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Visual Kei e gattine

Tra giovani attori che si sposano e pochi mesi dopo divorziano, giovani coreani che continuano a spopolare incuranti delle critiche, bonazzi che si danno all’intellettualità, ragazzini impuberi presi a nuovo simbolo della mascolinità e della sensualità, non possono di certo mancare le novità anche nel mondo del Visual Kei.
Pur non essendo apprezzato in patria quanto lo è all’estero – e infatti, vedere una band Visual tra le prime posizioni della Oricon è sempre più unico che raro – nuovi gruppi continuano nonostante tutto a fiorire ogni giorno, riempiendo riviste specializzate in quello che da noi è conosciuto con il termine assai più vago J-Rock di volti che tendono a cambiare di mese in mese, rendendo agli amanti del genere ancora più difficile appassionarsi davvero a qualcuno di loro.

L'immagine che verrà pubblicamente utilizzata dalla nuova visual kei band VSK.

Il 9 Dicembre sarà la volta dell’ennesima band, i VSK, che, a differenza dei loro colleghi, punteranno su un’immagine decisamente innovativa per raggiungere il tanto agognato successo, così difficile nel loro ambiente.
Non solo manterranno la loro identità completamente segreta come i più degni supereroi – niente di nuovo su questo versante, gli assai più famosi GreeeeN prima di loro hanno fatto la stessa cosa, arrivando addirittura al punto di censurare i loro connotati nella loro unica performance televisiva, per proteggere la loro carriera nell’ambito odontoiatrico, e no, non sto scherzando – ma hanno annunciato che il loro progetto comprenderà un connubio tra il rock più pesante, il Visual Kei e le più famose hit da idol.

Se vi state chiedendo un paio di cose, sappiate che non siete gli unici: ciò che loro intendono va preso quanto più alla lettera possibile, dal momento che il loro album di debutto, in uscita appunto il prossimo 9 Dicembre e dal titolo GOD SONGS, comprenderà dieci tracce, tutte cover delle più famose hit di niente meno che le AKB48, da BEGINNER alla assai meno prestabile per cover rock Heavy Rotation.
I puristi del genere Visual Kei hanno già gridato alla truffa, sostenendo che è impossibile far realmente parte di questo genere togliendo ciò che lo contraddistingue, ovvero il trucco e gli abiti eccessivi che sono un chiaro richiamo al Glam Rock anni ’70 – ed è inutile dire che molti di loro pensano che i VSK altri non siano che adolescenti brufolosi innamorati delle AKB48 che hanno trovato un ottimo modo per fare una fortuna.

Dal canto nostro, noi rimandiamo i giudizi a quando l’album sarà, effettivamente, uscito, vi lasciamo con qualche piccolo assaggio che ha già stuzzicato la nostra curiosità, e incrociamo le dita che quando decideranno di mostrarsi al pubblico, non decidano di fare cosplay delle fanciulle nel video di Heavy Rotation.

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Del Gran Signore di tutte le molestie sessuali, ed altri fattacci

Per non perdere le buone vecchie abitudini del rimanere aggiornati su cosa accade nel patinato mondo di idol, attori ed attrici asiatici mentre noi stiamo qua a farci le unghie (e spesso e volentieri a mangiarcele a causa loro), abbiamo pensato di rimandare ancora di qualche giorno la carrellata dei migliori pettegolezzi del 2010 per uno sguardo sull’attualità.
E di cose in questi giorni ne sono successe, quindi ci duole mettere da parte la discorsività, ma ci tocca, d’altra parte, fare un po’ di ordine nelle vite di questi fanciulli e procedere per punti.

Se per i giapponesi vestire i panni di più o meno conosciuti eroi dei fumetti (dei loro fumetti, i manga) è ormai nel DNA, quando è un fumetto a chiedere in prestito i loro panni, la cosa si fa più interessante.
YOSHIKI, il celebre membro e co-fondatore della band Visual Kei per eccellenza, X Japan, è apparso infatti in compagnia niente di meno che di Stan Lee, il creatore di supereroi del calibro di Spiderman, i Fantastici Quattro e Iron Man, alla sessantottesima edizione dei Golden Globe Awards, a Beverly Hills. I due, infatti, sembrano essere diventati molto amici grazie alla collaborazione annunciata non poco tempo fa: Stan Lee creerà, su modello di YOSHIKI stesso, un supereroe del mondo della musica a fumetti. Il fumetto verrà in seguito tradotto in moltissime lingue (compresa la nostra, con ogni probabilità) ed adattato a serie animata. E, come ogni supereroe che si rispetti, speriamo che non ci faccia attendere a lungo per un film.

