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Kis-my-Scandal

Se il metodo della Johnny & Associates per promuovere i suoi artisti è sempre lo stesso, chi siamo noi per essere da meno e non seguire il filone di pettegolezzi – che manco a dirlo ha l’unico scopo di portare sempre più gente ad interessarsi dei ragazzi giusti al momento giusto?

Finalmente è arrivato il momento di finire sui peggiori rotocalchi giapponesi anche per Hiromitsu Kitayama, una delle due voci principali e leader dei Kis-my-Ft2, una unit di Johnny’s Juniors composta da sette ragazzi della J&A. Nonostante non abbia ancora ufficialmente debuttato, l’idol ha già venticinque anni compiuti, quindi ci dispiace, ma, per questa volta, niente scandali su ragazzini minorenni. Sempre che di scandalo si tratti, in verità: il ragazzo è stato infatti visto in compagnia della bella attrice, cantante e modella di sangue misto (il padre è per metà sudamericano) Meisa Kuroki.
Sul pettegolezzo in sé, in verità, non c’è molto da dire, essendo stato smentito bene o male cinque minuti dopo la sua pubblicazione. I due ragazzi sono stati fotografati “insieme” – con le dovute virgolette del caso – dopo una festa a cui hanno partecipato con un’altra ventina di persone, abbandonandola insieme per puro caso. Ovvero, niente di più rispetto all’ennesimo pettegolezzo parecchio tirato del Friday. L’effetto sortito, però, è stato esattamente quello sperato: nonostante le due agenzie si siano affrettate a smentire qualsiasi tipo di relazione tra i due che andasse al di là della semplice conoscenza (e già questo darebbe da pensare, dato che la Sweet Power, l’agenzia di spettacolo di Meisa, non si è mai tirata indietro dal confermare le relazioni della ragazza), noi non possiamo fare a meno di immaginare Kitagawa che si sfrega le mani soddisfatto, al vedere l’ennesimo pettegolezzo costruito sbucare fuori al momento giusto. Insomma, non siamo le uniche ad aver notato che gli scandali con le attrici più famose escono sempre quando c’è qualche drama di prossima uscita da pubblicizzare, o no?

Hiromitsu apparirà, infatti, al fianco di Taisuke Fujigaya (co-leader e co-frontman dei Kis-my-Ft2) nel drama di prossima uscita Misaki No.1!, la cui protagonista sarà l’attrice Karina nei panni della Numero Uno di un famoso Hostess Club che si ritrova a fare l’insegnante in una classe di bulletti, tra cui ovviamente i due Johnny’s Juniors. Insomma, non la più entusiasmante delle trame, questo però lascerebbe intuire il motivo del pettegolezzo probabilmente inventato di sana pianta – come ha preferito ricordare anche la povera Meisa sul suo blog, tirata in mezzo anche se di certo non ha bisogno di pubblicità.
Non che ne avrebbero avuto bisogno, in realtà: sarebbe bastato indagare un minimo sul passato del ragazzo per trovare accessibili ovunque sul web diverse foto in cui era in dolce compagnia, all’epoca liquidate con un semplice “Si tratta di fotomontaggi ben riusciti“. Che sia vero oppure no, non possiamo dirlo, possiamo però ripescare nel passato e ricordare di altri memorabili pettegolezzi come la visitina di Hiromitsu in ospedale perché a quanto pare aveva contratto la clamidia – una malattia sessualmente trasmissibile e guaribile attraverso semplici antibiotici –  o ancora una serata trascorsa in un Love Hotel in compagnia di due giovani ragazze, viste uscire al suo fianco più tardi in nottata. Certo, anche quei due pettegolezzi avevano fondamento tanto quanto quello con Meisa, ma di certo non coinvolgevano un’attrice tanto famosa, e non avrebbero quindi attratto abbastanza pubblico.

Per solidarietà, mi sembra giusto tirare fuori qualche storiella anche sui compagni di gruppo di Hiromitsu che, nonostante quei faccini dolci ed il fatto che a vent’anni e passa siano ancora dei Juniors, non sono da meno dei loro senpai che hanno già debuttato. Il primo della lista è Yuuta Tamamori, vent’anni compiuti a Marzo di quest’anno – quindi diventato maggiorenne in Giappone proprio da appena qualche mese – che ha fatto un colpaccio, ritrovandosi paparazzato sia da BUBKA che da Shukan Bunshu, assicurandosi così il successo – non a caso, dopo lo Special ed il film di Gokusen, è finito in pole position nel gruppo al fianco di Kitayama e Fujigaya. Nell’Aprile di quest’anno, poco dopo lo Special di Gokusen e poco prima dell’annuncio del film – il giovane Yuuta è stato visto salire su un taxi con aria circospetta, e, poco dopo, fermarsi davanti ad un edificio prima di entrarvi con aria piuttosto familiare, nonostante non si trovasse decisamente dalle parti di casa sua. L’edificio pare fosse l’abitazione della gravure idol Akina Minami, sua coetanea ed ex compagna di classe, quando entrambi frequentavano l’istituto superiore Hinode. Pare che all’epoca i due avessero una relazione, niente affatto segreta e anche piuttosto duratura, e fossero spesso stati visti insieme durante i loro appuntamenti a Disneyland o nei locali di Shibuya, proprio come una normale coppietta. Quando la Minami si dedicò completamente alla carriera di gravure idol, i due decisero di lasciarsi, ma la loro relazione potrebbe aver recentemente ripreso i vecchi ritmi – pochi giorni dopo la paparazzata, infatti, i due sarebbero stati visti insieme in un ristorante etnico di Shibuya. Da allora non si sa più niente, certo è che, nonostante il pettegolezzo fosse uscito anche questa volta al momento giusto e sul ragazzo giusto, se non altro non sembra così costruito come tanti altri.

