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Quali nuove dall’Entertainment Giapponese?

In questi giorni è stato divertente addentrarsi, perché non ammetterlo, nel passato oscuro (ma de che) dei nostri cari idoli. Ma che ci stanno combinando ultimamente?

Per prima cosa, è quasi di dovere rispondere ai commenti sul precedente post dove abbiamo insinuato (ma anche un po’ più che insinuato, va là) che il nostro Golden Boy Tomohisa Yamashita fosse omosessuale: le statistiche danno ragione a chi afferma che sia impossibile che ogni singolo artista che ha un contratto con la Johnny & Associates possa essere eterosessuale, e le voci di corridoio puntano tutte il dito contro di lui. Quello che noi facciamo è dare ascolto alle voci di corridoio (che, per chi ci chiedeva le fonti, sono sempre le stesse: Bubka, soprattutto, altri giornali scandalistici minori e spesso nemmeno tutti giapponesi, ed i post su ameblo.jp delle fanciulle che come noi si divertono da pazzi con queste cose), perché, è inutile negarlo, sono di sicuro molto più divertenti delle noiose informazioni “ufficiali” su che donnina perfetta vorrebbero per loro i nostri idol – che diciamocelo, quelle interviste tendono un po’ tutte ad assomigliare ai temini delle elementari dove chiedevano di descrivere l’amichetto, la sorellina, la scuola che vorrei.

E, per calmare le acque, sì, sono voci di corridoio anche quelle che danno Tomohisa Yamashita e Keiko Kitagawa sull’orlo del talamo nuziale: la fonte non è niente meno che Twitter, il social network più pettegolo del mondo – e per essere più pettegoli di Facebook ce ne vuole, ma ce ne vuole. Il bello di Twitter sta nel fatto che quando i poveretti sono stai beccati in giro a fare shopping, immediatamente decine di Tweets sono apparsi sul sito, pronti a registrare ogni loro spostamento. Una fanciulla ha avuto la pessima idea di dire che sembrava che la coppia – o presunta tale – si stesse dirigendo in un negozio di gioielli ipotizzando che il ragazzo volesse scegliere un anello di fidanzamento per Keiko: in meno di dieci minuti, il Tweet è stato riportato da moltissimi altri utenti, cambiando la notizia sino a farla diventare la paparazzata dei due già in abito da sposi, o quasi. Quel che sarà sarà, noi non lo sappiamo, anzi, a differenza di ci pare aver capito bene o male chiunque, la Kitagawa ci piace anche: ciò che è certo, è che le agenzie dei due ragazzi si sono ben guardate dal confermare una possibile relazione stabile, anche perché, nonostante i pettegolezzi comincino ad essere piuttosto numerosi, questi vengono pur sempre beccati in giro meno di una volta al mese. Un po’ poco, per due che sono sull’orlo del matrimonio, no?


Ma passiamo a qualcosa che abbia una fonte un minimo (ma non illudetevi, solo un minimo) più certa di Twitter: si vocifera una possibile collaborazione canora e musicale tra Jin Akanishi e la bellissima (se odiate anche lei va bene, ma non ditecelo a voce troppo alta, ci si spezzerebbe il cuore) Meisa Kuroki.
In verità, ciò di cui parla l’articolo è apparentemente (apparentemente sì, soprattutto perché la scan è pessima e tutto è così piccolo che non abbiamo la sicurezza di ciò che abbiamo letto) solo il fatto che il produttore Takeshi Kobayashi (produttore di Mr. Children, Remioromen, e, recentemente, LANDS, la band che aveva come vocalist proprio Akanishi) collaborerà con Meisa durante l’estate. L’ipotesi che Akanishi si aggiunga alla collaborazione è, appunto, solo un’ipotesi (e forse una speranza), in quanto i due ragazzi sono amici “di club” da tempo e Meisa, oltretutto, è anche mezza sudamericana, che nelle ricerche di Jin per le sue collaborazioni non guasta mai. Ciò non toglie che ormai ci hanno dato una speranza, e sarà meglio non frantumarcela nel giro di dieci minuti.

Quello che invece di certo non ci aspettavamo, sono le sconcertanti (a dir poco) dichiarazioni del rapper dei KAT-TUN Koki Tanaka durante il programma KAT-TUN style. Durante la puntata, condotta in quel caso da Koki e dal collega Junnosuke Taguchi, nel corner chiamato “Majime ni Hanashima” special (ovvero “Parliamone seriamente”), è arrivata una lettera che era una vera e propria richiesta d’aiuto. Una ragazza all’Ottavo grado (bene o male la nostra terza media), ha scritto: “Sono vittima di bullismo da quando sono al Sesto grado. Ho paura di andare a scuola. Per favore, datemi un consiglio ed un po’ di coraggio”.
Gli episodi di bullismo, purtroppo, in Giappone diventano sempre più seri e frequenti: recentemente, anche la principessina Aiko è rimasta a casa da scuola per oltre una settimana, dopo aver riportato serie lesioni morali dovute proprio ad episodi di bullismo da parte dei compagni di scuola.
Il rapper ha però dato una risposta che nessuno si sarebbe aspettato, proprio da lui: “Quando ero alle elementari, anche io sono stato vittima di episodi di bullismo. Nascondevano le mie scarpe, mettevano puntine sulla mia sedia. Un giorno, qualcuno ha addirittura scritto ‘Stupido’ su un banco, e tutti nella classe hanno indicato me, dicendo ‘Pensiamo che sia stato Tanaka’. L’unico consiglio che posso dare è che ci sia qualcuno ad aiutarti, e che tu continui ad affrontare a testa alta la cosa, alla fine riuscirai a vedere la luce. Questo è ciò che ho fatto io”.
Il bullismo, in Giappone, è un fatto molto più serio di quanto non lo sia qui da noi: viene indicato con il termine ijime (dal verbo ijimeru: perseguitare) ed è definito bullismo di ostracismo ed esclusione. Nonostante i provvedimenti presi anche per via legale, con conseguenza l’allontanamento dei “bulli” da scuola (permanente o temporaneo che sia), il bullismo non cessa di esistere. Il meccanismo del cercare un gruppo d’appartenenza è addirittura più forte che qui in Italia e, spesso, se non accetti di “bullare”, finirai senza ombra di dubbio ad essere il “bullato”.
Il nostro caro Koki ne è uscito senza dubbio a testa alta, ma quanti non ce l’hanno fatta?

 

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