Passando alla nostra agenzia preferita di esseri mitologici metà uomo e metà glitter (visto che la definizione vi è piaciuta), dobbiamo purtroppo dare una cattiva notizia a tutte le fans degli Arashi: con il trentesimo compleanno del loro leader e membro più vecchio Satoshi Ohno, l’intero gruppo è da considerare ufficialmente fuori dalle riviste di idol quali Potato, Wink Up e Duet, e d’ora in avanti appariranno solo con interviste ed articoli individuali (questo mese, in particolare, appariranno solamente un’intervista a Masaki Aiba e un articolo sul film di prossima uscita di Kazunari Ninomiya). Questa è un’altra, per chi le chiedeva, delle poche regole note della Johnny & Associates: non appena un gruppo raggiunge la soglia dei 30, deve “diplomarsi” dalle riviste sopra citate, per lasciar posto ai sempre più numerosi gruppi di giovincelli. Così accadde ai KinKi Kids e così anche ai 20th Century (il sottogruppo dei tre più grandi) dei V6: “La regola non scritta non è così rigida, in realtà“, rassicura però uno degli editori di questo genere di magazine, “semplicemente non è più un appuntamento fisso nei loro impegni, ma in caso tutti e cinque fossero liberi nello stesso momento, continueremo a pubblicare servizi fotografici di gruppo“. Certo, se il problema è solo trovarli liberi tutti e cinque nello stesso momento, allora sarà proprio un gioco da ragazzi.

Per esaurire in fretta la parte informativa di questo articolo (ed arrivare alla parte spettegolona, concedetemi il termine), non ci resta che fare un piccolo appunto su un caso di plagio di cui avevamo parlato tempo fa: vi ricordate delle Vocaloid? E chi se ne dimentica, direte voi. E vi ricordate di quella canzone dei KAT-TUN che assomigliava pericolosamente, guarda un po’, proprio ad una delle Vocaloid uscita poco tempo prima? Be’, i produttori della canzone dei KAT-TUN, “NEVER x OVER ~ 「-」IS YOUR PART”, hanno ammesso le influenze della canzone della vocaloid LUKA MEGURINE, ed hanno pubblicamente chiesto scusa ai seguaci di entrambi gli artisti. Il creatore della canzone della Vocaloid, AVTechNO!, che aveva lanciato l’allarme plagio qualche settimana fa, ha lasciato un breve messaggio delle proprie più sentite e sincere scuse ai KAT-TUN stessi ed ai loro fans, specificando che ovviamente la colpa di quanto successo non fosse in alcun modo da attribuire ai ragazzi, ed augurando loro ogni bene per il futuro. I maligni dicono che abbia ricevuto un sacco di soldi per questa sviolinata. Noi non diciamo niente, ma si sa come funziona la Johnny & Associates, no? Meglio insabbiare la cattiva pubblicità.