Decisamente di altro genere sono i pettegolezzi – pochi e ben nascosti – che gravitano intorno al cantante e rapper dei Kis-my-Ft2, Taisuke Fujigaya. Conoscendolo, in verità, è abbastanza facile intuire che, almeno nel suo caso, i pettegolezzi non fossero stati smentiti o sapientemente insabbiati, ma non ci fossero proprio: ciò non toglie che anche il rapper amante del rosa e dichiaratamente mammone (a quanto pare, ha la graziosa e alquanto femminile abitudine di cucinare rimanendo al telefono con sua madre, che gli spiega pazientemente tutte le ricette) abbia qualche segretuccio che è uscito allo scoperto.
Verso la fine del 2006, anche qui guarda caso in piena promozione per il drama special Byakkotai (quante lacrime, quante), Taisuke è stato visto insieme ai compagni di gruppo Kitayama e Toshiya Miyata ad un go-con, ovvero un appuntamento di gruppo, con alcune ragazze della Yellow Cab. La parte interessante del pettegolezzo è che pare che Kitayama e Miyata, dal canto loro otaku dichiarati, avessero deciso di portarsi dietro l’allora ancora diciannovenne Taisuke per “mostrargli come va il mondo”, nonostante Miyata fosse comunque più giovane di lui di un anno. L’esito dell’appuntamento non è dato saperlo, si sa solo che foto non ne sono state scattate ed i tre si sono allontanati insieme dal Karaoke, dopo aver salutato le ragazze con un formale inchino. Che fosse stato un fallimento?
Be’, in quel caso, non c’è problema. Qualche mese dopo, a Settembre del 2007, Taisuke torna a far parlare di sé, anche se in maniera decisamente marginale. Il suo senpai preferito nonché amico Koki Tanaka dei KAT-TUN, dopo una performance particolarmente ben riuscita, pare aver deciso di portarselo dietro al Meshi Restaurant di Roppongi. I due, sono stati visti accompagnati da una giovane bella donna, probabilmente una modella, che sembrava in intimità con Koki – e quando mai, diremmo noi, che i KAT-TUN siano dei marpioni diplomati non è certo una novità. La novità è che, probabilmente, anche Tanaka volesse “mostrare come va il mondo” al piccolo Taisuke, allora già ventenne oltretutto, perché dopo la cena, ha continuato a trascinarlo di karaoke in karaoke e di locale in locale. Quella notte, la rivista FLASH ha scattato una foto dei due idols in compagnia di due ragazze, pare coetanee di Koki, riportando nell’articolo che Taisuke fosse palesemente in imbarazzo e si fosse allontanato dal gruppo per primo, a fine appuntamento. Non c’è che dire, Taisuke proprio non ne vuole sapere niente, di come vada il mondo.

Fortuna vuole che, almeno i suoi compagni di gruppo – ad eccezione di Wataru Yokoo, la cui coscienza e la cui fedina penale sono bianche come i denti di Tegoshi dopo la plastica – seppur più giovani sappiano già bene come va il mondo. E se Takashi Nikaido, nel 2008, viene paparazzato a camminare mano nella mano a Roppongi con la Morning Musume Kusumi Koharu, allora sedicenne nonché la più giovane solista dell’Hello!Project, il suo compagno di gruppo e migliore amico Kento Senga punta a pettegolezzi decisamente più interessanti.
L’attrice Kii Kitano, co-protagonista di BANDAGE insieme a Jin Akanishi, se qualcuno non la conoscesse, pare infatti essere stata additata come appartenente alla nuova generazione delle jyani-kui, in parole povere, le ragazzine famose che vanno a caccia di Johnny’s. Dopo aver dichiarato – sempre secondo l’affidabilissimo BUBKA ovviamente – di essere follemente innamorata di Hikaru Yaotome degli Hey!Say!JUMP, pare che dopo la rottura del loro presunto rapporto non abbia aspettato che due giorni, per farsi vedere nuovamente in dolce compagnia, questa volta proprio insieme a Senga. Non che fosse chiaro se i due stessero insieme, se si trovassero ad un appuntamento o fossero semplicemente amici: ciò che sembra, è che stessero discutendo piuttosto animatamente su qualcosa, e tra i giornalisti c’è chi scrive di aver anche sentito fare il nome di Yaotome, prima che proprio Senga che se andasse lasciando la Kitano da sola. Ovviamente, tra loro c’è chi è pronto a giocarsi le unghie che si trattasse di una scenata di gelosia, i più sinceri ammettono che, a quanto pare, Senga stesse invece prendendo le parti del collega Yaotome in una discussione con l’attrice. E dato che questi sono pettegolezzi vecchi di ormai un paio d’anni, a noi, non è dato sapere.
Anche Toshiya Miyata si è dato il suo da fare: per quanto si dichiari un fiero otaku, pareva aver scatenato un certo scalpore quando, all’inizio del 2009, è stato visto da alcune fans scambiarsi un bacio molto appassionato con una giovane ragazza più alta di lui, a quanto dicono una modella di sangue misto e dal taglio degli occhi occidentale, davanti ad un treno in prossima partenza.

Insomma, la conclusione è una sola. Se questi ragazzi alzassero un po’ il tiro dei loro pettegolezzi come ha fatto il buon Kitayama, è certo che debutterebbero entro pochissimi mesi. Bisogna solo convincere Taisuke a non aver paura delle donne… e convincere le donne a non aver paura di Hiromitsu.

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Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni…

Ma chi si fa di nuovo vivo da queste parti?
Ebbene sì, siamo tornate! E si spera anche definitivamente. Sì, sì, lo sappiamo che vi avevamo promesso un ritorno circa duecento anni fa, ma a dirvi tutta la verità e nient’altro che la verità (da che pulpiti poi, che vi arriva questa verità!), piuttosto che lanciarvi di tanto in tanto qualche post scritto di fretta a causa del nostro poco tempo libero, abbiamo preferito attendere per tempi migliori, nonostante i nostri occhi e le nostre orecchie (oltretutto, lo sapevate che nei serpenti gli organi di senso sono delle specie di fossette ai lati della bocca? Io no. E mi ha fatto impressione scoprirlo.) fossero in ogni caso ovunque, per immagazzinare le informazioni da portarvi al nostro ritorno.

Ed eccoci qua! Cosa è successo in nostra assenza nella terra del Sol Levante, tra gruppi di quarantotto persone che si moltiplicano (speriamo anche non tra loro, sinceramente) sino ad arrivare ai già mitici OJS48 (che altri non sono che un gruppo di aitanti poliziotti in pensione che sperano di far concorrenza alle giovini idols sempre più numerose) e furibonde liti tra fandom?
Molto, in verità, e già sbianchiamo alla sola idea di metterci in pari con tutto.
Quindi, bando alle ciance, procediamo per punti, condensando qualche mese di pettegolezzi in bene o male poche righe, per questo post:

Numero uno! Mister Hiro Mizushima (click!), dopo essere diventato il sogno erotico di mezzo Giappone e oltre nel ruolo dell’affascinante Nanba senpai di Hanazakari no Kimitachi e (Hana Kimi per i pigri, e anche per noi d’ora in poi) e aver cementato la propria immagine sexy mostrandosi in déshabillé in un photobook che non dimenticheremo facilmente, non solo si è sposato con quell’esemplare di evanescente e meravigliosa fanciulla che altri non è Ayaka (click, la cantante la cui voce è apparsa nella sigla di Zettai Kareshi, in cui ha recitato anche Mizushima) alla fine del 2009, ma insieme hanno abbandonato la Ken-On, l’agenzia in cui avevano lavorato sino a quel momento, e fondato un’altra compagnia tutta loro. Pare che Mizushima volesse intraprendere una carriera di scrittore (uh là là, direbbero i francesi), riducendo un po’ le attività come attore, ma la compagnia non volesse dare il suo supporto. Quindi, ha piantato baracca e burattini, e ha traslocato insieme alla sua anima gemella. Noi attendiamo le sue future opere letterarie, anche se, a dirla proprio tutta, ci chiediamo perché sempre i bonazzi debbano darsi all’intellettualità invece che spogliarsi ancora.

