bell’avvocato, in ogni caso, non appare proprio come un tripudio di scandalo, ammettiamolo, almeno sino al 2008, quando viene scelto proprio per un ruolo di avvocato (evviva l’originalità sempre e comunque, ma mister Kato e giacca e cravatta ci piace sempre) nel drama Hokaben, al fianco della bella e dolcissima Aya Ueto (click! per chi non avesse idea di chi sia questa fanciulla, se è possibile). Ed è qui che nascono i, se così li vogliamo chiamare, problemi.
Il nostro bel Shige, dopo i primi problemi a mantenere il suo ruolo nel drama – la produzione temeva che il poco carattere del ragazzo che tende sempre a rimanere inosservato facesse colare a picco lo share della produzione, mettendo a rischio così anche la popolarità sino ad ora sempre stata indiscussa di Aya – ce la fa, e il drama non ne esce vittorioso, ma nemmeno malaccio, considerata la noia mortale che tendono ad essere i drama giapponesi sui salarymen (ricordiamo con un sospiro ed una lacrima Anego e Sapuri, che se non ci fossero stati l’Akanishi ed il Kamenashi nazionale a tirarli su, non so proprio che ne sarebbe stato). Hokaben chiude infatti con uno share dell’8% in media, non altissimo, ma nemmeno disastroso come altri.

Ma il problema, signori e signore, non sta di certo qui: il nostro bel Kato infatti, lavorando fianco a fianco con Aya, si è ovviamente preso una bella sbandata per la fanciulla. E sì sa, forte dei pettegolezzi che giravano sui suoi colleghi, ci sperava, che qualcosa potesse succedere con la fanciulla sul set del drama. Già, ci sperava, niente da fare.
La situazione precipita del tutto quando si viene a scoprire che l’idol fosse, in effetti, un grandissimo fan della Ueto da ormai tempi immemorabili, al punto da vantare una vasta e alquanto imbarazzante collezione di fotografie, riviste, interviste, CM, drama registrati o comprati, film e quant’altro. Insomma, non solo imbarazzante, ma molto imbarazzante. Addirittura, ha cominciato a chiamare la fanciulla “Ueto-sama“, aggiungendo il suffisso onorifico che più onorifico non si può al suo nome, facendola vergognare a morte e spingendola addirittura a lamentarsi delle continue pressioni che riceveva dal suo co-protagonista sul set del drama, che però, al momento delle scene, cadeva in una sorta di mutismo tipico da fanboy adorante di fronte alla stella dei suoi occhi. Per di più, ricercando nelle numerose interviste che aveva collezionato informazioni su quale tipo di uomo potesse piacere ad Aya, è venuto a sapere che lei ama gli uomini un po’ selvaggi. E che succede? Ci appare sul set vestito da militare. Insomma, Shige, proprio classica cottarella da ragazzino delle medie, ci mancava soltanto che le facesse i dispetti per poi correre a salvarla o le tirasse i capelli e saremmo stati a posto.
Ma il nostro eroe, ovviamente, non si arrende di certo: a circa un mese dall’inizio della produzione del drama, Kato dichiara a gran voce che Aya Ueto sarà sua in soli tre mesi. Aya ride e non è particolarmente impressionata dalle sue parole, ma siccome è una ragazzina dolce, non glielo fa notare. E cosa succede? Niente, ovviamente. Il povero ragazzo fallisce, e la cosa non ci stupisce, dato che il suo piano includeva il portare la co-protagonista al bowling e offrirle una cena nel ristorante della madre dell’amico e collega Keiichiro Koyama.
Due mesi dopo, quindi, lo vediamo apparire mano nella mano con una ragazza sconosciuta, pare una sua collega dell’università, di rosa vestita e con un’impressionante somiglianza con l’attrice che ha rubato il cuore del povero Kato, che evidentemente deve averla chiamata Aya per sbaglio, perché pare che l’appuntamento non sia durato nemmeno al punto dell’accompagnamento a casa e del bacino in macchina. Tesoro, l’idolatria è una brutta cosa, veramente.

Che poi non so voi, ma io, con Shige ci sarei stata. Anche mi avesse portato davvero solo al ristorante di mamma Koyama.

I KAT-TUN alla conquista della Corea del Sud

Abbiamo già parlato un paio di volte della corsa degli artisti coreani alla conquista del mercato giapponese… ma è vero anche il contrario. O meglio, ovviamente i giapponesi non hanno bisogno di scalare le classifiche in Corea, è un mercato troppo piccolo rispetto al loro, ma questo non impedisce loro di tenere concerti o esibizioni a Seoul e dintorni. E visto che il mercato coreano è completamente dominato da idols di vario tipo, è normale che siano questi ultimi ad andare per la maggiore.

Lo fanno gli Arashi, gli SMAP, l’hanno fatto i V6… e ora tocca ai KAT-TUN.

Questi ultimi, infatti, ovviamente vedovi dell’Akanishi, hanno in progetto due concerti a Seoul il 6 e il 7 agosto, i cui biglietti sono andati completamente sold out in 20 minuti. 20 minuti. Lo ripeto? 20 minuti.

Nel frattempo, però, hanno trovato il tempo di fare una visitina (preregistrata, d’accordo, ma sempre di visitina si tratta) al programma musicale di maggior successo in Corea: M! Countdown, per la Mnet.

I KAT-TUN non sono mai particolarmente brillanti nelle esibizioni per le reti televisive… diciamo che sono spesso una tortura per le orecchie, ma non questa volta. Sono stati bravi. Hanno anche scelto bene cosa cantare, The D-Motion, visto che i coreani sono i sovrani assoluti dell’autotune… nel bene e nel male (anche se in molti avrebbero preferito sentire No More Pain).

I KAT-TUN hanno guadagnato nuovi fans oltremare, insomma, soprattutto Junnosuke Taguchi, che a giudicare dai commenti in giro ha fatto colpo più di tutti gli altri… e non ha resistito a fare le sue gag durante l’intervista.
Ah, a proposito dell’intervista, va segnalato il profondo fail del gruppo alla domanda del giovane host “Conoscete i CNBLUE?“, “…….“, “Il mio gruppo!“, “Aaaaah! Eh certo, come no, siete fighissimi!“, o una cosa del genere. Stelle, proprio non sapete mentire…

Ebbene, nonostante le solite lamentele delle ochette che si divertono a continuare la stupida guerra kpop vs. jpop, la reazione è stata più che positiva. Si sono divertiti i nostri cinque eroi (con il Kamenashi frignante in aeroporto, a quanto pare… piccino, deve essersi commosso per l’accoglienza ricevuta, anche se proprio non è da lui), si è divertita l’audience urlante e si sono divertite anche le persone che hanno visto il programma.

L’immagine degli idols in Corea e in Giappone è profondamente diversa ed è giusto che sia così. Per una volta, sono stati i giapponesi a farsi largo nel mondo televisivo coreano e a far capire che sì, sono diversi, ma non per questo inferiori a qualcuno.

O forse noi siamo di parte.