Il premio per il pettegolezzo più idiota della settimana va senza dubbio al Gran Signore di tutte le Molestie Sessuali, un certo M di una certa agenzia J che si occupa solo di idol uomini. Sì, quando le riviste scandalistiche cercano di nascondere i reali protagonisti dei loro scoop per non avere danni legali di alcun genere, ci riescono veramente male.
E chiarito che si tratti proprio della Johnny & Associates, cosa ha fatto questo povero signor M per meritarsi un titolo così altisonante?
Be’, a quanto pare, è andato in giro lamentandosi di non essere abbastanza popolare con signore e signorine. Il ragazzo – o, per meglio dire, l’uomo, dato che l’articolo mette in chiaro più volte che si tratti ormai di un veterano dell’agenzia – non attrae le donne, non l’ha mai fatto e, arrivati a questo punto della sua carriera, secondo i nostri simpatici articolisti, ha ben poche probabilità di farlo. Come si passi dal lamentarsi della propria sfigataggine all’essere un Gran Signore di tutte le Molestie Sessuali non è del tutto chiaro, ma pare addirittura che le continue lamentele ed il comportamento del povero M stiano cominciando ad attirare l’antipatia di alcuni colleghi della stessa agenzia: un tale A – che le illazioni delle lettrici identificano in Akanishi Jin, Aiba Masaki degli Arashi, Arioka Daiki degli Hey!Say!JUMP, o, persino, gli Arashi al completo –  pare che lo disprezzi e l’abbia ignorato pubblicamente, proprio a causa di questo suo comportamento. “Certo“, commenta il popolare stilista X al Friday, la rivista scandalistica che ha pubblicato questa perla, “se l’agenzia conta nelle sue fila artisti di questo genere, sarà sempre più difficile ottenere lavoro per alcuni di loro“.
Ma a questo punto, chi è questo M, ormai veterano dell’agenzia, che proprio non riesce a piacere alle donne – e pubblicamente se ne lamenta, guadagnandosi questo simpatico titolo?
Le lettrici accanite del Friday non se lo sono, ovviamente, lasciato dire due volte, ed hanno cominciato una vera e propria caccia al Porco per riuscire a scoprire il nome del fortunato vincitore.
E se il primo nome che è venuto in mente è stato quello del famoso solista Masahiko Kondo – conosciuto in patria come Matchy, 46 anni e quasi altrettanti all’attivo di carriera, non esattamente noto per il suo carattere affabile ed aperto – di certo non è il solo.
Nella lista dei veterani – da loro intesi come chiunque abbia già debuttato, ci pare di capire – appaiono infatti in ordine d’età tutta una serie di nomi, tra cui molti che di sicuro non hanno problemi di popolarità nel mondo delle fanciulle: vanno dall’affascinante Masahiro Matsuoka (batterista dei TOKIO, 34 anni), a Go Morita e Ken Miyake (V6, entrambi 31 anni), Jun Matsumoto (Arashi, 27 anni), Shingo Murakami e Ryuhei Maruyama (Kanjani8, rispettivamente 28 e 27 anni), sino ad assai meno veterani come Takahisa Masuda (NEWS, 24 anni) ed addirittura il piccolo Ryutaro Morimoto (Hey!Say!JUMP, solamente 15 anni).
La sottoscritta ovviamente punta l’accusatorio indice contro il piccolo Ryutaro e la sua faccina da bravo bambino che chissà cosa nasconde, oppure Tatsuki Muro dei VETERAN, altrimenti detto quello altissimo e non proprio bello dei Kansai Junior’s. Ma mi rimetto al vostro giudizio.

La maledizione del J-Rock colpisce ancora

La maledizione che sembra ormai da mesi aver colpito molte (troppe) band che popolano la scena J-Rock e Visual Kei non si è ancora arrestata.

I Kagrra, hanno infatti annunciato lo scioglimento della band, che tra i fans era già in odore da quando il vocalist, Isshi, aveva avuto dei problemi alle corde vocali. Il gruppo dedica a coloro che li hanno seguiti sino a questo momento un ultimo album, Hyakki Kenran, in uscita il 2 Febbraio 2011, ed un ultimo tour, che comincerà il 13 Febbraio 2011, chiudendo al C.C. Lemon Hall di Shibuya il 3 Marzo 2011, quando lo scioglimento sarà definitivo. Tutti i membri della band e lo staff della PS Company hanno voluto lasciare degli ultimi messaggi ai loro fans, ringraziandoli per il supporto ricevuto negli ultimi undici anni di carriera e ponendo accento sul fatto che loro non considerino questo come un semplice “scioglimento” del gruppo, quanto più una naturale fine delle loro attività.
“Durante questi anni, grazie ai membri del gruppo, ai fans, allo staff e a tutte le persone che si sono occupate di noi, i Kagrra, sono riusciti a creare una loro cultura, a creare la musica migliore,” scrive il vocalist Isshi, “Negli ultimi tempi, abbiamo trovato nella nostra musica una forma finale. Per questo, pensiamo che non dovremmo sentirci compiacenti della nostra attuale condizione, piuttosto, è tempo di mettere la parola fine.” Aggiunge anche che, per quanto incerto possa sembrar loro il futuro in questo momento, sperano di ricevere supporto dai fans se dovessero continuare indipendentemente con le loro attività, nonostante, senza alcun dubbio, i Kagrra, siano ormai giunti ad una fine. La virgola è, insomma, diventata un punto.