Numero due! Pessime nuove dal mondo del J Rock (Visual, Oshare, Angura o chissà che altro si sono inventati, chiamatelo come volete). Una preoccupante sfiga sembra essere calata su gran parte delle band più conosciute quest’anno, o, per meglio dire, quella che era stata chiamata la maledizione del 2009, sembra non voler abbandonare i nostri androgini amichetti nemmeno nel 2010. Oltre ad una serie di abbandoni (tra cui il più recente: Masahiro Watanabe, bassista dei té, (click!) ha infatti deciso di abbandonare il gruppo e le scene musicali, lasciando nel vago i motivi, forse morali, forse fisici, forse le solite divergenze di opinioni o forse sta cercando un gruppo il cui nome abbia più di una sillaba), a preoccupare sono stati più che altro la serie di forzati hiatus di band il cui cantante si è ritrovato la voce di colpo in pessime condizioni. Prima Ruki, il cantante dei Gazette (click!), ha interrotto un concerto e rimandato alcune date a causa di un problema alle corde vocali, poco dopo Hizumi, cantante dei D’espairs Ray (click!), si è trovato ad annunciare, suo malgrado, una pausa per tutto il gruppo, e stessa cosa successe ad Isshi dei Kagrra, (click!), pochissimo dopo. Insomma, i libri di antropologia non mentono: gli uomini asiatici, in particolare proprio i giapponesi, hanno alcuni tratti in comune con l’universo femminile. Uno di questi è la mancanza di un enzima che permetta l’assimilazione dell’alcool (sì, è per questo che ci vuol niente a farli ubriacare), un altro sono le corde vocali piuttosto sottili, quindi poco adatte a certi generi musicali piuttosto prorompenti. Un altro ancora sono la mancanza di peli sul viso, probabilmente. Scherzi a parte, noi speriamo bene, ed un augurio di pronta guarigione in ogni caso.

Numero tre, per fortuna. Già, per fortuna, dopo questa scia di brutte notizie (per noi il Mizushima scrittore che non vuole più spogliarsi è una brutta notizia, vorrete per caso biasimarci?), c’è sempre il caro fanciullo che ci allieta le giornate, ormai soprannominato in patria Uwasa King, il re dei pettegolezzi. Insomma, per farla ancora migliore, dovrebbe far sbucare un gossip con Erika Sawajiri… non è che per caso ci sta già pensando?

Ovviamente è Jin Akanishi che torna a far parlare di sé, sempre che abbia mai smesso di farlo. L’unico esemplare di idol che lurka twitter dall’account dell’amichetto (altrimenti detto Josh, il suo co-produttore o co-lyricist o amante o qualcosa di ugualmente preoccupante) quando le fans scatenano i progetti su di lui, e che probabilmente ha suggerito al suddetto amichetto di stampare i tweets dove lo dichiaravano particolarmente sexy per appiccicarseli in camera. E oltretutto l’unico – se non altro sino ad ora – che è riuscito a sganciarsi dalle inquietanti e rigidissime regole della Johnny & Associates – che cercheremo, raccoglieremo, e pubblicheremo, potete giurarci – per abbandonare il proprio gruppo ed intraprendere una carriera da solista, in Giappone ed oltre oceano.
Ebbene sì, l’Ackeneeshe nazionale è ora internazionale, nonché solo, ora anche sul sito ufficiale dell’agenzia, insomma, indietro non si torna, ormai. Eppure le fans più affezionate dei KAT-TUN (che nel frattempo sono diventati KaT-TUN, giusto perché KTTUN non era pronunciabile e KUNTT sarebbe finito per essere pronunciato all’americana, cunt, e non era carino) ancora non vogliono crederci: e cosa fanno i nostri cari amici giornalisti? Ne approfittano ovviamente, perché gettare acqua sul fuoco non sarebbe altrettanto divertente che soffiarci sopra per aumentare le fiamme. E anche perché, ammettiamolo, far sbucare il nome di Akanishi un po’ ovunque alza gli ascolti e le vendite, e un po’ di pubblicità fa sempre piacere: quindi, proprio mentre gli ora KaT-TUN si preparano al singolo di prossima uscita (Change UR world, sempre si ringrazi l’originalità dei titoli della J&A ed il caro Tanaka, che con il suo tocco bimbominkiesco all’americana non si smentisce mai) già si vocifera del possibile ritorno di Jin tra loro, anche se solo in veste di inviato speciale (!) nei paesi anglofoni per un loro futuro programma televisivo.
Non che a lui abbia detto qualcosa qualcuno, in verità, dato che al momento si sta preparando all’uscita del proprio primo singolo da solista agli inizi del 2011, Eternal, di cui programma l’uscita simultanea in patria e negli States.
E nonostante al momento non faccia altro che gironzolare con Tomohisa Yamashita, Ryo Nishikido, un insospettabile Yuya Tegoshi (non diteci che c’è ancora qualcuno al mondo che non sappia dei dissapori tra lui e Akanishi!) e gli altri della truppa, giura che si stia preparando al meglio per il suo Yellow Gold Tour 3010 (informazioni sul sito ufficiale dell’Ackeneeshe in terra straniera). Noi, dal canto nostro, attendiamo il pettegolezzo con Erika Sawajiri. Perché sarebbe proprio un pettegolezzo di dimensioni eclatanti.

E per il prossimo post? Bene… alzi la mano chi vuole sapere cosa ci fa la faccia (rifatta?) degli Arashi su un Jet privato.

La tartaruga un tempo fu un animale che correva a testa in giù…

Come un siluro filava via…
Insomma, chi non conosce questa canzone? Un sacco di gente, ho indagato, come no. Ma non è colpa mia se sono più vicina alla generazione dello Zecchino d’Oro piuttosto che a quella di Gossip Girl (sic!) e da ora in avanti si comincerà a vociferare che anche noi abbiamo duecento anni come Gackt (però sono stata brava, sono andata persino a pescarvi il video). Bene o male, la storia è questa: la tartaruga, tanto tempo fa, era un animale dentato che correva veloce veloce veloce… sino a che un giorno non è andata a sbattere contro un muro, si è rotta qualche dente, e ha capito che chi va piano, va sano e va lontano, e soprattutto trova boschi di carote (…) e biondi tartarughi (!).
Avrete già capito a chi è dedicato questo post, immagino. Allora cominciamo subito?


