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Le Barbie viventi del Sol Levante

La moda, si sa, cambia velocemente.
La moda giapponese, poi, cambia con la rapidità con cui gli idols causano/sono vittime di incidenti stradali… quindi molto rapidamente, per intenderci.

Questo naturalmente influenza molto anche il mondo della musica e, dove fino a poco tempo prima alcune band Visual Kei ispiravano Lolita di vario genere, soprattutto le Gothic Lolita, ora tutto ciò è magicamente passato di moda. E cosa ha sostituito pizzi e merletti nei negozi di Takeshita Dori?

Ovviamente la moda gyaru.

(Ah, lo dico qui per evitare di passare per quella ignorante… so perfettamente che le Lolita non sono svanite nel nulla, si sono solo, come dire… undecimizzate? Passatemi il termine… E so anche che all’estero ce ne sono ancora fin troppe, ma si sa, qui la moda giapponese ci mette un po’ ad arrivare…)

Le gyaru… *sospira*
Le gyaru non sono altro che il risultato del revival Anni ’80 che c’è stato un po’ in tutto il mondo negli ultimi anni, visto che arrivano dritte dritte da quegli anni lì. Ciglia lunghissime, occhi grandissimi, pelle liscissima, capelli curatissimi e quasi sempre tintissimi, unghie decoratissime, vita strettissima e via dicendo. Delle Barbie viventi, insomma, che affollano un numero spropositato di riviste a tema.

E proprio le modelle di queste riviste si sono lanciate nel mondo della musica, improvvisandosi (o anche no, non stiamo a sindacare) cantanti.

Le più famose sono forse le Juliet, gruppo di tre modelle che ha debuttato durante l’estate dell’anno scorso.


Ma non è tutto. Sull’onda del successo delle AKB48, il numerosissimo gruppo di Akihabara, il quartiere di Shibuya non ha voluto essere da meno e ha recentemente messo su un gruppo di gyaru, le Shibuya GAL’S (fantasia portami via), prodotto e guidato dalle modelle Yumachi & Aina (Yuma Takahashi e Aina Tanaka). Al momento le ragazze sono “solo” 24, ma hanno già detto che presto arriveranno a 48, e lanceranno il loro primo singolo ad agosto (come le Juliet l’anno scorso… ma santo cielo, dov’è finita l’originalità?).


Ora, io capisco che il successo delle AKB48 sia qualcosa di ridicolmente mastodontico, ma non penso sia dovuto solo al numero delle ragazze… o no?

Insomma, gli otaku di Akihabara contro i gyaru-o di Shibuya, chi avrà la meglio?

Se questa moda sopravviverà ancora a lungo, questo è tutto da vedere. Però ammettiamo che le gyaru ci piacciono molto più delle inquietanti Gothic Lolita che affollavano Harajuku fino a un paio di anni fa…

 

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