Un’altra band della PS Company si ritrova, suo malgrado, a dover dare un annuncio piuttosto triste: il chitarrista e leader dei Kra, Mai, ha annunciato il suo ritiro dalle scene musicali a partire dal 28 Dicembre 2010, quando salirà sul palco insieme ai compagni per l’ultima volta, a termine del loro tour Heart to Heart ~Kanjo no Rinkaku~. Il ragazzo pare sia sempre stato cagionevole di salute, ma abbia insistito per continuare le attività come musicista nonostante ciò sia divenuto sempre più gravoso per lui negli ultimi mesi. Dopo lunghe discussioni con gli altri membri del gruppo e con lo staff, è stato deciso che si sarebbe ritirato dalle scene musicali per concentrarsi sulle cure mediche necessarie. I Kra, in ogni caso, proseguiranno le loro attività con i membri restanti, il vocalist Keiyuu, il bassista Yuura ed il batterista Yasuno. Noi non possiamo fare altro che augurare buona fortuna a tutti e quattro.

Anche la batterista Rei delle DANGER☆GANG, una band Visual Kei al femminile, ha annunciato il ritiro dalle scene musicali a partire dal 18 Febbraio 2011. Dopo aver discusso a lungo sul da farsi con i membri della band e lo staff, è stata lei stessa a decidere il luogo del suo ultimo concerto, al Narcisse di Urawa, proprio dove aveva iniziato la sua carriera. Il futuro del gruppo è ancora incerto, così come lo è il motivo del suo abbandono, ma molti vociferano che la ragazza potrebbe essere rimasta incinta. In questo caso, non possiamo che sperare in almeno una buona notizia in quello che è stato davvero un anno maledetto per le scene Visual Kei.

Purtroppo, ci tocca chiudere l’articolo con la notizia peggiore di tutte: Taku, il vocalist della band Visual Kei Heisei Ishin, è improvvisamente deceduto il 10 Dicembre 2010. Le cause della sua morte sono tutt’ora sconosciute, e l’accesso ai funerali del cantante è stato permesso solo ai familiari più stretti, nonostante le illazioni della stampa puntino tutte verso un suicidio.
La band aveva annunciato lo scioglimento il 29 Novembre di quest’anno, ponendo come ultima data l’UNDER CODE’s countdown live il 31 Dicembre 2010. Le ragioni dello scioglimento sarebbero state le impossibilità da parte dei componenti del gruppo di accordarsi sul futuro della band, in quanto pare avessero deciso di abbandonare le scene Visual e continuare come gruppo Rock. L’ultimo intervento sul blog del vocalist era pieno della sua tristezza per lo scioglimento del gruppo, con un unico desiderio: ricominciare una nuova vita.

Fila la lana, fila i tuoi giorni, illuditi ancora che lui ritorni…

Ma chi si fa di nuovo vivo da queste parti?
Ebbene sì, siamo tornate! E si spera anche definitivamente. Sì, sì, lo sappiamo che vi avevamo promesso un ritorno circa duecento anni fa, ma a dirvi tutta la verità e nient’altro che la verità (da che pulpiti poi, che vi arriva questa verità!), piuttosto che lanciarvi di tanto in tanto qualche post scritto di fretta a causa del nostro poco tempo libero, abbiamo preferito attendere per tempi migliori, nonostante i nostri occhi e le nostre orecchie (oltretutto, lo sapevate che nei serpenti gli organi di senso sono delle specie di fossette ai lati della bocca? Io no. E mi ha fatto impressione scoprirlo.) fossero in ogni caso ovunque, per immagazzinare le informazioni da portarvi al nostro ritorno.