Il protagonista sarà proprio Kazuya Kamenashi, il preferito di tutti gli spettegoloni del web, una delle due (e per il momento l’unica) voci principali dei sempre più popolari KAT-TUN, il ragazzo dei sogni (altrimenti detto il protagonista di numerosi Dream Boys), nominato migliore attore, migliore fidanzato, migliore figlio, migliore amico fratello amante una serie di volte, nonché miglior culetto in jeans per ben tre – quattro? – anni consecutivi (altrimenti detto Best Jeanist, vincitore dal 2006 al 2009, e con ogni probabilità anche nel 2010). Nell’ipotetico grafico che immaginiamo appeso nel camerino dei KAT-TUN sui più spettegolati e più apparsi sul malfamatissimo BUBKA, non sarà di certo al primo posto, quello spetta al collega Koki Tanaka, ma di sicuro è subito dietro di lui (e forse non solo in senso figurato) – e se valesse non solamente la quantità, ma anche la qualità dei pettegolezzi, il bel Kamenashi non lo batterebbe proprio nessuno.

Le avventure (e la metamorfosi) della nostra tartarughina ebbero inizio nel lontano 1998, quando, alla tenera età di soli dodici anni, venne caricato in auto da tutti i familiari, che con qualche banale scusa lo depositarono a fare il provino per entrare a far parte della Johnny & Associates, nonostante il fanciullo non fosse minimamente interessato. Cosa in lui abbiano visto il vecchio porco (aka Johnny Kitagawa) e colleghi durante l’audizione – oltretutto la stessa a cui parteciparono i compagni di gruppo Akanishi e Nakamaru – questo è ancora un mistero, ma ciò di cui siamo certi è che non fosse la bellezza. In ogni caso, il piccolo Kame venne immediatamente accettato (a differenza di Akanishi che venne inizialmente rifiutato, ma questa è un’altra storia), entrando nelle grazie del vecchio patriarca della J&A, che lo spinse addirittura a continuare anche nella sua carriera come giocatore di Baseball. Manco a dirlo il ragazzino abbandonò il suo probabilmente brillante futuro nello sport non appena si rese conto di quanto infinitamente più divertente ed appagante fosse sculettare vestito di soli lustrini alle spalle dei Kinki Kids.

Ma facciamo un passo indietro: lo riconoscete questo musetto? No, non è Kif, l’alieno verde di Futurama, è solamente il nostro piccolo – ed irriconoscibile – Kamenashi. Capite adesso quando avevamo detto che la bellezza non poteva essere di certo il suo cavallo di battaglia?
Ma prima di venire tacciate di essere inventori di notizie, è necessario citare una piccola clausola, nonché una delle poche conosciute insieme all’obbligo di celibato sino ai trent’anni, del contratto della Johnny & Associates: ognuno degli artisti, indipendentemente dall’età, è moralmente obbligato a dichiarare ogni intervento di chirurgia plastica a cui si sia sottoposto, se gli viene chiesto in un’intervista o in una conferenza stampa di qualsiasi genere. Una sorta di gentilezza per evitare di tradire la fiducia delle fans, diciamo, ebbene sì, sono parecchio strani questi Giapponesi. E Kame, per arrivare ad essere il faccino che tutti conosciamo e vediamo bene o male ovunque, di ritocchini qua e là se ne è fatti un bel po’ – alcuni maligni dicono persino che si sia volontariamente piazzato sotto i ferri per ben trentacinque (trentacinque!) volte, ma questo, a differenza degli interventi più innegabili, è sempre stato smentito.
All’inizio fu il turno del naso: era ancora in piena pubertà, quando al poveretto è stata portata via una significativa porzione di naso, per farlo diventare il nasino sottile (circa) che fa invidia ad alcuni dei suoi compagni di gruppo (non me ne vogliate). Pochissimo tempo dopo, l’operazione standard della J&A, per ingrandire gli occhi e occidentalizzarli quanto più possibile – e pare che, con tanto di ammissione di colpa, i ritocchini agli occhi siano stati più di uno, per eliminare quelle adorabili (a mio parere) occhiaie che praticamente tutti i Giapponesi hanno. Una sistemata ai dentini (e non con l’apparecchio, del resto, se ha i soldi per rifarseli da capo, chi glielo fa fare?) ed il gioco è fatto: nella lista di interventi vociferati e mai ammessi ci sono anche zigomi, labbra, e addirittura attaccatura delle orecchie, ma onestamente a me non sembra che possa averne avuto bisogno. Noi non giudichiamo, del resto, come Agrado diceva in Tutto su mia madre, una persona è tanto più autentica quanto più assomiglia all’idea che ha di se stessa, e se questa era l’idea che Kamenashi aveva di se stesso, chi siamo noi per non essere del tutto d’accordo con lui? Anzi. Tutto il resto, è merito della mamma e della palestra.

Ma cosa ha combinato la nostra tartaruga non appena è riuscita a diventare una gran bella tartaruga (anzi, un po’ prima)? Ovviamente ha fatto parlare di sé, e non poco, direi.
Se dovessimo stare a citare ogni singolo pettegolezzo uscito su Kamenashi, potremmo tranquillamente tenere un blog solo su di lui (e ci piacerebbe, è innegabile che ci piacerebbe, visto quanto ridiamo ogni singola volta), ma tanta altra gente ci chiama a narrare delle loro faccende, quindi ci tocca solo dirvi i migliori (e sono proprio i migliori).
Prima di tutto, è necessario annunciare che Kame, apparentemente, non porta le mutande. A dircelo è un famoso stilista giapponese, si vocifera che sia niente popò di meno che il celebre Takeo Kikuchi che, al secondo anno consecutivo di vittoria come Best Jeanist, è stato interrogato sul motivo del successo dell’idol. “È molto semplice” ha detto “il segreto sta nella linea dei suoi fianchi. Non solo i jeans, qualunque cosa, da una tuta ad un kimono tradizionale, dona a Kamenashi. Come mai, chiedete? Mi sembra ovvio: non indossa mai intimo, e la forma del suo sedere è esattamente quella di una pesca perfetta”. Come faccia lo stilista a sapere questi particolari così intimi non si sa, ma se lo dice lui, chi siamo noi per dubitarne?