Ed eccoci qua! Cosa è successo in nostra assenza nella terra del Sol Levante, tra gruppi di quarantotto persone che si moltiplicano (speriamo anche non tra loro, sinceramente) sino ad arrivare ai già mitici OJS48 (che altri non sono che un gruppo di aitanti poliziotti in pensione che sperano di far concorrenza alle giovini idols sempre più numerose) e furibonde liti tra fandom?
Molto, in verità, e già sbianchiamo alla sola idea di metterci in pari con tutto.
Quindi, bando alle ciance, procediamo per punti, condensando qualche mese di pettegolezzi in bene o male poche righe, per questo post:

Numero uno! Mister Hiro Mizushima (click!), dopo essere diventato il sogno erotico di mezzo Giappone e oltre nel ruolo dell’affascinante Nanba senpai di Hanazakari no Kimitachi e (Hana Kimi per i pigri, e anche per noi d’ora in poi) e aver cementato la propria immagine sexy mostrandosi in déshabillé in un photobook che non dimenticheremo facilmente, non solo si è sposato con quell’esemplare di evanescente e meravigliosa fanciulla che altri non è Ayaka (click, la cantante la cui voce è apparsa nella sigla di Zettai Kareshi, in cui ha recitato anche Mizushima) alla fine del 2009, ma insieme hanno abbandonato la Ken-On, l’agenzia in cui avevano lavorato sino a quel momento, e fondato un’altra compagnia tutta loro. Pare che Mizushima volesse intraprendere una carriera di scrittore (uh là là, direbbero i francesi), riducendo un po’ le attività come attore, ma la compagnia non volesse dare il suo supporto. Quindi, ha piantato baracca e burattini, e ha traslocato insieme alla sua anima gemella. Noi attendiamo le sue future opere letterarie, anche se, a dirla proprio tutta, ci chiediamo perché sempre i bonazzi debbano darsi all’intellettualità invece che spogliarsi ancora.

Numero due! Pessime nuove dal mondo del J Rock (Visual, Oshare, Angura o chissà che altro si sono inventati, chiamatelo come volete). Una preoccupante sfiga sembra essere calata su gran parte delle band più conosciute quest’anno, o, per meglio dire, quella che era stata chiamata la maledizione del 2009, sembra non voler abbandonare i nostri androgini amichetti nemmeno nel 2010. Oltre ad una serie di abbandoni (tra cui il più recente: Masahiro Watanabe, bassista dei té, (click!) ha infatti deciso di abbandonare il gruppo e le scene musicali, lasciando nel vago i motivi, forse morali, forse fisici, forse le solite divergenze di opinioni o forse sta cercando un gruppo il cui nome abbia più di una sillaba), a preoccupare sono stati più che altro la serie di forzati hiatus di band il cui cantante si è ritrovato la voce di colpo in pessime condizioni. Prima Ruki, il cantante dei Gazette (click!), ha interrotto un concerto e rimandato alcune date a causa di un problema alle corde vocali, poco dopo Hizumi, cantante dei D’espairs Ray (click!), si è trovato ad annunciare, suo malgrado, una pausa per tutto il gruppo, e stessa cosa successe ad Isshi dei Kagrra, (click!), pochissimo dopo. Insomma, i libri di antropologia non mentono: gli uomini asiatici, in particolare proprio i giapponesi, hanno alcuni tratti in comune con l’universo femminile. Uno di questi è la mancanza di un enzima che permetta l’assimilazione dell’alcool (sì, è per questo che ci vuol niente a farli ubriacare), un altro sono le corde vocali piuttosto sottili, quindi poco adatte a certi generi musicali piuttosto prorompenti. Un altro ancora sono la mancanza di peli sul viso, probabilmente. Scherzi a parte, noi speriamo bene, ed un augurio di pronta guarigione in ogni caso.

Numero tre, per fortuna. Già, per fortuna, dopo questa scia di brutte notizie (per noi il Mizushima scrittore che non vuole più spogliarsi è una brutta notizia, vorrete per caso biasimarci?), c’è sempre il caro fanciullo che ci allieta le giornate, ormai soprannominato in patria Uwasa King, il re dei pettegolezzi. Insomma, per farla ancora migliore, dovrebbe far sbucare un gossip con Erika Sawajiri… non è che per caso ci sta già pensando?