E non sappiamo se debba al suo culetto a forma di pesca (e a proposito, non erano proprio le famose chiappette di Tomohisa Yamashita ad aver universalmente avuto lo stesso nomignolo?) anche la rinomata storia con Kyoko Koizumi, detta Kyon Kyon (click!), famosa cantante attrice di soli (!) venti anni esatti più vecchia di lui. I primi avvistamenti risalgono all’Aprile del 2006, due anni dopo il divorzio della cantante dall’attore Masatoshi Nagase, e diamole credito per aver aspettato che il giovane idol fosse almeno maggiorenne. Anche qui, niente di nuovo rispetto alle solite coppiette di idols (giovini o attempati che siano) che vagano per le stradine di Tokyo: strani cappelli e strani occhiali a fare da travestimento, onde poi toglierseli nei ristoranti e nei negozi facendosi riconoscere dal mondo intero. Molto intelligente, senza dubbio.
La loro storia, però, ha ovviamente qualche punto in più rispetto alle altre, altrimenti non sarebbe stato il più grande pettegolezzo dei piccoli della J&A, vi pare? Quando Kyon Kyon, ormai stanca di essere seguita bene o male ovunque in attesa di vederla caricarsi Kamenashi in macchina e portarselo via (click! e click! vari) – è quello che ti meriti per aver irretito un fanciullino, tesoro – ha deciso di caricarselo invece su un aereo e portarselo direttamente a Parigi. Parigi, proprio così, la città più romantica del mondo, patria del Louvre, degli Champs-Elysées, della Tour Eiffel e delle baguette sotto l’ascella. Non che loro abbiano visto qualcosa di tutto ciò: mentre la Koizumi era a fare incetta di scarpe e borsette, il nostro eroe si divideva tra Pigalle, il quartiere a luci rosse in cui si trova il Moulin Rouge, e Marais, un vero e proprio gay village, oltretutto tra i più famosi d’Europa, in cui è rimasto sino a notte inoltrata. Che sentisse la mancanza di casa?
Consapevole o no che fosse Kyon Kyon, pare che il giovane idol ne abbia approfittato alla grande, dandosi alla pazza gioia con le carte di credito della cantante per sin troppo tempo. La loro storia d’amore, per quanto poco reale possa sembrare ora, è durata sino al Febbraio del 2008 o poco prima, quando Koizumi, beccata mezza ubriaca ad un party esclusivo (ma non così tanto che Friday e BUBKA non riuscissero a metterci il nasino), ha dichiarato, ridendo, oltretutto, che tra lei e Kame era finito, tutto finito. Cosa di cui nessuno aveva dubbi, visto che nello stesso periodo, anche Kamenashi era ubriaco ad un party, ma invece di parlare della cantante con cui era stato, si stava sbaciucchiando tre ragazze per volta.

Quanto fosse iniziato è ancora da definire, certo è, però, che Kame ha sempre avuto un debole per le donne più vecchie di lui: nell’estate del 2007 (quando ancora i due stavano, in teoria, ancora insieme), l’attività preferita del ragazzo pare fosse frequentare un Hostess Club di classe a Roppongi – che poi, quanto di classe possa essere un locale a Roppongi, anche questo è ancora da definire. Fatto sta che, tra le tante ragazze disponibili ad intrattenere un giovane ed aitante idol pieno di soldi, lui preferisse una compagnia decisamente più matura, o meglio, la Mama del Club, una donna molto affascinante che andava per i quaranta. E se agli inizi le visite di piacere nel Club erano in compagnia di amici e colleghi, divennero sempre più frequenti, soprattutto nell’Agosto di quell’anno, sino a quando non fu la compagnia stessa, a quanto pare, a proibirgli di vedere ancora quella donna per cui si era preso una cotta che continuava a spillargli soldi. Insomma, le cose andavano così: lui spillava i soldi a Kyon Kyon e andava a sperperarli negli Hostess Club dove una Mama li spillava a lui. Tutto chiaro, no?

Tutto chiaro e tutto normale, “normale”, per quanto possa esserlo la vita di uno come Kamenashi, è ovvio. Finita la storia con la Koizumi e passata la cotta per la proprietaria dell’Hostess Club, il nostro eroe si accontenta di uscire con ragazze normali che non cercano (forse) di spillare soldi a lui, né lui cerca di spillarli a loro. Si vede in giro con un paio di ragazze, un appuntamento doppio con il senpai Jun Matsumoto e le rispettive compagne, ad una addirittura regala un ciondolo per il cellulare identico al proprio (accidenti, le cose si fanno serie). Niente incidenti, se si eccettuano i vari episodi di mutande sudate scomparse sul set di One Pound Gospel, ovviamente mutande di Kamenashi, che apparvero poi in vendita mesi dopo sui siti internet del mercato nero coreano (no, non scherziamo, tristemente).


Le cose divertenti cominciano, ovviamente, quando un vecchio scandalo, tenuto in caldo per ben due anni, torna a galla nel 2008: si parla di un litigio e di una paparazzata piuttosto pesante sul set del drama Sapuri, di cui Kamenashi era il protagonista nel 2006. Il ragazzo, all’epoca delle riprese ancora minorenne, pare avesse insistito un po’ troppo per poter partecipare ad una festa con i suoi co-attori, tutti, ovviamente, maggiorenni e legalmente riempibili di alcool. Il fu manager privato dell’idol – il fu perché venne allontanato, all’inizio senza spiegazioni, ma a nostro parere del tutto intuibili – non era ovviamente d’accordo, e tra i due volarono parole piuttosto pesanti, perché si sa, la nostra tartarughina non ha mai avuto il carattere più affabile del mondo. Il manager era però piuttosto fermo sulla propria posizione, la festicciola alcolica non s’aveva da fare. Se non fosse che, ad un certo punto, il nostro fanciullo ha deciso di sfoderare tutte le sue armi segrete: si è avvicinato, si è stretto all’uomo e gli ha sussurrato qualcosa, molto vicino e molto languidamente. Cosa non si sa, è certo che il manager si è calmato all’istante, non ha più aperto bocca e Kamenashi è andato al suo party. Certo, avrebbe anche semplicemente potuto minacciarlo di licenziamento – come se dipendesse da lui, poi – ma noi siamo maliziose e adoriamo pensare al peggio del peggio. Come sempre.

Vero o no che sia, è stata questa metaforica schiantata contro un muro a cambiare decisamente il giro di vite attorno alle patinate uscite serali del dolce (?) Kazuya Kamenashi: forse sentendosi ormai scoperto eppure del tutto al sicuro, ha lasciato perdere donnine e donnoni per darsi davvero alla pazza gioia. Seguendo così il poco raccomandabile amico e collega Koki Tanaka – e venendo seguiti a loro volta dal fedele Tokyo Sports che sembra avere da sempre una cotta per i pettegolezzi sulla J&A – ci ha rivelato i suoi veri gusti in fatto di donne: le preferisce uomini.
Beccati per la prima volta al Club “M” a Shibuya – dove pare che Koki fosse una sorta di habitué – Kamenashi, incredulo da tanto ben di dio, si è preso una delle prime vere epiche ubriacature della sua carriera, alla quale ne seguiranno molte altre. Oltre all’ubriacatura, si è preso una cotta per un’altra Mama del club, peccato che, in questo caso, fosse visibilmente un omone nero travestito da donna. Vedendosi chiedere dal piccolo (da lei – o lui – stessa così definito) ancora da bere, non poteva di certo rifiutarsi, e gli ha servito da bere molto più che a qualunque altro cliente, facendogli pagare bene o male un terzo di ciò che stava consumando. Quando gli alcolici sono finiti tutti in gola della piccola spugnetta, il giovane idol ha guardato Mama negli occhi (e ricordiamo che lei è un lui) e gli ha chiesto un bacio. E lei cos’ha detto? “Se tu avessi l’occasione di baciare un idol, ti tireresti indietro?” Bella risposta. E infatti l’hanno fatto. Cinque volte – e non erano bacini lievi, ma pare fossero proprio dei gran bei baci appassionati, con tanto di pubblico, ovvero Koki che rideva e batteva le mani, felice di aver trascinato un altro compagno di gruppo nel tunnel. Dopo i cinque baci appassionati, Kamenashi se l’è presa con un amico d’infanzia che aveva detto che l’ombelico di sua madre era sporgente – compatiamolo – e poi è svenuto in mezzo alla strada, venendo portato a casa da Tanaka, che dio solo sa cosa gli ha combinato.


Scoperta la sua nuova passione, Kamenashi scopre anche nuovi amici e nuovi hobby (e vaga per Tokyo con loro di notte): pur continuando a frequentare di tanto in tanto gli stessi locali di Tanaka, stringe un ambiguo rapporto con Atsushi Tsutsumishita, del duo Impulse (click!). Il rapporto è senza dubbio ambiguo per un solo e semplice motivo: Ttutsumishita spingeva, di tanto in tanto, il povero Kamenashi a travestirsi da donna. Non che lui facesse molta resistenza, anzi, pare che una sera fosse così grazioso che l’amico avesse addirittura tentato di baciarlo. Il risultato fu ovviamente un due di picche, ma sospettiamo solamente che fosse perché non aveva ancora bevuto abbastanza e l’altro, inibito, non ci abbia più riprovato. Ciò non toglie che i due abbiano continuato ad uscire insieme e frequentare i locali gay di Ni-chome, occasionalmente obbligando il più piccolo (molto dispiaciuto, immaginiamo) a vestirsi da donna. Al ritorno a casa da una di queste uscite, il ragazzo, completamente ubriaco come al suo solito – perché seguire le orme di Hideaki Takizawa fa sempre bene, ricordiamolo – ha addirittura scatenato un litigio furibondo con l’autista di un taxi che lo stava accompagnando a casa, accusandolo di aver preso un’altra strada per rapirlo e chiedere il riscatto. Non occorre dire che la strada era giusta e che il povero Kame ci vedeva doppio, vero? No, non occorre.
Ora, ci chiediamo, perché Friday, Tokyo Sports, BUBKA e qualcun altro di questi signori non ci fanno anche le foto al bel Kamenashi travestito? Perché la cosa sarebbe davvero piuttosto gradita.

Quindi, ricapitolando: Kamenashi correva sin troppo forte, contro il muro ci ha sbattuto, il bosco di carote l’ha trovato eccome… gli manca solo un biondo tartarugo da sposare. Tanti auguri, tesoro.

 

A Koki non far sapere…

Pensavate che ci fossimo dimenticate della nostra promessa, vero? E invece no, siamo sempre qui, pronte a darvi non solo i gossip più giovani, ma anche a scavare nelle vergogne dei fanciulli della
Johnny & facciotta d’angelo Associates.


La nostra vittima di oggi è, proprio come promesso, Koki Tanaka, il rapper dei KAT-TUN, masochista di professione, il bulletto bullato, il classico duro dal cuore tenero che raccoglie cagnolini maltrattati dalla strada e se li porta a casa – e non è un esempio, il nostro testa pelata ne ha appena adottato uno di tre anni, sottratto al precedente padrone che lo malmenava con un bastone.
Ma fare da ricovero ambulante canino (e da volontario in alcune case di riposo per anziani poco abbienti: se non è tenerezza questa!) non è l’unica occupazione del nostro dolce Koki: nonostante ci sia consentito nutrire il forte sospetto che i KAT-TUN abbiano nel loro camerino un tabellone con segnato chi ha più pettegolezzi magnifici (Koki in testa, Kamenashi e Akanishi quasi in parità con leggero vantaggio del primo, ma attenzione, ecco che si avvicina Ueda che esce con le ragazzine minorenni…), lui senza dubbio li batte tutti. Che sia perché spesso si trovi a peccare d’ingenuità o perché, come lui stesso ha dichiarato, in lui c’è più un semplice ragazzo di ventiquattro anni che un idol, questo ancora non lo sappiamo, sta di fatto che il nostro fanciullo si fa beccare una volta sì e l’altra pure. Bisogna però dargli credito di una cosa: Koki è l’unico che si è sempre assunto le sue responsabilità e non ha mai, ma mai una volta, negato un pettegolezzo.

Chi ricorda la sua tormentata storia d’amore con la cantante Nami Tamaki (click)? Nonostante sia stato beccato e ribeccato decisamente meno in flagrante di altri suoi colleghi, e nonostante entrambe le agenzie abbiano cercato di zittire i rumors, lui non ha mai nemmeno provato a negare la relazione. Anzi, vi dirò di più, quando mesi dopo la rottura con la ragazza è stato visto da alcuni fans uscire da casa sua in tarda serata, invece che lasciare le masse parlare come è solito nel suo campo, ha dichiarato di essere rimasto in buoni rapporti, e che stavano semplicemente scambiandosi gli effetti personali che l’uno aveva lasciato a casa dell’altro.