Ovviamente è Jin Akanishi che torna a far parlare di sé, sempre che abbia mai smesso di farlo. L’unico esemplare di idol che lurka twitter dall’account dell’amichetto (altrimenti detto Josh, il suo co-produttore o co-lyricist o amante o qualcosa di ugualmente preoccupante) quando le fans scatenano i progetti su di lui, e che probabilmente ha suggerito al suddetto amichetto di stampare i tweets dove lo dichiaravano particolarmente sexy per appiccicarseli in camera. E oltretutto l’unico – se non altro sino ad ora – che è riuscito a sganciarsi dalle inquietanti e rigidissime regole della Johnny & Associates – che cercheremo, raccoglieremo, e pubblicheremo, potete giurarci – per abbandonare il proprio gruppo ed intraprendere una carriera da solista, in Giappone ed oltre oceano.
Ebbene sì, l’Ackeneeshe nazionale è ora internazionale, nonché solo, ora anche sul sito ufficiale dell’agenzia, insomma, indietro non si torna, ormai. Eppure le fans più affezionate dei KAT-TUN (che nel frattempo sono diventati KaT-TUN, giusto perché KTTUN non era pronunciabile e KUNTT sarebbe finito per essere pronunciato all’americana, cunt, e non era carino) ancora non vogliono crederci: e cosa fanno i nostri cari amici giornalisti? Ne approfittano ovviamente, perché gettare acqua sul fuoco non sarebbe altrettanto divertente che soffiarci sopra per aumentare le fiamme. E anche perché, ammettiamolo, far sbucare il nome di Akanishi un po’ ovunque alza gli ascolti e le vendite, e un po’ di pubblicità fa sempre piacere: quindi, proprio mentre gli ora KaT-TUN si preparano al singolo di prossima uscita (Change UR world, sempre si ringrazi l’originalità dei titoli della J&A ed il caro Tanaka, che con il suo tocco bimbominkiesco all’americana non si smentisce mai) già si vocifera del possibile ritorno di Jin tra loro, anche se solo in veste di inviato speciale (!) nei paesi anglofoni per un loro futuro programma televisivo.
Non che a lui abbia detto qualcosa qualcuno, in verità, dato che al momento si sta preparando all’uscita del proprio primo singolo da solista agli inizi del 2011, Eternal, di cui programma l’uscita simultanea in patria e negli States.
E nonostante al momento non faccia altro che gironzolare con Tomohisa Yamashita, Ryo Nishikido, un insospettabile Yuya Tegoshi (non diteci che c’è ancora qualcuno al mondo che non sappia dei dissapori tra lui e Akanishi!) e gli altri della truppa, giura che si stia preparando al meglio per il suo Yellow Gold Tour 3010 (informazioni sul sito ufficiale dell’Ackeneeshe in terra straniera). Noi, dal canto nostro, attendiamo il pettegolezzo con Erika Sawajiri. Perché sarebbe proprio un pettegolezzo di dimensioni eclatanti.

E per il prossimo post? Bene… alzi la mano chi vuole sapere cosa ci fa la faccia (rifatta?) degli Arashi su un Jet privato.

Host e chirurgia plastica: questo è il Visual Kei!

Mamushi ha occhi e orecchie ovunque: quindi, non preoccupatevi, ma nulla ci sfugge. E i nostri vari occhi e orecchie (ma poi, i serpenti come ci sentono? Giuro che è una domanda che ha tormentato la mia infanzia) hanno indugiato per qualche secondo di troppo sulla disperata richiesta di aiuto che abbiamo trovato in giro per il web: esistono pettegolezzi anche sugli artisti del Visual Kei?

Ebbene sì, e ne esistono pure parecchi. Che ci crediate o meno, però, vengono zittiti e censurati ancora di più rispetto ai pettegolezzi che escono fuori ogni giorno su idols, attori, cantanti e compagnia bella.
Come le Dears, ovvero le ragazze del fanclub di Gackt Camui ci hanno più volte tenuto a dimostrare, le fans degli artisti che vengono catalogati sotto Visual / Oshare / Angura e chi più ne ha più ne metta kei sono per la maggioranza completamente matte. Fanno in modo di far divorziare i loro idoli, li perseguitano, li stalkerano, li aggrediscono, cercano di eliminare fisicamente i loro anti e oppositori e soprattutto tendono a minacciare di morte in modo allegro e simpatico qualunque essere umano di sesso femminile osi avvicinarsi a loro. Ed è per questo motivo che le agenzie e le case discografiche – che hanno regole persino molto più rigide di quanto possano essere quelle di Johnny & Associates, Hello! Project, Amuse e compagnia bella, che pure non scherzano – tendono a tacere e far sparire ogni traccia di notizia che possa mettere in cattiva luce i loro artisti o che, ancora peggio, possa dar cenno alle fans che persino loro – disgustorama! – hanno una sessualità. Ed è per questo che non è stato facile per noi scovare queste notiziole, ma ci abbiamo provato, ovviamente, e ci siamo riuscite.

I pettegolezzi che vengono censurati meno (anche perché dopo un po’ la cosa comincia a diventare imbarazzantemente ovvia) sono quelli sulla chirurgia plastica. Certo, in Giappone un tizio famoso su dieci si dà una ritoccatina, anche perché andare dal chirurgo plastico costa certamente meno che andare dal dentista.

Certo, l’esempio di chirurgia plastica più lampante l’abbiamo sempre con Gackt, che negli anni ha fatto in modo di passare dall’aspetto di studente piuttosto piacente con il ciuffo alla neo-melodico napoletano al Ken della Barbie in versione asiatica, e che, oltretutto, si comincia a vociferare che abbia bene o male duecento anni compiuti. Il trucco poi farà anche la sua parte, sicuramente, certo è che gli anni per lui sembrano non passare mai: ma niente di male, perché non ha mai nemmeno provato a negare di essersi sottoposto a più e più operazioni e botulinamenti vari, guadagnandosi pienamente la nomea di Re della Fabbrica di Plastica nipponica.
Chi è che invece preferisce non ammetterlo affatto?

Il fatto che i Dir en grey si siano sottoposti a chirurgia plastica (le foto di Daisuke Andou aka Die del prima e dopo sono alquanto esemplificative e raccapriccianti, e giuro che non è nemmeno il peggiore) è ormai risaputo, nonostante sia stato ritrattato anche quello insieme ad altre dichiarazioni (come ad esempio la bisessualità del bassista Toshiya) all’avvento della fama in America al fianco dei naturalissimi e mai rifatti KoRn (e ci mancherebbe, se qualcuno di loro si fosse sottoposto a chirurgia plastica e fosse uscito così, ci sarebbe stato da denunciare il chirurgo).
Chi invece ha preferito tacere queste personali informazioni sono i protetti della Peace & Smile Company, la PSC per gli amici. Se per contratto o per preferenza, questo – per ora – non ci è dato saperlo, certo è che la PSC è una delle agenzie con il contratto più assurdamente stracolmo di regole senza senso di tutta l’industria musicale giapponese.
Il bel chitarrista dei popolarissimi The Gazette, Uruha, si vocifera infatti che sia uno dei più rifatti del campo: certo il trucco fa decisamente il suo gran lavoro su di lui (basta guardare le sue paparazzate senza trucco: click!), ma basta dare uno sguardo alle foto più vecchie (prima, in centro nella foto, e dopo) del fanciullo ora deliziosamente androgino perché i ritocchini diventino lampanti: zigomi, occhi e chissà, un ritocco anche al nasino che non guasta mai. Dal chirurgo plastico però non ci è di certo andato da solo: anche l’amico e collega Reita, bassista dello stesso gruppo, pare si sia dato una decisa ritoccata agli occhi (anche le sue foto più vecchie non sono affatto clementi: prima e dopo). e chissà che il misterioso naso non sia un esempio di operazione mal riuscita; così come anche buona parte dei componenti degli Alice Nine, anch’essi sotto la PSC, che hanno direttamente fatto una gita di gruppo dal chirurgo plastico (il più palese il cantante Shou: prima e dopo). Che gli abbiano fatto uno sconto comitiva?