Ma, se questo non basta, qualche mese dopo i reporter del settimanale scandalistico Shukan Bunshun l’hanno visto accompagnare a casa una apparentemente sconosciuta fanciulla e, non contenti dello scoop, l’hanno seguito ed aspettato. Lui, dopo averla accompagnata a casa, ha aspettato di vederla entrare nell’edificio da vero galantuomo e, probabilmente, sarebbe tornato volentieri a casa, se gli stessi reporter non l’avessero bloccato ed intervistato: Koki non si è rifiutato di rispondere alle domande, anzi, è stato molto gentile – nonostante, inutile nasconderlo, facesse un po’ il finto tonto.
“State insieme?” “Oh, no, è solamente un’amica.” “Dove siete stati?” “A cena, e poi l’ho riaccompagnata a casa.” “Mi sembra di averla già vista da qualche parte…” “Oh, davvero?”
Sì, intendevamo proprio questo con il “fare il finto tonto”. Non appena Koki è riuscito ad allontanarsi, i reporter si  sono immediatamente resi conto di chi fosse la ragazza: la allora ventiduenne attrice AV (video per aduli, porno, per parlare come si mangia) Maria Ozawa (click!), conosciuta anche come Miyabi. Ora, quale sia il passatempo preferito di questi reporter ci è chiaro, ma cosa ci faceva Koki con la pornostar più attratta dai personaggi celebri che ci sia in circolazione (ricordiamo i suoi flirt con Miyavi, Nao, il batterista degli Alice Nine, ed anche alcuni politici piuttosto influenti)?
Questo non è del tutto chiaro ancora oggi. Infatti, la ragazza stessa, poche settimane dopo essere stata vista al fianco del rapper, durante un’intervista non ha osato negare la presunta relazione. Quando le è stato chiesto cosa ci fosse di vero sul pettegolezzo, lei ha semplicemente risposto “Basta guardarmi in faccia e capirete la verità!”, un po’ poco chiaro, fosse, se non per il fatto che avesse un bel sorriso radioso stampato in volto. Ah, l’amour…
Già, peccato che il cuoricino del nostro rapper si è spezzato nel giro di pochissimi giorni. La Ozawa ha infatti pubblicato un post sul suo blog (qui!) dichiarando che tutto ciò che era scritto sull’articolo del Tokyo Sports a proposito della relazione tra lei e Tanaka fossero una manciata di baggianate. Certo, poteva anche dirlo prima, a pensarci bene. Peccato che fosse una strategia – pessima – per scaricare il caro Joker in modo più distaccato possibile, secondo alcune fonti molto ben accreditate (tipo un paio di ragazzine che sono convinte di essere amiche della pornostar, già). Insomma, Koki, abbiamo capito che sei masochista e ti piace soffrire, ma non lo sai che le storie d’amore con le professioniste del sesso non vanno mai a buon fine?

No, evidentemente al ragazzo piace soffrire. Dopo un brevissimo ma piuttosto pesante flirt con la modella Lena Fuji (click!) e tanto altro lavoro di volontariato (questa volta in un centro per portatori di handicap: ma io ripeto, la tenerezza!), finalmente ha trovato una brava ragazza con la testa sulle spalle – o, almeno, così sembrava.
La fanciulla, chiamata da noi e dal resto del mondo di ficcanaso spettegoloni A-san, infatti, non è propriamente una fanciulla, ma una di quelle ragazze che in Giappone vengono chiamate New-half, ovvero, crudemente detto, una transessuale. La ragazza, questa volta, non ha nemmeno aspettato che la relazione (o presunta tale) con Koki seguisse il suo naturale corso (probabilmente finendo, conoscendo la fortuna in amore del poveretto) prima di spiattellare tutto allo Shukan Bunshun. Pare che alcuni amici comuni abbiano portato la ragazza – molto bella, e niente affatto mascolina – ad un party a casa di Koki e, “inconsapevolmente” (crediamoci), fossero tutti accoppiati, tre ragazzi e tre ragazze. Koki è stato immediatamente attratto dalla bellezza e finezza di A-san, e ha cominciato a parlare con lei, dimostrandosi molto dolce e galante. Ad un certo punto, si sono diretti in camera del ragazzo – c’erano ancora i loro amici comuni, tra cui i due ragazzi amici di Koki, fermi lì lì ed incerti sul se dire o meno qualcosa al rapper – qualcosa tipo, ehi, lo sai che quella è ancora mezza maschio? No, evidentemente non aveva poi troppa importanza. Koki è riuscito perfettamente nel suo intento di mettere a proprio agio la ragazza, che già si era spalmata sul suo letto senza bisogno di ulteriori inviti, attirandolo a sé. E insomma, lì hanno cominciato a fare le loro cose, la storia dell’ape e del fiore e del fiore dal gambo troppo lungo, non dobbiamo spiegarvelo noi, giusto? Già, peccato che il povero Koki avrebbe dovuto avere qualcuno a spiegargli come funzionano le cose perché, a quanto diceva la ragazza, non si era assolutamente accorto del piccolo particolare che non la rendeva proprio del tutto una donna. O se n’è accorto ma la cosa non gli importava in alcun modo, ipotizziamo noi: ha infatti continuato a vederla di tanto in tanto, a cercare una relazione un po’ più seria che però è stata rifiutata da A-san. Hanno continuato a vedersi, ad uscire a bere insieme di tanto in tanto, finché, ahimé, il poveretto non ha scoperto proprio grazie ai tabloid del segreto della fanciulla. Ma possibile che non se ne fosse davvero accorto?


In effetti tutto è possibile, visti i festini che dà a casa sua il caro rapper. Dopo che vari carabinieri e ambulanze hanno tutti fatto una puntatina da lui per vari motivi (quasi tutti riguardanti telefonate di vicini preoccupati), è stata sempre A-san a raccontare questa volta a Friday (altro giornalaccio scandalistico famoso per fondare i suoi articoli – almeno lui – su prove fotografiche fornite direttamente dagli intervistati) dei tatuaggi di Koki. Ora, è necessario dire che gli idols della Johnny & Associates non possono tatuarsi, ed i piercing sono permessi solo in posti molto virili come l’ombelico. L’unico temerario che ha osato farsi un tatuaggio è stato Subaru Shibutani dei Kanjani8, sul polso, come segno di protesta, e ha poi dovuto rimuoverlo – nonostante voci dicano che non l’abbia affatto rimosso, lo copra solamente con il trucco. Koki, invece, i tatuaggi se li è fatti in punti non esattamente visibili per un idol medio – certo, se un giorno finirà su An An sarà nei guai: sulle sue gangsta’ chiappe. Oltretutto, nonostante l’apparenza, è molto legato allo spirito e alla tradizione giapponese ( 大和魂 ovvero yamato damashii ) e ha i kanji di “yamato” tatuati nell’interno del labbro. Lui stesso ha commentato, in proposito dei tatuaggi: “Sono solamente un uomo. Anche se come idol funzionassi male, c’è di me più uomo che idol, c’è più vita che carriera”.

In questo, siamo completamente d’accordo con lui.

 

Quali nuove dall’Entertainment Giapponese?

In questi giorni è stato divertente addentrarsi, perché non ammetterlo, nel passato oscuro (ma de che) dei nostri cari idoli. Ma che ci stanno combinando ultimamente?

Per prima cosa, è quasi di dovere rispondere ai commenti sul precedente post dove abbiamo insinuato (ma anche un po’ più che insinuato, va là) che il nostro Golden Boy Tomohisa Yamashita fosse omosessuale: le statistiche danno ragione a chi afferma che sia impossibile che ogni singolo artista che ha un contratto con la Johnny & Associates possa essere eterosessuale, e le voci di corridoio puntano tutte il dito contro di lui. Quello che noi facciamo è dare ascolto alle voci di corridoio (che, per chi ci chiedeva le fonti, sono sempre le stesse: Bubka, soprattutto, altri giornali scandalistici minori e spesso nemmeno tutti giapponesi, ed i post su ameblo.jp delle fanciulle che come noi si divertono da pazzi con queste cose), perché, è inutile negarlo, sono di sicuro molto più divertenti delle noiose informazioni “ufficiali” su che donnina perfetta vorrebbero per loro i nostri idol – che diciamocelo, quelle interviste tendono un po’ tutte ad assomigliare ai temini delle elementari dove chiedevano di descrivere l’amichetto, la sorellina, la scuola che vorrei.

E, per calmare le acque, sì, sono voci di corridoio anche quelle che danno Tomohisa Yamashita e Keiko Kitagawa sull’orlo del talamo nuziale: la fonte non è niente meno che Twitter, il social network più pettegolo del mondo – e per essere più pettegoli di Facebook ce ne vuole, ma ce ne vuole. Il bello di Twitter sta nel fatto che quando i poveretti sono stai beccati in giro a fare shopping, immediatamente decine di Tweets sono apparsi sul sito, pronti a registrare ogni loro spostamento. Una fanciulla ha avuto la pessima idea di dire che sembrava che la coppia – o presunta tale – si stesse dirigendo in un negozio di gioielli ipotizzando che il ragazzo volesse scegliere un anello di fidanzamento per Keiko: in meno di dieci minuti, il Tweet è stato riportato da moltissimi altri utenti, cambiando la notizia sino a farla diventare la paparazzata dei due già in abito da sposi, o quasi. Quel che sarà sarà, noi non lo sappiamo, anzi, a differenza di ci pare aver capito bene o male chiunque, la Kitagawa ci piace anche: ciò che è certo, è che le agenzie dei due ragazzi si sono ben guardate dal confermare una possibile relazione stabile, anche perché, nonostante i pettegolezzi comincino ad essere piuttosto numerosi, questi vengono pur sempre beccati in giro meno di una volta al mese. Un po’ poco, per due che sono sull’orlo del matrimonio, no?


Ma passiamo a qualcosa che abbia una fonte un minimo (ma non illudetevi, solo un minimo) più certa di Twitter: si vocifera una possibile collaborazione canora e musicale tra Jin Akanishi e la bellissima (se odiate anche lei va bene, ma non ditecelo a voce troppo alta, ci si spezzerebbe il cuore) Meisa Kuroki.
In verità, ciò di cui parla l’articolo è apparentemente (apparentemente sì, soprattutto perché la scan è pessima e tutto è così piccolo che non abbiamo la sicurezza di ciò che abbiamo letto) solo il fatto che il produttore Takeshi Kobayashi (produttore di Mr. Children, Remioromen, e, recentemente, LANDS, la band che aveva come vocalist proprio Akanishi) collaborerà con Meisa durante l’estate. L’ipotesi che Akanishi si aggiunga alla collaborazione è, appunto, solo un’ipotesi (e forse una speranza), in quanto i due ragazzi sono amici “di club” da tempo e Meisa, oltretutto, è anche mezza sudamericana, che nelle ricerche di Jin per le sue collaborazioni non guasta mai. Ciò non toglie che ormai ci hanno dato una speranza, e sarà meglio non frantumarcela nel giro di dieci minuti.

Quello che invece di certo non ci aspettavamo, sono le sconcertanti (a dir poco) dichiarazioni del rapper dei KAT-TUN Koki Tanaka durante il programma KAT-TUN style. Durante la puntata, condotta in quel caso da Koki e dal collega Junnosuke Taguchi, nel corner chiamato “Majime ni Hanashima” special (ovvero “Parliamone seriamente”), è arrivata una lettera che era una vera e propria richiesta d’aiuto. Una ragazza all’Ottavo grado (bene o male la nostra terza media), ha scritto: “Sono vittima di bullismo da quando sono al Sesto grado. Ho paura di andare a scuola. Per favore, datemi un consiglio ed un po’ di coraggio”.
Gli episodi di bullismo, purtroppo, in Giappone diventano sempre più seri e frequenti: recentemente, anche la principessina Aiko è rimasta a casa da scuola per oltre una settimana, dopo aver riportato serie lesioni morali dovute proprio ad episodi di bullismo da parte dei compagni di scuola.
Il rapper ha però dato una risposta che nessuno si sarebbe aspettato, proprio da lui: “Quando ero alle elementari, anche io sono stato vittima di episodi di bullismo. Nascondevano le mie scarpe, mettevano puntine sulla mia sedia. Un giorno, qualcuno ha addirittura scritto ‘Stupido’ su un banco, e tutti nella classe hanno indicato me, dicendo ‘Pensiamo che sia stato Tanaka’. L’unico consiglio che posso dare è che ci sia qualcuno ad aiutarti, e che tu continui ad affrontare a testa alta la cosa, alla fine riuscirai a vedere la luce. Questo è ciò che ho fatto io”.
Il bullismo, in Giappone, è un fatto molto più serio di quanto non lo sia qui da noi: viene indicato con il termine ijime (dal verbo ijimeru: perseguitare) ed è definito bullismo di ostracismo ed esclusione. Nonostante i provvedimenti presi anche per via legale, con conseguenza l’allontanamento dei “bulli” da scuola (permanente o temporaneo che sia), il bullismo non cessa di esistere. Il meccanismo del cercare un gruppo d’appartenenza è addirittura più forte che qui in Italia e, spesso, se non accetti di “bullare”, finirai senza ombra di dubbio ad essere il “bullato”.
Il nostro caro Koki ne è uscito senza dubbio a testa alta, ma quanti non ce l’hanno fatta?