Sì, poche righe più sopra, abbiamo nominato le regole assurde dei contratti della Peace & Smile Company. Curiosi di sapere qualcosa di più?
Qualche anno fa, un ex dipendente dell’agenzia, licenziato o licenziatosi per oscuri motivi, si è lasciato sfuggire qualcosa di troppo riguardante i contratti che gli artisti devono firmare prima di essere completamente parte della PS Family (perché sì, a loro piace chiamarsi così). Pare che alcuni di loro si siano dovuti sottoporre a chirurgia plastica prima ancora che qualcosa di loro uscisse ufficialmente con il nome della PSC (sì, stiamo pensando soprattutto ai nuovi arrivati e mai visti prima SuG e ViViD, in effetti, e a quanto si sono impegnati per farli somigliare il più possibile a dei cloni delle band che avevano già fatto debuttare), perché non sia mai che uno dei faccini dei loro protetti non sia perfetto (su questo avremmo, in effetti, da dissentire). Oltretutto, segnalata come la clausola in assoluto più assurda del contratto, tutti gli artisti sono obbligati a non dichiarare niente della loro sessualità, che sia essa etero o omo, a non avere alcuna relazione, né fissa né tanto meno saltuaria, né a dare alcuna speranza alle fans di essere avvicinabili, ma, allo stesso tempo, far credere loro di essere i classici ragazzi della porta accanto. Insomma, niente di più semplice, no? Praticamente cercare di trasformarsi in quei miracolini della computer grafica tanto belli da guardare quanto freddi da toccare.
Come sicuramente avrete intuito, è stata proprio questa regola a spingere il cantautore e chitarrissa -miyavi- ad abbandonare – e non sappiamo quanto a malincuore, sinceramente, viste le regole assurde che gli venivano imposte – la PS Company. Infatti, poco dopo l’annuncio, sposa la bella cantante Melody, da cui qualche mese dopo avrà una bellissima bambina (proprio quella bambolotta che vedete insieme a lui nella foto) che chiameranno Lovelie.

Ma questo, tristemente, non è tutto: un altro ex dipendente di una casa discografica che trattava solamente di band Visual Kei, ha rilasciato un’intervista nel 2008 dove raccontava di tutti gli sporchi meccanismi che stanno dietro al successo (successo, inutile negarlo, sempre più effimero) delle band j-Rock di seconda generazione.
Quando ormai lo stile Visual Kei era lanciato (pur rimanendo, anzi, tornando, un genere di nicchia in patria molto più di quanto non lo fosse in Occidente), le band di piccoli cloni dei grandi della prima generazione (X-Japan, Malice Mizer, Luna Sea, Kuroyume, Buck-Tick e compagnia) fioccavano. Non era di certo il talento ciò che interessava di più alle compagnie in caccia di soldi, infatti, i ragazzi che venivano scelti erano per lo più ex delinquenti o ragazzini che avevano abbandonato la scuola, non sapevano scrivere canzoni, raramente erano davvero in grado di suonare i loro strumenti e sarebbero dovuti essere, in ogni caso, seguiti passo per passo. Venivano recuperati nelle Live house, dove avevano una sorta di muto contratto dal momento in cui il proprietario aveva permesso loro di suonare lì, o addirittura per strada, e ripuliti dalla testa ai piedi: è così che diventano praticamente Host, invischiandosi in un mondo che ha sin troppe rassomiglianze con la Yakuza. All’inizio ciò che conta non è di certo il talento spesso scarso, quanto più la capacità di attirare pubblico, soprattutto femminile, con quelli che sono veri e propri flirt ben mirati. I ragazzi lasciano il loro numero di telefono a quelle che diventeranno “le fans numero uno”, che cominceranno a sentirsi speciali quando vengono avvisate dagli stessi componenti della band delle novità e dei live. Si instaura così un rapporto del tutto simile a quello tra un Host e la sua cliente fissa: il musicista si fa desiderare e fa credere di desiderare a propria volta, ma non può e non deve concedere niente di diverso da quello, altrimenti la fan non sarà più una fan, ma una donna con cui hanno avuto una relazione. L’immagine della band deve rimanere intatta in quanto ragazzi della porta accanto, ma irraggiungibili: quando il numero delle fans comincia ad essere nutrito, allora la band può abbandonare la Live house in cui erano confinati ed aspirare a qualcosa di più.

Le cose, nel giro di due anni, sono ancora cambiate: alzi la mano chi, sfogliando due riviste che riportano la scena musicale Visual Kei (porterei come esempio ARENA 37C, ma ultimamente sembrano più interessati a cacciare idol giapponesi e coreani in copertina che altro) riesce a beccare le stesse band a distanza di un mese. I piccoli cloni della terza generazione del Visual Kei (per intenderci, la generazione dopo Dir en grey, Gazette, Alice Nine, miyavi e quella gente lì) sono ormai praticamente meteore, che scompaiono ad una velocità impressionante. Qualcuno si è chiesto il motivo per cui recentemente vengono riesumati dal congelatore i mostri sacri come Kuroyume, SADS e Luna Sea? Avete il motivo.